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giovedì 19 giugno 2014

L'informazione libera che sa di voce del padrone

Che bello che deve essere il mondo per quelle persone che si illudono che la voce del padrone sia in realtà informazione libera.
Che bello che deve essere il mondo per quelle persone a cui piace gioire delle disgrazie altrui.
Che bello che deve essere il mondo per quelle persone che pensano che ridurre l'informazione "di parte" aiuti a creare un'informazione "super-partes".

Ieri non avevo voglia di risentirmi per dell'idiozia - non ne ho mai voglia, a dirla tutta - ma Grillo ha colpito ancora e non riesco a trattenermi dal commentare le bestialità che dice il genovese.

Lo sciacallo, gioisce per le condizioni - economicamente disastrose - in cui versa lo storico quotidiano "L'Unità".
Lo sciacallo, gioisce perché un'altra testata giornalistica muore e perché la "Rete" - con la R maiuscola, naturalmente - è la responsabile di questa cosa.
Lo sciacallo gioisce perché un giornale di partito in meno è una voce di informazione di parte in meno ed un passo in più verso la libera informazione...

Ora, io mi domando e dico, si può essere più infami?
Si può essere più maledettamente in malafede?
Si può essere più falsi e manipolatori?

La verità che Grillo nega, la verità che non può accettare né ammettere è una ed una soltanto: la libera informazione nasce solo dalla somma di tante informazioni di parte!

Grillo, per tramite del suo socio Casaleggio, gestisce non una ma ben due testate/aggregatori (?) di informazione - Tzetze e LaFucina - che sono ignobilmente di parte e assolutamente disgustose nel modo di presentare le notizie.
Tzetze prende il nome da una mosca, la mosca che trasmette la malattia del sonno, e vive di titoli urlati, allusivi e mai - ma davvero mai - corretti, costruiti, a mio avviso, apposta per far addormentare (per l'appunto) lo spirito critico e la volontà di vera informazione e pluralismo dei suoi lettori. Fa sensazione con titoli del tipo "INCONTRO GRILLO RENZI, ECCO IL COLPO DI SCENA" o anche "BEPPE GRILLO INDAGATO, ECCO COS'HA DECISO IL PM"... titoli che non dicono nulla. Titoli che fanno pensare a chissà quale rivelazione, quale scoop, quale complotto, ma poi dietro quei titoli non c'è niente, non c'è nessuna notizia veramente importante, nessuno scoop, niente di niente.
Si tratta di esche - con una terminologia da pesca, pastura per boccaloni - che non serve a nulla se non a far guadagnare click sui social network e introiti pubblicitari derivanti dalle visualizzazioni.
Manco a dirlo, LaFucina non è molto meglio...
Si tratta di fabbriche del nulla che non danno vere notizie e che sono pilotate da redazioni che lavorano per Casaleggio.
Ovviamente, però, sono spacciate come i baluardi dell'informazione libera, svincolata dai "poteri forti" dalla "kasta" ecc, ecc, ecc.

Ora, di per sé, che anche Grillo abbia i suoi organi di stampa di parte, a me non risulta scandaloso... preferirei che fossero più seri e meno meschini, ma il semplice fatto che esistano non mi da noia.
La cosa che mi infastidisce è che Grillo ritieni i suoi strumenti "buoni" mentre quelli degli altri sono sempre "cattivi".
Intendiamoci, nulla di cui stupirsi: è il suo modo di lavorare, mica si può inventare altro. Tutto quello che fa e dice lui e i suoi (fedeli alla linea) è oro, tutto quello che fanno e dicono gli altri...
Naturalmente l'informazione di parte grillina è sana, è il futuro, è pura e deve prosperare, mentre l'informazione di parte degli altri è malata, è obsoleta, è asservita e deve morire.
L'informazione grillina è una voce libera che consente di trasmettere le informazioni in maniera imparziale, mentre quella degli altri...
Che poi, il segno stesso dell'idiozia di questa posizione, è che chi la abbraccia con convinzione nega assolutamente che questa stessa idea sia a sua volta di parte!

Nessuno ha modo di creare informazione assolutamente non di parte: tutti riportano, oltre ai fatti, una loro opinione, fosse anche solo nella scelta dei termini, quando non si spingono a commentare la notizia.
E' giusto così, è così che funziona la mente umana: riporti le notizie, ma anche se cerchi di essere più obiettivo possibile, non puoi esserlo in maniera assoluta... ci sarà sempre un sinonimo con un'accezione leggermente diversa che avresti potuto usare e che invece hai scartato.
E non è male per nulla: l'opinione che ci si fa su un tema è data dalle interazioni tra le opinioni altrui e le proprie convinzioni... così nasce la consapevolezza di quali opinioni si condividono e quali no, così ci si fa un'idea del mondo che va al di là del proprio giardino di casa.

E soprattutto, basta con l'idea dei mezzi obsoleti: non esistono mezzi di comunicazione obsoleti, esistono solo mezzi di comunicazione più o meno durevoli, più o meno recenti, più o meno veloci, più o meno economici.
Diamine, se c'è una cosa che non tollero dell'atteggiamento dei grillini è proprio questo loro snobbismo tecnologico per cui tutto quello che non è nuovo è da buttare.
Con buona pace di quelle larghissime fette di popolazione che non sono pronte o disposte o in grado di passare a sistemi più recenti.
E poi, tutto è bello e fantastico nel fantastico mondo gratuito della Rete - sempre con la R maiuscola, ovviamente - con buona pace delle enormi cifre che girano attorno ai siti per i contatori di visualizzazioni che generano ritorni pubblicitari ecc, ecc.

