giovedì 5 giugno 2008

Arancio vs Blu: 7 - 7

E' ANDATAAAAAAAAA!!!

Il mio primo match, il saggio del primo anno di Impropongo di Modena, è andato!
Voglio bene a tutto e tutti... alle tavole di quel palco, alle luci, alle musichette, al caldo di ieri sera, al pubblico che rideva ed ad ogni singolo istante di quelle bellissimi e terribile ore prima, durante e dopo.

Voglio bene ad ognuno degli Arancio, la squadra di cui mi sono trovato ad essere capitano (ed ancora non ho capito come o perchè... ma certi misteri è meglio non indagarli troppo): Simone, Francesco, Micol, Barbara e la mia vice-capitana Eleonora, nonchè nostra coreografa degli stacchetti (troppo brava perchè l'orso scoordinato che c'è in me riuscisse a tenere il tempo con il resto della squadra).
E voglio bene a tutti i Blu, che sono fratelli e compagni d'avventure prima che avversari in gara: Antonio, Cesare, Gianpiero, Carlotta, Silvia, il vice-capitano Simone e la mia parigrado Patrizia.
E voglio bene ai nostri insegnanti per tutto l'anno di corso, nonchè coach (Federica ed il sommo Roberto) e arbitro (Marco).

Ogni momento della giornata di ieri vale come mille... un milione... un'infinità di giornate ordinarie. Ogni momento di quella giornata straordinaria trascende il fatto di potersi esprimere a parole e, nonostante solo ieri ci fossero momenti che apparivano terribili, come la tensione nel pomeriggio prima di arrivare sul posto, oggi quei momenti sono qualcosa cui non rinuncerei per nulla al mondo.
La tensione dell'intera giornata, che cresceva ad ogni minuto, l'arrivo a La Tenda, la vestizione, l'allestimento della sala, la predisposizione delle squadre e l'identificazione dei capitani, la distribuzione delle maglie, il primo riscaldamento, l'attesa con il momento "poetico" e quello "catartico" e poi la chiamata sul palco, il riscaldamento (con la "Cartolina" di Monopoli, la "Copertina" di "The dark side of the moon" e la "Locandina" di "Ritorno al Futuro" seguite dalle Montagne russe) e poi di nuovo lo spogliatoio e la presentazione delle squadre con il via alla gara.

Della sfida in sè e per sè riscordo relativamente i particolari... bene o male riesco a ricostruire quasi tutti i temi ed i generi delle improvvisazioni fatte, ma se devo dire in che ordine erano...
Sì, so che siamo partiti con una mista libera e che siamo arrivati alla mista con gli esercizi di stile e che grosso modo dovremmo aver fatto
- mista libera "La ronda delle casalinghe"
- mista libera "Gli angeli del valzer"
- mista libera "La vita segreta del lattaio"
- mista buzzer "La locanda degli imboscati"
- comparata libera "Pezzi mancanti"
- comparata libera con tema imposto dal coach avversario (e vigliacco se mi ricordo il nostro o il loro...)
- comparata (Telecronaca sportiva per gli Arancio e Documentario scientifico per i Blu) "L'imbarazzo della scelta"
- comparata tempo a scalare "Cenerentola" per gli Arancio e "Biancaneve" per i Blu
- comparata (Teatro per Bambini per gli Arancio e Strappalacrime per i Blu) "Rischio calcolato"
- mista con cambio di emozione "Un vernissage particolare"
- mista con tema dopo 2 minuti "Colpo di stato in Patagonia"
- mista con scambio di personaggio "Crisi mistica"
- mista con esercizi di stile ("Lezioni di inglese", "Invecchiata", "Bambini", "Cartoni animati giapponesi") dicuiperòpropriononriescoaricordareiltema...
L'ordine non importa, così come importa relativamente se ho dimenticato qualcosa... quello che importa è che ogni atomo del nostro essere, di tutti e tredici, era energia pura.
Nelle nostre vene scorreva adrenalina con minime tracce di sangue, nei nostri cervelli volavano idee assurde che i nostri corpi hanno messo in scena, le nostre voci erano strumenti dell'assurdo e noi siamo stati, per non saprei neanche di preciso quante ore, divinità che giocano con ogni elemento del mondo, sè stessi compresi.