Esistono sistemi datati che, noi i loro mezzi, non potrebbero sostenersi... e allora perché negare loro un appoggio statale che fornisca loro risorse?
Provassero i grillini a fare un giornale vero con le loro professionalissime capacità che mettono in mostra su Tzetze e LaFucina, poi vediamo quanto ci mettono a rendersi conto che i click su un sito non si traducono in copie vendute ed i costi non si coprono da soli per magia!

giovedì 12 giugno 2014

L'ipocrisia del liberista

Da anni ormai mi interesso di politica e di economia.
Certo, è un interesse che va sì oltre il livello "Bar dello Sport", ma resta un interesse ben al di sotto del livello "Fondazione economico/politica internazionale". Però sono uno che ascolta, si informa, si fa una sua idea e non la sbandiera ai quattro venti finché non l'ha adeguatamente consolidata.

A causa di questo mio ascoltare tanto e parlare poco, informarsi e riflettere, mi capita di imbattermi in posizioni che, rispetto a quelle che ho maturato, trovo sbagliate.
Mi capita non di rado, anche perché una serie di persone che conosco hanno idee politiche ed economiche molto diverse dalle mie.
E' normale, anzi di più, è giusto avere a che fare con chi la pensa diversamente da te, anche perché se le tue convinzioni, messe alla prova delle altrui argomentazioni, restano in piedi supportate da adeguate argomentazioni, vuol dire che hai adeguatamente riflettuto sui temi. Senza contare che dal confronto con altre idee vengono necessariamente gli spunti per farsi un'idea propria.

Esistono quindi una serie di posizioni che non riesco a non considerare irricevibili.
Così come odio visceralmente i commercianti coccodrilli che piangono sfacciate lacrime mentre accusano l'Euro e la crisi della riduzione del potere d'acquisto delle famiglie (quando la colpa invece è principalmente la loro!), tra quelli che si meritano una profonda riprovazione da parte mia ci sono una serie di liberisti che, a tratti, prendono alcuni degli aspetti fondamentali delle proprie convinzioni economiche e li catapultano fuori dalla finestra per sostenere parte delle proprie posizioni.

Piccola premessa doverosa iper-semplificata e ultra veloce: che cos'è il liberismo?
Il liberismo è una teoria politico/filosofica/economica che sostiene che la libera iniziativa economica ed il libero mercato devono essere la forma economica dominante, con lo Stato non coinvolto nelle dinamiche economiche fondamentali o comunque coinvolto in minima parte e principalmente come garante del libero mercato.
Per intenderci, l'antitesi del liberista è lo statalista che sostiene che il mercato dovrebbe essere indirizzato/pilotato/arbitrato dallo Stato.
Tutto questo in estrema, ma direi sufficientemente efficace per il ragionamento che segue, sintesi.

Ora, prendete la situazione economica attuale in Italia (ma poi mica solo qui): aziende falliscono tutti i giorni perché non riescono a incassare crediti o a pagare tutte le tasse, soggetti si disperano perché non riescono a saldare i propri debiti con lo Stato e vengono "strozzati" dalle troppe gabelle e da sanzioni che li affossano definitivamente...
Non voglio parlare di quei poveri tapini che si ritrovano da una parte uno Stato aguzzino che pretende i soldi delle imposte e dall'altra parte uno Stato menefreghista che non paga i propri debiti per forniture di beni e servizi - soggetti che hanno tutto il diritto di questo mondo di lamentarsi e di battere i pugni - ma voglio concentrare la mia attenzione su quelle tante, tantissime aziende che con lo Stato hanno a che fare solo in quanto esattore.
Ci sono aziende che, quotidianamente, vengono raggiunte dalla longa manus di Equitalia che, per conto dello Stato centrale o di altri enti statali, batte cassa per crediti arretrati di IVA, INPS e quant'altro... ed i loro imprenditori osano, senza alcuna vergogna, lamentarsi dello Stato strozzino che li affoga di tasse da pagare!
E la cosa peggiore, è che tanti di loro si professano liberisti e troveranno sempre un liberista dichiarato pronto ad appoggiarli!

Signore onnipotente, se esisti e sei il responsabile del creato, mi spiegherai mai perché hai deciso che i ladri dovessero essere anche ipocriti, oltre che disonesti?

Come può un liberista giustificare chi arriva ad avere anni di arretrati IVA e INPS?
Voglio dire... mio caro liberista, come mi spieghi la permanenza sul mercato di aziende che barano ignobilmente accumulando debiti verso lo Stato? Questi soggetti violano ogni regola del libero mercato, a partire dalla prima e più sacra di tutte: tutti i soggetti che operano sul mercato, secondo la tua visione delle cose, devono avere accesso alle stesse risorse e devono operare alle stesse condizioni, soggetti tutti alle stesse regole, senza che alcuno di essi abbia accesso a risorse a condizioni vantaggiose - o a regole di favore - che contribuirebbero a costituire un indebito vantaggio sui propri concorrenti.
Per dinci, adesso diciamo che lo Stato è uno strozzino quando chiede quello che gli è dovuto e che, anche un solo concorrente di quelle imprese, ha pagato senza mai sgarrare?
Se esiste anche solo un operatore sul mercato che ha rispettato tutte le regole, allora chi non ha fatto lo stesso è un "baro" e non merita nessun trattamento di favore ora - chiedendolo con la scusa della crisi economica e della tutela dei posti di lavoro dei propri dipendenti, ecc, ecc, ecc.
Chi ha aggirato le regole, non deve essere sostenuto ed aiutato a mettersi in pari, ma dovrebbe essere severamente punito e, meglio ancora, avrebbe dovuto essere impedito a monte in questo falsare il gioco.
Non è che, con la scusa della crisi presente, uno può permettersi di cavarsela con un buffetto e farla franca.
Se oggi ti ritrovi coperto di debiti verso lo Stato, non è che lo Stato ti deve aiutare rateizzandoteli o chissà che altro per farti restare in gioco: tu, semplicemente, avresti dovuto uscire dal gioco molto tempo fa! Prendi atto della cosa, smettila di frignare, fallisci e togliti dalle balle!
Il liberismo sta alle aziende come la selezione naturale sta agli animali: sopravvivono e prosperano - avanzando - solo quelli che sono più adatti a muoversi nell'ambiente/mercato in cui si trovano... in soldoni, "survival of the fittest"! Mica "survival of the most dishonest"!

L'ipocrisia dei liberisti sta in questo: con la scusa che lo Stato non dovrebbe influenzare il mercato, sperano di giustificare la richiesta che lo Stato chieda meno tasse, lasci perdere i suoi crediti pregressi, ecc, ecc.
A mio avviso, il vero ragionamento di un liberista dovrebbe essere di tutt'altra natura: non è necessario che lo Stato faccia un passo indietro e ridimensioni le sue richieste, ma è imperativo che lo Stato faccia regole valide per tutti e le faccia rispettare a tutti allo stesso modo!
Vogliamo dire che lo Stato favorisce alcuni soggetti e ne "bastona" altri? Sono d'accordo.
Vogliamo dire che, per questo, bisogna farsi furbi e cercare un modo per rientrare nella schiera dei "favoriti" dalle condizioni dello Stato? Manco morto!

Intendiamoci, io non sono un liberista, ed anzi sono un fermo sostenitore della teoria secondo cui il liberismo è un'idiozia perché è demenziale credere che il libero mercato esista davvero e possa perpetrarsi.
Che diamine, financo nel mio libro di Economia delle superiori c'era scritto a chiare lettere che il libero mercato, nella realtà, degenera invariabilmente in un monopolio o in un oligopolio (e gli esempi sono davanti agli occhi di tutti ogni giorno), quindi non deve venirmelo a dire un Nobel per l'Economia che il regime della concorrenza perfetta è un'utopia.

Però, se io possono permettermi di essere disilluso sul libero mercato, un liberista non può!

Così come io sono coerente con me stesso e sostengo che lo Stato dovrebbe essere più presente sul mercato per pilotarlo ed influenzarlo di più (se necessario creando regole non uguali per tutti per correggere le storture che il - finto - libero mercato genera sviluppandosi), un liberista deve essere coerente con se stesso e credere nella possibilità che la concorrenza perfetta esista e sopravviva; soprattutto, però, un liberista deve pretendere che le regole valgano per tutti, non ammantarsi di ipocrisia e rassegnazione ed affermare che, visto che le regole non valgono per qualcuno, non devono valere per nessuno!

lunedì 2 giugno 2014

A proposito di Sentinelle (robotiche e in piedi)

Sabato sono andato al cinema a vedere l'ultima incarnazione, in ordine di tempo, dell'universo cinematografico Marvel: X-Men Giorni di un futuro passato.

Il film mi è piaciuto: per quanto contenga una serie di differenze notevoli rispetto all'arco narrativo fumettistico a cui è ispirato - a partire dal fatto che viene attribuito a Kitty Pride un potere, che non ha mai avuto nei fumetti, affinché possa assolvere il ruolo che, sulla carta, era stato di un altro personaggio - ha una serie di bei momenti sui personaggi, ha un buon ritmo, ha i suoi momenti comici e drammatici che si alternano niente male ed ha i suoi bei momenti impegnati.
Ci sono personaggi che metteresti tra i cattivi che, in fondo in fondo, hanno i loro motivi e sono animati da una spinta che, quando la senti spiegata da loro, te li fa rivalutare.
Ci sono momenti in cui sei costretto a prendere atto del fatto che i cattivi non sempre sono così cattivi come ti aspetteresti.
Ci sono momenti in cui il peso del tema della "paura del diverso" è importante, e non potrebbe essere diversamente essendo un film sui mutanti del Professor X e di Magneto.
Ci sono momenti in cui non puoi fare a meno di pensare che una piccola azione può fare la differenza tra odio e tolleranza.

E' in questo film che, per la prima volta nell'universo cinematografico della Casa delle Idee, abbiamo a che fare con le Sentinelle.
Ammetto di non essere un esperto dell'universo fumettistico Marvel, ma qualcosina la so... e qualcosina viene spiegata in questo film.
Le Sentinelle sono robot concepiti per dare la caccia ai mutanti.
Sono macchine inarrestabili, in grado di distinguere le persone normali da chi possiede il gene X, per attaccare e catturare/distruggere questi ultimi.
Le Sentinelle sono l'incarnazione della follia generata dalla paura che porta all'odio, con un cammino che, tutto sommato, ricorda quello del percorso verso il Lato Oscuro della Forza di Star Wars ("Collera, paura, aggressività... il Lato Oscuro essi sono").
Le Sentinelle nascono come uno strumento di protezione, ma diventeranno uno strumento di persecuzione.
Le Sentinelle sono l'esempio di cosa gli esseri umani possono arrivare a concepire se hanno paura.
Il loro aspetto è molto più umano di quanto non ci si potrebbe aspettare da un robot gigante distruttore, con caratteristiche estetiche (come gli "addominali scolpiti") che non servirebbero affatto ad una macchina, ma... non lo so, in fin dei conti è giusto che sembrino umani: dopotutto la paura degli umani le ha generate ed incarnano la follia di quegli stessi umani.
Le Sentinelle sono... sbagliate... ed è perfettamente giusto che siano così.
Sono l'incarnazione della distorsione di un sentimento legittimo - la preoccupazione per ciò che non si comprende del tutto e di cui non si conosce fino in fondo la portata.