Le risate, gli applausi, i commenti entusiastici di amici e degli amici degli altri, i fischi dell'arbitro ed il terribile ronzare del buzzer, i consigli dei coach (entrambi), i commenti del maestro di cerimonie (impareggiabile) i nostri gesti, i nostri abbracci, i nostri stessi applausi e le nostre grida per caricarci e per scaricare la tensione... tutto questo è il regalo di Natale che ti arriva a inizio giugno, il colpo di fulmine proprio quando non volevi più avere storie, il premio che vinci ad una gara in cui sei principiante... Tutto questo è il giorno più bello che potessi immaginare, dove tutto è andato bene, tutto (anche quello che abbiamo sbagliato) ha servito allo scopo di far ridere e farci ridere.

Dopo il divertimento dato e ricevuto, quando l'adrenalina cominciava a ritirarsi un po', già ieri sera cominciava a farsi strada un po' di logica e raziocinio: ho dato troppo le spalle al pubblico, ho perso troppo il personaggio negli scambi con Antonio, questo si poteva fare meglio, quello c'era venuto meglio quando lo facevamo a lezione, quell'altro non c'era mai riuscito così bene... ma poco importa: lasciamo la logica da parte ancora per un po'.
Ci sarà tempo per analizzare gli errori e correggersi, ci sarà tempo per dare la caccia alle riprese e, con un gesto di coraggio che difficilmente si potrà fare a cuor leggero, provare a guardare che cosa si è fatto per analizzare le cose sbagliate e che le cose da cambiare, ci sarà tempo e ci sarà anche tutto un secondo anno per migliorare, ed un nuovo saggio dove spaccare, e tanto altro davanti.

Per ora, c'è ieri: troppo bello ed emozionante per non riuscire a cancellare con un colpo netto ogni brutta mail letta, ogni ricordo delle lotte futili e puerili cui sono in mezzo, ogni brutto momento, commento velenoso e malignità ricevuta da altri, da persone che non mi conoscono e che non ammetterebbero che so fare qualcosa di buono neanche ne andasse della loro stessa vita.
Per ora c'è ieri e le risate nostre e del pubblico, e soprattutto l'energia che è lì, che cerca di tornare fuori, che cerca di farsi nuovamente strada, che vuole prendere nuovamente il controllo e trovare uno sfogo in un gesto, in un accento, in un momento di pura follia.
Per ora c'è ieri e le ore stupende, gli amici fantastici, il regalo di ogni risata, di ogni pacca, di ogni lacrima, di ogni salto, di ogni abbraccio, di ogni urlo, di ogni applauso, di ogni incitamento, di ogni consiglio, di ogni fallo, di ogni idea usata, di ogni idea non usata...
Per ora c'è ieri ed una gara pareggiata, sacrosanto così, ed una serie di momenti con amici che non avevi fino a qualche mese fa e che ora non potresti farne a meno perchè sai che sono matti come te e sei un pesce tra altri pesci... una Giraffa tra altre Giraffe...
Per ora c'è ieri e ci sono gli insegnanti cui vorresti poter dedicare un monumento equestre... e ti chiedi se saresti credibile come cavallo e chi potresti tenere in spalle per fare il cavaliere rampante improvvisandoglielo così al volo la prossima volta che li vedi...

Per ora c'è ieri... e ci sarà per sempre...

martedì 27 maggio 2008

Il reduce

Rèduce agg. e sm. Che, o chi, torna dopo una lunga assenza. ~ redivivo.
Etimologia: lat. redux,-ducis , deriv. da reducere richiamare.
Sinonimi: ritornato, scampato, veterano


Anche questa volta, sono tornato dal bellariese.
La battaglia è stata massacrante, lunga, dura, intensa... ma quello che ha fatto più strano è stato che quasi non ho avuto contatti con i miei "nemici".
Li ho incrociati, certo, li ho salutati e ci ho scambiato qualche parola, ma da alcuni di loro non ho ricevuto neppure un "Crepa!" di ritorno e da altri ho ricevuto risposte telegrafiche, saluti mormorati, parole stentate... Ma in fin dei conti, questa è il loro modo di affrontare le conseguenze della guerra che hanno avviato.

Secondo alcuni analisti, lo scontro romagnolo si è risolto con un pareggio, secondo altri, addirittura una mia vittoria di misura sul campo, ma resta il fatto che si trattava di una sola battaglia in una guerra che, ormai cominciata da qualche mese, non sembra destinata a concludersi tanto presto.