C'è un altro tipo di sentinella che mi ricorda tanto le Sentinelle Marvel: le Sentinelle in piedi.
In Italia le Sentinelle in piedi sono nate da pochi mesi... da quello che ho capito, nascono a fine 2013.
Sulla carta, il loro ideale è giusto: difendere gli attacchi alla libertà di espressione frutto dell'azione sconsiderata dei legislatori.
Con le parole del loro stesso sito, loro vegliano "sullo stile dei Veilleurs debout francesi: in rigoroso silenzio, a due metri di distanza l’uno dall’altro,  leggendo un libro in segno della formazione permanente di cui tutti abbiamo costantemente bisogno, rivolti nella stessa direzione che è quella di un futuro migliore.
Vegliamo nelle piazze italiane di fronte ai luoghi di potere, con la nostra presenza numerosa e silenziosa ribadiamo che non è possibile zittire le coscienze di chi ha gli occhi aperti".
Tutto bellissimo: un fantastico ideale che si incarna in persone che vigilano sull'azione dei "potenti"... Allora perché questa storia mi suona così sbagliata?
Perché, quando vedo foto di quelle persone in piedi, una sensazione si accende sul fondo della mia coscienza che mi urla che tutto questo è distorto?
Forse perché mi appare sottosopra una protesta in cui si sta immobili in piedi? Forse, ma c'è sicuramente dell'altro.

Se si va a guardare su che cosa vegliano, viene fuori che vegliano sull'iter del disegno di legge "Scalfarotto" (dal nome del primo firmatario) che - come ha sostenuto la stampa - introduce il "reato di omofobia".
Vigilano perché quella legge, così com'è ora, potrebbe anche essere usata - stiracchiandone gli ideali - per attaccare la libertà di opinione di chi sostiene l'importanza di tutelare i diritti delle persone "normali".
Ecco che cosa vedo, allora, quando vedo quelle sentinelle: persone che ritengono che il loro diritto ad esprimere un'opinione "contro" sia più importante del diritto "pro" di persone che vedono, giorno dopo giorno, negato il proprio diritto alla felicità.
Oggi protestano in silenzio per affermare un loro diritto, ma lo fanno, non so quanto consapevolmente, dando al loro diritto di esprimere un'opinione un valore maggiore rispetto al diritto, di altre persone, ad aspirare alla felicità.

Uno dei diritti dell'uomo è il suo diritto a cercare un modo per essere felice su questo sasso che gira attorno ad una palla di gas rovente. Ogni uomo ha diritto a cercare qualcuno da amare ed ha diritto a poter vivere la sua vita in pace, senza attaccare gli altri e senza essere attaccato.
Quelle sentinelle si ergono pronte a negare i diritti degli altri in nome di un loro diritto... si ergono per poter continuare a dire che è sbagliato riconoscere diritti ad altre persone... si ergono in silenzio... ma capiscono quanto è sbagliato tutto questo? Capiscono quanto è debole la richiesta di difendere il diritto a dire che gli altri sbagliano a voler essere felici e tutelati?
Forse si ergono in silenzio perché non ci possono essere davvero parole per difendere una posizione così aberrante, o forse perché non saprebbero cosa dire se dovessero sostenere la propria posizione con argomentazioni valide.

Ad ogni modo, vedo quelle sentinelle silenziose e sento il bisogno di tenerle d'occhio, di vigilare su di loro perché sono mosse dalla paura: hanno paura che venga loro negato il diritto a esprimere la loro idea, per esempio, secondo cui la famiglia debba essere "naturale" (e quindi l'unione di un uomo e una donna).
Sono mossi dalla paura, ecco perché mi turbano: perché "La paura porta all'ira, l'ira all'odio, l'odio conduce alla sofferenza. La paura è la via per il Lato Oscuro".
Loro temono e per ora protestano in silenzio, ma... io li guardo ed ho l'impressione che sia solo l'inizio, che sia il primo passo prima che quelle sentinelle seguano il percorso delle Sentinelle ideate da Stan Lee e soci: strumenti concepiti per proteggere possono diventare strumenti di repressione!
Spero di sbagliarmi, ma una vocetta nella mia coscienza urla che non si può ignorare una cosa del genere, e quindi io continuo a guardare, cercando di notare cambiamenti nel comportamento delle Sentinelle.

mercoledì 17 aprile 2013

Oblivion

Sabato eravamo a Genova ed abbiamo colto l'occasione della serata libera per andare al cinema.
Siamo andati a vedere Oblivion e, personalmente, l'ho apprezzato parecchio.

Il trailer, a tratti, fa pensare ad un action movie di fantascienza, ed in effetti un certo numero di scene d'azione ci sono, ma alla fine ci sono aspetti molto interessanti che vanno ben al di là di una scazzottata con gli alieni cattivi.
Guardando il film, fin dal primo minuto, si ricevono un sacco di informazioni dalla voce narrante del protagonista su chi egli sia, su chi sia la sua compagna, su che cosa essi facciano, su cos'è successo al loro mondo, su chi siano i suoi avversari e su quali siano gli obiettivi della loro missioni, la ricompesa che li attende, ecc, ecc... ma il protagonista - un ottimo Tom Cruise, se devo dire la verità - è un personaggio inquieto a cui il mondo in cui vive sta stretto... c'è qualcosa di stonato nella canzone che lui stesso canta, e ne è perfettamente consapevole.
I ricordi sono la sua ossessione: ricordi che non dovrebbe avere, perchè ha subito la "cancellazione della memoria obbligatoria" cinque anni prima, come parte del protocollo dell'incarico che svolge; e che i ricordi, o meglio la loro assenza, siano un tema importarte della trama lo si capisce già dal titolo.
Ok, da qui in poi potrebbe scapparmi qualche spoiler...
Sulla Terra post atomica e priva della Luna - che pende in frantumi nel cielo - di Oblivion, il protagonista - Jack Harper - ha convinzioni semplici: è un tecnico che ripara droni da combattimento che sorvegliano delle turbine la cui funzione è quella di trasformare l'acqua in energia, energia che serve agli ultimi umani rimasti indietro sulla stazione orbitale Tet, dopo che il grosso degli altri sopravvissuti è già partito, per raggiungere la loro nuova casa su Titano. Sulla Terra si aggirano ancora gli Scavenger, gli invasori alieni che hanno causato la distruzione della Luna, ed a cui gli l'umanità lascerà un pianeta prosciugato.
Come giustamente nota il protagonista, c'è dell'ironia nella situazione: la guerra è stata vinta dagli umani ma, nonostante questo, sono loro che se ne vanno... sa tanto di vittoria di Pirro.

Ad ogni modo, come si intuiva già dal trailer, in realtà i mistiosi Scav altro non sono che esseri umani... il problema è che questa rivelazione - che arrivava alla fine del trailer lasciandoti con la sensazione di averti spoilerato l'intero film - arriva un attimo prima della pausa tra il primo ed il secondo tempo (se il film lo si vede in un cinema che ancora la fa).
Mentre aspettavamo che si spegnessero di nuovo le luci, noi due ci guardavamo e ci interrogavamo su che senso avesse quella rivelazione a quel punto... c'era la vaga sensazione di essere incappati in un film di cui ti avessero rivelato troppo e ci chiedevamo perchè.
La risposta che mi davo io, era abbastanza semplice: è un film di fantascienza e spesso i tralier dei film di questo genere sono molto rivelatori... la mia ipotesi è che la scelta di farli così sia legata al fatto che, si tratta di un genere non necessariamente popolarissimo e quindi, se non viene spiegato molto nel trailer, c'è il rischio che il film venga ignorato, da parte del potenziale pubblico, perchè... "mah, cos'è quella roba lì?". Ok che c'è Tom Cruise e le sue fan le hai già portate al cinema semplicemente con alcuni dei poster promozionali, ma potrebbe non bastare per coprire il budget di un film ad alto costo.

In realtà, il trailer non è così rivelatore come possa sembrare.
Guardandolo mi ero fatto l'idea di una lotta tra due "classi sociali" che aveva portato una ricca élite tecnologicamente più avanzata (quelli della fazione cui appartiene il protagonista, che abitano su piattaforme aeree in un mondo bianco e luminoso con veicoli che fanno mirabili evoluzioni) a scontrarsi con una maggioranza tecnologicamente più arretrata e povera (gli avversari della rivelazione finale del trailer, che vivono in posti oscuri che sembrano acciaierie abbandonate e che indossano neri abiti logori e stracciati), ma senza che queste fossero rivelate alla "truppa" dell'élite.
Il bello è che non è affatto così.
Gli Scav non sono chi sembrano, ed i loro abiti logori non sono sintomo di povertà... certo, tra loro ci sono anche profughi e fuggiaschi, ma le cose non stanno per niente come pensavo... e men che meno stanno come pensava il protagonista.

La rivelazione dell'inganno in cui mi ero spinto da solo, è stata notevole, così com'è stato notevole rendersi conto che c'era un motivo se mi sembrava - per tutto il primo tempo - che ci fosse qualcosa di  strano, qualcosa di stonato: nelle scene in cui c'erano comunicazioni radio tra la base a terra ed il Tet c'era qualcosa che non mi quadrava, qualcosa che mi lasciava perplesso e non capivo perchè... alla fine, con le rivelazioni degli ultimi dieci minuti, le cose si sono chiarite e sono riuscito a spiegarmi anche quel senso di perplessità che mi assillava.

Oblivion ha anche un altro merito: c'è, nelle scene, qualcosa di subdolo, che non noti subito finchè non te lo fa notare la pagina di Wikipedia in inglese che parla del film: c'è spessissimo un sacco di luce!
Ci sono occasionali scene al buio, in posti chiusi, ma la maggior parte del tempo il mondo è luminosissimo, quasi abbagliante.
Una scelta registica interessante, legata anche alla possibilità di sfruttare la luce naturale in riprese fatte - da quello che leggevo - in estate in Islanda, volta a portare più luce nella fantascienza. Un bel contrasto per il registra, che è quello stesso Joseph Kosinski che ha diretto Tron Legacy - un film in cui , all'opposto, la luce era spenta per tre quarti del tempo.

Per finire, due curiosità.
Sempre secondo la pagina di Wikipedia del film, Oblivion negli Stati Uniti uscirà solo venerdì. E' uscito prima in diverse parti del resto del mondo, ma nonostante questo, al 16.04.2013 - dopo 6 giorni di programmazione dall'uscita nella prima nazione ad averlo visto, ha già incassato 61.000.000 di dollari... Ho come l'impressione che rientrare dei costi di produzione non sarà un grosso problema.
L'altra curiosità riguarda invece il funzionamento del mio cervello surreale: per tre quarti del film, uno degli archivisti delle informazioni inutili della mia testa, è stato impegnato a cercare di ricordare dove avevo già sentito il nome Tet... dopo molto scartabellare, è riuscito ad emergere dallo schedario in cui si era infilato con in mano due fogli: uno era la locandina di "Full Metal Jacket" e l'altro era la pagina di Wikipedia relativa all'Offensiva del Tet, l'attacco nord vietnamita cominciato in occasione delle festività del Tet (il capodanno vietnamita), per l'appunto, del 1968, di cui nel film di Kubrick viene mostrato l'inizio.

giovedì 11 aprile 2013

Twitter e le notizie

Premetto, io non sono un utente Twitter e non credo che potrò mai esserlo: l'idea del microblogging con post formato sms è per me, logorroico conclamato, assolutamente inconcepibile.
Ciò detto, però, a tratti seguo i cinguettii di qualche profilo (capita, a volte, che segua quelli degli sviluppatori di Star Trek Online) e mi incuriosiscono le notizie che circondano l'uccelletto blu.