La convention è stata, tutto sommato, una bella convention: bei momenti, tanta fatica, nuove conoscenze simpatiche e gli immancabili tormentoni, ma c'era una certa tensione nell'aria, quella sensazione come di imminente scontro aperto, quel non guardarsi, quell'evitare lo sguardo dell'avversario che precede una battaglia all'ultimo sangue.
E dire che i miei avversari avevano vinto (!?) il primo scontro.
Forse, la tensione era dovuta al fatto che la loro vittoria non era stata schiacciante quanto volevano ed aveva dato il via ad una piccola "guerra fredda" accompagnata da rapide sortite e brevi scaramucce lungo il fronte. Probabilmente credevano davvero che la campagna di dicembre sarebbe stata un bliz vincente e risolutivo ed il fatto che l'assalto veloce si sia trasformato in una guerra di posizione li ha innervositi ed incattiviti ancora di più.
Sinceramente, faccio ogni giorno più fatica a capire il mio nemico.

Sono passati cinque mesi e mi sto ancora chiedendo che cosa li abbia portati a sfruttare, con qualche mese di ritardo, un puerile casus belli per avviare una battaglia che doveva concludersi, secondo loro, con l'eliminazione definitiva di un avversario malvagio ed imperdonabile.
Il rapimento di Elena, l'attraversamento del Rubicone, l'attacco a Pearl Harbor... quelle sono motivazioni di guerra con una dignità, non quella usata qualche mese or sono contro di me.

La battaglia è andata, qualche colpo niente male l'ho assestato mentre i miei avversari hanno cominciato a lavorare, con il loro ormai inconfondibile stile a base di cospirazioni e veloci pugnalate tra le scapole, a preparare la loro controffensiva.
E' triste che non sappiano accettare l'idea di uno scontro in campo aperto, non riescano a progettare una battaglia affrontando a viso scoperto l'avversario, non siano in grado di operare mettendoci la faccia ma solo agendo nell'ombra, con bisbigli e sussurri, malignità e falsi più o meno provabili...
Peccato non avere avversari degni, disposti a correre il rischio di perdere in uno scontro onesto ma sempre pronti a parlare alle spalle. Peccato non aver modo di giocare con loro allo stesso livello... Peccato che non si rendano conto che la corsa al rilancio rischia di fare più male a loro che non a me...
La cosa che mi stupisce di più è la loro mancanza di prospettiva e la loro cieca convinzione di infallibilità: non possono essersi sbagliati e chi li affronta è per forza un pazzo, un megalomane che va abbattutto per il bene superiore...
Non è forse da megalomani il fatto di non ritenersi fallibili nelle proprie valutazioni?
Io ammetto di poter aver commesso errori, ma so per certo di non averli commessi in mala fede: posso sbagliare mentre cerco di fare, solo chi non fa non falla, e posso anche aver visto problemi dove in realtà non ce ne sono, ma se non sono l'unico a vedere quel genere di difficoltà, il dubbio sulla correttezza della mia valutazione si fa meno forte.
Loro, i miei nemici, hanno mai dubbi? Sono mai sfiorati dal sospetto che quel avversario, che per loro è il male incarnato, potrebbe non essere la più grande minaccia da estirpare e che potrebbero non aver capito con chi o cosa hanno a che fare? Gli viene mai il dubbio che siano atteggiamenti molli come i loro a fare male e non la mia determinata ed ostinata perseveranza a fare nonostante tutto e tutti?

Non so, a volte ho il sospetto che certi dubbi non li sfiorino mai...
Spesso, ormai, mi chiedo perchè i leader dei miei avversari agiscano così decisamente contro di me, decisamente anche se lentamente e tramando nell'ombra, comodamente seduti su divani di pelle mentre io lotto in prima linea faticando e sudando perchè i miei principi mi impongono di fare e di impegnarmi con ogni mia fibra se c'è da fare, non di pianificare macchinazioni...
A volte, mi chiedo se non hanno ragione i miei "alleati" quando ritengono che, dietro la furia che mi viene riversata addosso, ci sia l'invidia più profonda per la gioia che dimostro facendo, per la gioia che riverso sugli altri e che questi mi rimandano indietro, per il riconoscimento che, da chi servo più che da chi mi comanda, ottengo.
Non dal basso vengono le loro lodi, ma dall'alto, se mai ne ottengono, mentre chi mi applaude, chi salta in piedi rispondendo al mio appello, lo fa sorridendo ed è tra la folla.
Non un plauso convinto per loro, ma tiepidi segni di approvazione.
Probabilmente si sentono incompresi e non li sfiora neppure il dubbio che chi si fa sordo alla loro richiesta di riconoscimento è silente a causa dei loro errori ed a causa dei loro atteggiamenti funerei e neri.
Ovviamente, però, dal novero delle cause non può certo essere escluso che la loro sia una forma di "sindrome del paladino": sono realmente convinti di affrontare un grande male e di essere nel giusto, ma il fatto di obliare la possibilità di essere in errore è quantomento grave.

Chissà come andrà a finire.
Mi spiace che questa guerra sia in corso, ma non sono io quello che l'ha pianificata ed avviata...
Vedremo come va... ma una cosa è certa: finchè ci saranno battaglie, ci sarà una prima linea in cui porsi e sarà su quei campi aperti che io continuerò ad andare per affrontare i miei avversari.

martedì 20 maggio 2008

Conti alla rovescia

Sulla mia scrivania al lavoro spicca un calendario da tavolo.
Ci sono diverse pile di carte, ovviamente, ben separate tra loro, divise e classificate, e ci sono elementi di cancelleria, di utilità, di supporto. Tutto lì, in buon ordine (più o meno) e tutto più basso del calendario da scrivania che fa bella mostra di sè tra il case del PC ed il monitor.

Diversamente da tutti i miei colleghi, la torretta non la tengo sotto la scrivania: ho fin troppa esperienza dell'incredibile quantità di polvere, ed altro, che si accumula nei case poggiati a terra per non cogliere l'occasione di elevare il mio "collega" di lavoro; tra l'altro, per un caso fortuito, la situazione si replica anche a casa dove il case del nuovo PC è troppo alto per starsene nell'apposito spazio, in basso, nel mobiletto che lo ospita, e quindi sta lì in alto, accanto al monitor.

Ma tornando al discorso iniziale, accanto al case del mio PC al lavoro c'è un calendario da scrivania che scandisce, ormai da più di un mese, un implacabile conto alla rovescia che è arrivato a quota "-1": i giorni che mi separano dalla partenza per la STICCON.
Il 14 aprile scorso è partito da "-37"; all'epoca ero abbastanza tranquillo e vedevo sì la quantità di cose da preparare, ma confidavo di riuscire a fare tutto. Oggi sono a "-1", ho già fatto la valigia (evento assolutamente straordinario, visto che di solito la chiudo il giorno della partenza) mi sono rimaste un paio di stampe da fare, un gioco da preparare, qualche scatola da ritirare, tre "bussolotti" da Ovino Kinder da trovare, e la stampa di tre poster che io e Fhede avevamo preparato ha fallito miseramente l'obbiettivo di questa Convention visto che la ditta che doveva provvedere si è fatta di nebbia. Mi spiace veramente tanto per i poster, e avrei ancora da fare, se proprio mi avanza il tempo, alcuni audio "calibrati" per scandire il tempo per le prove Kobayashi, ma tutto sommato, poteva andare peggio... e fino a ieri sera alle otto, ero fermamente convinto che lo avrebbe fatto.
Resta che ormai sono al via e stamattina ho aggiornato il calendario introducendo tre nuovi conti alla rovescia.

Il 25 maggio andranno a zero ben due conti alla rovescia annuali, di cui almeno uno è un appuntamento quasi sacro: il 25 maggio sarà il settimo "Towel day", il "Giorno con l'asciugamano" per commemorare il mitico Douglas Adams, l'autore della "Guida Galattica per Autostoppisti". Io intendo celebrarlo, come ogni anno, e spero di essere in compagnia a farlo.
L'altro evento che cade il 25 maggio è il terzo "Nerd Pride day" e non potrei certo esimermi dal celebrarlo. In realtà, il fatto stesso di celebrare il Towel day si potrebbe intendere un modo di celebrare anche il Nerd Pride, specie se si considera che sarò in STICCON...
Effettivamente, mi piacerebbe organizzare qualcosa a Bellaria, e quasi quasi potrei proprio decidere di farlo al volo, nella speranza che qualcuno si aggreghi e si possano celebrare assieme una grande saga fantascientifica e comica e la nostra orgogliosa "nerditudine"...