L'altro giorno, il Fabiuzzo d'Oltremanica, ha condiviso su Facebook una notizia che riguarda twitter e che pure, in parte, mi ha vagamente sconvolto: un hashtag relativo alla notizia della morte della "Lady di ferro" ha fatto emergere una certa quantità di ignoranza di una parte dei fan di una boyband - i One Direction - ed ha mandato in confusione diversi fan di due cantanti - Cher e Cher Lloyd.

Partiamo dal considerare i (o forse sarebbe meglio ipotizzare "le"?) fan dei 1D... 1D! Oddio quanto mi sento improvvisamente fuori dalla scena musicale contemporanea: per me 1D è una sigla da usare per indicare un oggetto geometrico a "una dimensione", non certo il nome di una boyband. Vabbeh, che poi ai miei tempi - ma  sì, dai, facciamo pure i vecchi - c'erano i Take That e gli East 17, ognuno con la sua bella sigla/logo da pochi caratteri...
Ad ogni modo, uno dei membri della boyband in questione twitta un pensiero di commemorazione per la scomparsa - e contestata - ex primo ministro... e qualcuno non ha la più pallida idea di chi sia questa persona di cui si sta parlando!
Ok, i One Direction sono in cinque - chissà perchè questo numero non mi stupisce? - e messi tutti assieme fanno cent'anni circa, conseguentemente, non c'è da stupirsi che il loro fandom non fosse ancora nato quando la Signora Thatcher aveva già abbandonato la scena politica internazionale, ma non avere la più pallida idea di chi sia?

Passiamo poi ai fan delle due Cher... Che poi, sempre per fare il vecchio, ai miei tempi Cher era una sola ed era anche già da sola: io l'epoca di "Sonny & Cher" l'ho vista solo a posteriori per motivi anagrafici, ma li ho mancati proprio di un soffio, mentre adesso scopro che ce n'è un'altra, nuova nuova, che viene fuori da una recente edizione di X-Factor in Inghilterra.
Ad ogni modo, una parte dei fan di queste due cantanti è stata mandata in confusione dall'hashtag usato da qualcuno per parlare della notizia della scomparsa dell'ex Primo Ministro. L'hashtag incriminato sarebbe "#nowthatchersdead": qualcuno l'avrebbe  interpretato come un "now that Cher's dead" (adesso che Cher è morta) invece che "now Thatcher's dead" (adesso Thatcher è morta).

Ora, io personalmente non apprezzo l'ignoranza sulle cose del mondo: in fin dei conti siamo nell'epoca di internet (ma va, non lo dovrebbe suggerire questo discorso su Twitter?) e per sapere se quello che stai leggendo in un post di 140 caratteri lo hai interpretato bene ti può bastare andare su Google e fare una sempice ricerca, o meglio ancora, potresti provare a passare dal sito di un giornale, dove magari, se c'è una notizia importante, qualcuno ne parla perchè sta facendo il suo lavoro, no?
Invece no: nell'epoca delle notizie istantanee, c'è chi le notizie non le recupera per niente.
Non riesco a capire se si tratti di ottusità, di pigrizia o di chissà che altro.
Quale che sia l'opzione, la preoccupazione per la direzione in cui vanno le cose mi pare l'unica reazione sensata.

mercoledì 3 aprile 2013

Prove generali di terza guerra mondiale - parte terza

Ok, è ufficiale, qualcuno sta regolando un orologio da qualche parte nel mondo: l'Orologio dell'Apocalisse.
Per chi non lo sapesse, il Doomsday Clock - Orologio dell'Apocalisse, per l'appunto, in italiano - è un orologio teorico che misura quanto tempo ci separa da un conflitto nucleare.
Ideato negli anni quaranta da un gruppo di scienziati americani, viene aggiornato con periodicità varia per tenere traccia del farsi più o meno probabile della guerra atomica.
Oggi la Corea del Nord ha, dapprima, chiuso l'accesso a merci e personale sud coreano e straniero - impedendone anche l'uscita - dalla regione di Kaesong: si tratta di una zona di confine in cui, in territorio del Nord, si trovano aziende del Sud, con anche personale che quotidianamente attraversa la frontiera.
Questa chiusura aveva scatenato la reazione sud coreana che aveva annunciato di essere pronta all'intervento militare, se necessario, per sbloccare la situazione.

Sempre oggi, finalmente, anche la Russia si diceva preoccupata della situazione con un viceministro degli esteri che dichiarava che, stante la tensione, il pericolo poteva venire anche solo da un errore umano o da un problema tecnico; frattanto gli USA annunciavano che stavano preparando il dispiegamento di un sistema di intercettazione di missili a medio e corto raggio per difendere le loro basi militari, e gli obiettivi civili, sull'isola di Guam, con il Segretario alla Difesa che aveva dichiarato che, pur avendo tenuto gli Stati Uniti un atteggiamento tutto sommato moderato sulla crisi, era necessario valutare attentamente il da farsi perchè può essere pericolo sottovalutare le minacce.

Stasera, rientrando a casa, ho scoperto che la Corea del Nord ha annunciato che sono pronti ad un attacco nucleare contro obiettivi americani e che i piani di attacco sono già stati approvati.
Secondo alcuni analisti, non è probabile che i loro attuali sistemi d'arma possano colpire gli Stati Uniti, ma installazioni sud coreane o americane in Corea del Sud potrebbero essere assolutamente alla loro portata.