L'ultimo conto alla rovescia che ho inserito andrà a zero il 4 giugno e segna quanto tempo mi separa (o meglio, separa me ed i miei compagni di corso) dal saggio finale del Primo Anno di Modena del corso della Impropongo. Il mio primo match di improvvisazione teatrale!
Per ora non sono tanto agitato: le scadenze della STICCON mi hanno impedito di pensarci, ma quando tornerò da Bellaria, con il conto alla rovescia a "-8", probabilmente comincerò a scontare questa tranquillità.
Comunque sia, vedremo... l'importante è divertirsi, magari facendo divertire, e ricordare la saggezza della "Guida" con le sue "large friendly letters" che compongono la scritta "Don't panic". E poi, "comunque vada, sarà un successo".

Presto, ne sono certo, altri conti alla rovescia appariranno sul mio calendarietto, e so già che da qui a fine anno mi spiacerà liberarmene, ma per ora, il mio segnatempo mi dice che queste sono le cose che mi attendono e che sorgono al mio orizzonte.

lunedì 19 maggio 2008

A volte ritornano... ed è sempre un piacere

Stanno tornando, ad ampie falcate, gli anni 80.
Si nota da tante piccole cose, a partire dalle vetrine e dalla gente in giro per strada: occhiali Ray Ban a goccia che sembrano venuti fuori da Top Gun, le Converse, gli stivaletti da donna flosci, le scarpe da donna con punte un po' arrotondate e tacchi che non sono piu' a sezione micrometrica...

E poi, non dimentichiamolo, sta tornando Indiana Jones!
Che bello...

Decisamente un periodo a cui tengo tanto, quel decennio, forse ero un po' piccolo per apprezzarlo fino in fondo, ma è il periodo in cui sono venuto su, quindi quegli anni sono sempre speciali per me.
Adesso ritornano, perchè la moda è fatta così con i suoi corsi e ricorsi e perchè alla gente piace sempre vivere "alla grande", anche se ovviamente sono una nuova copia un po' diversa.

Adesso ci sono le ragazze con le ballerine e i Ray Ban (all'epoca gli occhiali da fico ce li mettevamo noi maschietti che sognavamo di fare i fichi pilotando un TomCat ed atterrando sul ponte di volo di una portaerei) e i ragazzi con le All Star ed i capelli "Emo" (e qui non ci siamo: nessuno di noi avrebbe mai pensato di stirarsi i capelli per fare il fico e tirarsi un ciuffo davanti agli occhi per non vedere piu' una cippa).
Che poi, che diavolo mi rappresenta 'sto stile "Emo" ancora non l'ho capito del tutto...
Ci provo a capirlo, ma mi rimane un po' misterioso.
Forse un giorno lo capirò, ma fino ad allora rimango un po' perplesso.

Resta che gli anni 80 stanno tornando, e voglio ricordarli con le (cariche anche se un po' tristi) note dei Bowling for Soup e ricordiamo per un po' il...

"1985"

Woohoo
Woohoo

Debbie just hit the wall
She never had it all
One Prozac a day
Husbands a CPA
Her dreams went out the door
When she turned twenty four
Only been with one man
What happen to her plan?

She was gonna be an actress
She was gonna be a star
She was gonna shake her ass
On the hood of white snake’s car
Her yellow SUV is now the enemy
Looks at her average life
And nothing has been alright

Springstein, Madonna
Way before Nirvana
There was U 2 and Blondie
And music still on MTV
Her two kids in high school
They tell her that she’s uncool
But she still preoccupied
With 19, 19, 1985

Woohoo
(1985)
Woohoo

She's seen all the classics
She knows every line
Breakfast Club, Pretty in Pink
Even Saint Elmo's Fire
She rocked out to wham
Not a big Limp Biscuit fan
Thought she’d get a hand
On a member of Duran Duran

Where’s the mini-skirt made of snake skin
And who’s the other guy singing in Van Halen
When did reality become T.V.
What ever happen to sitcoms, game shows
(on the radio there was)

Springstein, Madonna
Way before Nirvana
There was U2 and Blondie
And music still on MTV
Her two kids in high school
They tell her that she’s uncool
But she still preoccupied
With 19, 19, 1985

Woohoo

She hates time make it stop
When did Motley Crew become classic rock?
And when did Ozzy become an actor?
Please make this stop stop
Stop!
And bring back

Springstein, Madonna
Way before Nirvana
There was U2 and Blondie
And music still on MTV
Her two kids in high school
They tell her that she’s uncool
But she still preoccupied
With 1985

Springstein, Madonna
Way before Nirvana
There was U2 and Blondie
And music still on MTV
Her two kids in high school
They tell her that she’s uncool
But she still preoccupied
With 19, 19, 1985

Bowling for Soup - A hangover you don't deserve (2004)

martedì 6 maggio 2008

Il tecno-fisco

Qualcuno vuole fare la cortesia di dire al Garante per la Privacy che dovrebbe smetterla di rompere le scatole?

Partiamo dal principio: mercoledì 30 aprile, l'Agenzia delle Entrate ha diffuso on line i dati relativi alle denunce dei redditi del 2005.
Qualche ora neanche e scoppia il finimondo: utenti che intasano il sito, Garante della Privacy che decide la sospensione della pubblicazione dei dati, Beppe Grillo che ironizza (mah...) affermando che l'idea è stata suggerita dalla mafia...
Passa ancora qualche ora e, con il sito down a causa dell'eccesso di traffico, i dati cominciano a comparire sulle reti di file sharing ed in vendita su e-bay, Visco difende l'iniziativa affermando che si tratta dell'attuazione delle norme sulla trasparanza fiscale, le associazioni di consumantori minacciano denunce contro l'Agenzia, sul Blog di Grillo volano parole grosse contro il genovese che si porta a casa, in un anno, più di quattro milioni di euro, ed il Garante viene intervistato dal Tg1.
Qui, raggiungiamo un momento comico di livello "zelighiano": il Garante, con la sua bella faccia, arriva in casa di quasi dieci milioni di italiani a dire che la sospensiva è dovuta al fatto che hanno richiesto chiarimenti all'Agenzia delle Entrate perchè, nonostante i dati siano pubblici per legge, nonostante i dati possano essere richiesti da chiunque ai comuni ed alle sedi dell'Agenzia, pubblicare on line dati tanto delicati potrebbe essere una violazione grave della privacy dei contribuenti.

Io stavo uscendo quella sera, ero lì che ascoltavo con un orecchio solo mentre mi lavavo la faccia e per un attimo ho sospettato di non aver capito bene. Mi fermo, chiudo l'acqua e, con la faccia ancora gocciolante, tendo l'orecchio a sentire bene cosa viene detto. Questo bel tomo, ammette serenamente che i dati sono pubblici e poi dice che pubblicarli on line potrebbe essere una violazione della privacy?
Va bene dire tutto ed il contrario di tutto per far contento l'interlocutore di turno, ma fare questo genere di cose nella stessa frase è ai limiti del delirio schizzofrenico!

La storia continua, ovviamente, ed è ancora in corso: nei giorni successivi, Visco ed il Governo uscente sono stati accusati di aver agito per rappresaglia, i giornali hanno pubblicato i dati di reddito di soggetti pubblici (come per altro hanno sempre fatto, proprio perchè i dati erano pubblici!), l'Agenzia è stata denunciata su quasi ogni tribunale italiano da non mi ricordo quale/i associazione/i di consumantori (anche loro potrebbero, ogni tanto, decidere che tacere e stare buoni è più saggio che rompere le scatole per nulla e fare idiozie?), Visco si è schierato in difesa del provvedimento, l'Agenzia ha fornito i chiarimenti richiesti dal Garante (citando le leggi sulla base delle quali ha preso la decisione, che rientra nel proprio potere decisionale) ed i dati sono ancora reperibili on line (anche se non ho capito se sono nuovamente sul sito o se bisogna arrangiarsi un po' per trovarli).

Guardo la vicenda e rido per non piangere: dati pubblici sono stati messi on line, e dunque? Cosa c'è di male?
Chi non ha niente da nascondere, non ha problemi in proposito, per come la vedo io, così come è chi ha la coscienza fuori posto, secondo me, a scagliarsi all'attacco.
Quello che più mi fa specie è che, leggendo i giornali e guardando i Tg, hanno fatto un gran parlare di redditi di attori, imprenditori, qualche giornalista, ma dei redditi dei politici non ho sentito un gran parlare...
Magari ascolto i Tg sbagliati, ma tu guarda, a volte, i casi della vita...

venerdì 18 aprile 2008

Il chilometro stampato

In un ufficio come quello in cui lavoro attualmente, la carta viene usata in quantità industriali: le stampanti lavorano quasi quanto le tastiere, quasi ogni documento prodotto deve avere una copia cartacea archiviata da qualche parte e i clienti/fornitori sono nella stessa barca, il che comporta una grande quantità di comunicazioni cartacee che girano avanti e indietro.