Più ci penso, più mi viene da preoccuparmi, e l'immagine del Doomsday Clock mi è tornata inevitabilmente alla mente, sperando sempre che quei minuti non diventino mai minuti su un orologio vero.
In tutto questo, una nota di colore nostrano: negli ultimi giorni la notizia della crisi coreana ha avuto solo parziale risalto sulle homepage dei quotidiani nazionali e nei telegiornali.
Nella giornata di oggi, però, è stato possibile assistere all'evoluzione della cosa anche in termini di spazio ad essa dedicata: da un'area dopo la politica interna e la cronaca, la notizia è riuscita prima a scavalcare al cronaca ed ora occupa la testa della pagina... forse anche questo è uno dei segni dell'Apocalisse?

sabato 30 marzo 2013

I coccodrilli improvvidi

Un paio di giorni fa, l'ISTAT ha fatto il suo lavoro ed ha buttato fuori i dati della periodica statistica sull'andamento dei consumi: calo diffuso e generalizzato, anche sui beni alimentari e, per la prima volta da che vengono rilevati, segno meno anche per i discount.
Certo, dati non molto incoraggianti, e subito sono partiti i commentatori alla carica sulla notizia.
Quelli che mi hanno dato più fastidio sono stati i commentatori di Confcommercio e Confesercenti che non hanno perso l'occasione per richiedere a gran voce interventi a sostegno del potere d'acquisto delle famiglie e degli esercizi commerciali che, secondo le loro stime, rischiano numerosi - diverse decine di migliaia nel 2013 - di chiudere per il perdurare della crisi.

Di base sono d'accordo sulla necessità di intervenire sul tema dell'aumento dei soldi in tasca agli italiani, ma che siano quelle due associazioni a dirlo mi fa imbestialire per la sfacciatagine che quelle dichiarazioni comportano.

Una decina di anni fa, all'alba del 2002, il nostro paese faceva il suo - sofferto - ingresso nella nascente "area Euro" adottando la - oggi tanto vituperata - moneta comune europea.
Laddove il governo Prodi aveva fissato regole sulla doppia circolazione lira/euro ed aveva istituito un nucleo speciale della Guardia di Finanza per controllare che il cambio non venisse sfruttato per illeciti extraguadagni, il succesivo governo Berlusconi aveva smantellato detto nucleo speciale ed aveva drasticamente ridotto i tempi della doppia circolazione e doppia prezzatura.
Com'è, come non è, nei mesi succesivi al cambio, l'ISTAT venne accusata dalle associazioni dei consumatori di truccare i dati sull'inflazione perchè, laddove veniva annuciato un aumento dei prezzi del due e mezzo su base annua, l'inflazione percepita era del cento percento: tutti vedevano in maniera inconfutabile che il cambio realmente applicato era stato più vicino alle mille lire per un euro che non alle stabilite scarse duemila... tutti tranne l'istituto di statistica e le associazioni dei commercianti che rispedivano al mittente ogni accusa di comportamenti pirateschi ad opera dei loro associati.

Sono passati gli anni, è arrivata la crisi finanziaria che è diventata crisi industriale e dei consumi e la politica senza memoria - con Berlusconi e Grillo - ha preso ad accusare l'Euro di tanti danni... ma sono rimasto solo io a ricordare tutta la storia ed a rammentare di quando era evidente la colpa di commercianti ingordi che avevano deciso di parassitare soldi dalle tasche di noi tutti? Sono rimasto solo io ad avere un moto di disgusto per l'idea che, dopo avermi derubato, i ladri chiedano aiuto alla polizia?
Certo, in questi anni hanno chiuso tanti negozianti per bene e non burfaldini, ma la colpa delle loro chiusure, come del fatto che da noi la crisi dei consumi è più grave e persistente che altrove, non è dell'Euro, ma bensì di quei pirati improvvidi che ora piangono spudorate lacrime di coccodrillo

martedì 26 marzo 2013

Prove generali di terza guerra mondiale

Se devo dire la verità, sono un filino preoccupato dall'evoluzione della situazione - per altro già tesa - tra Corea del Nord e Corea del Sud: Pyongyang ha messo le sue truppe in allarme, mobilitando tutte le unità, comprese quelle per attacchi missilistici all'indirizzo del territorio americano.
Se anche Washington non ha da temere, come alcuni analisti dichiarano, un attacco nucleare diretto, resta che se anche solo un fazzolettino usato nord coreano arrivasse vicino ad un bersaglio statunintense, io una rappresaglina me l'aspetterei... senza considerare che non servono i missili balistici intercontinentali per colpire Seul o Tokyo e la cosa costringerebbe, di fatto, gli Stati Uniti ad un intervento che non potrebbe essere una semplice tirata d'orecchie.

Secondo un analista di questioni nord coreane interpellato dal Washington Post, questa escalation non sarebbe altro che un modo per far acquisire autorità interna al presidente Kim Jong-un attraverso una prova di forza militare, quindi non si tratterebbe di molto di più che una spacconata per farsi rispettare dai suoi... Poi, però, lo stesso analista ammette che se alle minacce non seguisse nessuna azione reale, di cui il presidente potesse prendersi il merito, l'intera manovra perderebbe di significato. Come a dire che qualcosa bisogna aspettarselo, altrimenti il grande leader non potrà fare la figura dell'eroe che guida il suo popolo.
Da quel punto di vista, la posizione cinese che richiama l'alleato alla calma potrebbe - a mio avviso - risultare anche dannosa, perchè se poi non succedesse niente, chi impedirebbe a qualcuno di dire che Kim è un sottomultiplo dell'autorità cinese?