A prescindere dal fatto che, per buona parte delle cose che vengono stampate, non è neppure possibile pensare di adottare la stampa fronte e retro per motivi legati all'uso che di quelle stampe si deve fare, a prescindere dal fatto che la sottile arte del riutilizzare i fogli il più possibile non è esattamente propria di alcuni miei colleghi ed a prescindere dal fatto che la nobile idea di adottare la carta riciclata come standard non è stata fatta propria dalla gestione e dagli acquisti, le stampanti rumoreggiano e la carta esce a decine di fogli alla volta.

Io nel mio piccolo faccio quello che posso, ma visto che ogni giorno accumulo più fogli da riutilizzare di quanti ne uso, l'unica cosa che posso fare è differenziare la raccolta e mettere da parte la carta da andare a buttare in un secondo momento nell'apposita campana. Già, perchè gli addetti alle pulizie non sembrano aver compreso che sarebbe meglio, ove possibile, separare e differenziare per consentire il riciclaggio... decisamente un peccato.

Rimane che, con il viaggiare delle stampanti, si genera un viaggiare di stampatori: le stampanti più utilizzate, che poi sono anche le più veloci ed efficienti, sono due soltanto e sono collocate in punti strategici dell'ufficio. Visto che noi ci estendiamo su tutto un piano di un palazzo, però, non è difficile immaginare come ogni stampa sia un'occasione, più o meno gradita, per fare quattro passi per andare a prendere lo stampato.
Certe giornate, in particolare, possono voler dire un paio di chilometri di camminate avanti e indietro... Alla luce di questa considerazione, non mi stupisce che alcuni miei colleghi, che hanno una stampante sulla scrivania, vi dirigano ogni singola stampa, ma dal mio punto di vista, l'unico aspetto negativo nella situazione presente sono gli ingorghi che, occasionalmente, si formano e l'attesa che a volte bisogna sopportare prima di poter esaminare il proprio sospirato fogliaccio.

La speranza è che un giorno o l'altro, il chilometro stampato diventi un po' più eco-compatibili, ma per ora, mi limito a fare quei quattro passi ogni tanto e, se capita, fare quattro chiacchiere con un collega venuto a prendere una stampa.

martedì 15 aprile 2008

Sparizioni... riapparizioni...

A volte ho il sospetto che gli anni '80 siano come una sostanza tossica: se ci sei passato che non eri più in fasce, forse sono riusciti ad entrati sotto pelle e non te ne potrai più liberare.
Per chi si ricorda il mitico "Drive In" di quei leggendari anni, "Sparizioni... ripparizioni..." si riaccompagna ad un improbabile Ezio Greggio (Mister Tarroccò, con l'accento sulla q) che continua con un riferimento a tutto quello che "Para-normale, ma bada ben, bada ben... è normale!".

Ed a proposito di sparizioni e riapparizioni... rieccomi qui.

Nuovo lavoro (e siamo a quota tre in quattro mesi), cominciato un mesetto fa e che sembra possa durare e finalmente, dopo l'inevitabile periodo inziale di assestamento, ritorno alla carica con il proposito di tenere dietro a questo blog.

Questo posto non mi dispiace: colleghi simpatici (non che negli altri casi non fosse così, anzi! i colleghi sono sempre stati fortissimi... e nel caso del secondo lavoro provato, erano anche meglio del lavoro vero e proprio...) e lavoro interessante.
Certo, non è un lavoro di laboratorio... a dirla tutta, è un lavoro da programmatore anzicchè da fisico, ma in fin dei conti, non facevo laboratorio neppure dove mi avevano assunto come "Laboratory Test Engeneer", quindi...
Rimpiangerò un po' il fatto di non fare un lavoro da fisico? Di non essere uno sperimentalaccio? Beh, credo che sia inevitabile... però, finchè il lavoro mi piace, va bene anche così.

Corro, corro continuamente... Anche adesso sto correndo: scrivo a spizzichi e bocconi mentre compilo, correggo, sistemo e ri-compilo dei listati SQL che producono dei "piccoli" report da 170 pagine. E' tutto il giorno che ci lavoro (a dirla tutta, ci lavoro da un paio di giorni...), ma conto di riuscire a finirli entro sera.