La cosa che mi risveglia timori più o meno remoti, probailmente, in tutta questa storia è che siamo praticamente di fronte ad uno degli scenari che il WOPR di War Games mostrava mentre imparava che in un conflitto termonucleare globale non ci possono essere vincitori.
Anni di film anni '80 forse mi hanno segnato? Può darsi...
O forse a segnarmi è stata la consapevolezza che il mondo è pieno di squilibrati spacconi e che quelli più pericolosi sono quelli che devono dimostrare di esserlo...

Paura e delirio a grillopoli

Purtroppo non riesco a farne a meno: seguo le questioni politiche; di conseguenza, ogni tanto, mi viene l'istinto fortissimo di dire la mia.
In passato ho già avuto modo di esporre alcune mie riflessioni sui grillini e su Grillo in particolare e più passa il tempo più mi convinco di non essermi sbagliato più di tanto: i grillini mi fanno paura e Grillo continua a disguartarmi per il suo modo di fare ed il messaggio che tramette.

I grillini arrivati in Parlamento sono, a tratti, qualcosa di assolutamente imbarazzate: alcuni di loro vengono fuori con uscite che definire infelici è solamente fargli un grosso complimento e manifestano, in certe situazioni, una mancanza di educazione, sia intesa come buona creanza che come erudizione, assolutamente riprovevole.
Fosse solo questo, si potrebbe pensare che quelle persone, provenienti da tentativi elettorali a livello amministrativo locale precedenti (le "parlamentarie" del M5S di fine 2012 vedevano in lizza solo persone che avevano già corso in precedenti tornate elettorali senza raggiungere un incarico), siano solo una sfortunata selezione di una compagine altrimenti competente ed estremamente raffinata.
Per fortuna la speranza è un'entità estremamente ostinata e difficile da sopprimere del tutto, che si nutre di ogni buon esempio che queste persone riescono a produrre. Purtroppo, però, alcuni di questi giovanotti si impegnano con convinzione per far vacillare questa speranza, debilitarla e minarne la resistenza in ogni modo possibile.
Il vero problema, però, non sono i singoli eletti più o meno maleducati o più o meno competenti: il problema sono sempre i modi ed i contenuti del messaggio grillino.

Quando penso a quello che si sente dire a certi esponenti pentastellati e cosa si legge a firma Grillo, un brivido mi corre lungo la schiena: un misto di terrore e raccapriccio. Alcuni di quei mantra sembrano il risultato, a guardarli da fuori, di una furberia ideologica da due soldi: chi li usa spesso vende una cosa che messa in altri termini sarebbe improponibile come qualcosa di grandioso... ed il gregge belante applaude estasiato.
Non ci posso fare niente, è più forte di me, queste cose mi smuovono il sistema nervono e, forse, mettendo giù cosa ne penso, posso trovare una maggiore calma interiore.

PDL e PDmenoelle sono uguali
Quando i grillini affermano queste cose insultano due terzi degli elettori di questo paese e la loro credibilità.
Da una parte i berlusconiani che, per disciplina di partito o semplicemente per paura di perdere la poltrona, sostenevano compatti che Ruby era la nipote di Mubarak, che non hanno fatto le primarie perchè il padrone è ritornato sulla scena ed ha messo tutti a cuccia, che ripetono ossessivamete tutti in coro che "i giudici sono tutti comunisti e politicizzati", che "Berlusconi è un perseguitato", ecc, ecc; dall'altra i democratici che discutono di tutti, che fanno le primarie, che si scannano tra di loro anche per le virgole, che litigano dietro porte chiuse e davanti ai microfoni e che attendono serenamente le decisioni della magistratura quando uno di loro viene inquisito, ecc, ecc. Come si fa a dire che siano uguali lo sa solo il comico genovese e qualche suo seguace.

Siamo la prima forza politica del paese
Come no! Perchè qualunque legge elettorale può serenamente fare in modo che il primo partito del paese sia un partito che non ha la maggioranza in nessuna delle due camere. Quando affermano questa cosa verrebbe da prenderli a sprangate con un pallottoliere.
Non voglio dire che il Porcellum sia una legge elettorale anche solo vagamente tollerabile, ma per quante penose caratteristiche infami abbia, non è in grado i trasformare il bianco in nero, il piombo in oro ed i somari in fringuelli.
Quando qualcuno si è preso la briga di andare a leggere di preciso i numeri definitivi forniti dal Viminale, sbugiardando questa fandonia, i grillini hanno cercato di girare la frittata affermando che sono la prima forza politica, per numero di voti alla camera, in Italia - perchè tanto al senato votano solo vecchi rincojoniti ed i voti dell'estero non contano... mmm... ma come? Non erano loro i paladini del voto per tutti gli italiani all'estero, anche quelli fuori dal suolo patrio solo temporaneamente? Adesso quelli non contano più?

Uno vale uno
Questo è uno dei mantra più belli che ripetono: la democrazia diretta dove ogni cittadino vota è un mondo bellissimo... di pecore che contano ancora meno di quanto non contino adesso, bestie matematicamente ignoranti!
Cari grillini, fate due conticini con me e poi ditemi se avete ragione o no.
Io sono un elettore emiliano. In Emilia Romagna sono stati eleti 45 dei 630 deputati da una base elettorale di 3.338.137 dei 53.399.841 (49.905.154 in Italia e 3.494.687 all'estero) aventi diritto al voto alle ultime elezioni. Io sono stato uno di quegli elettori quindi, in parlamento, il mio voto vale
1/3.338.137 * 45/630 = 0,214 x 10^-9
perchè il mio singolo voto ha contribuito a determinare lo schieramento dei 45 deputati che rappresentano la mia regione.
Se si votasse con il criterio del "uno vale uno", io mio voto varrebbe
1/53.399.841 = 0,187 x 10^-9.
Intendiamoci, stiamo parlando comunque di numeri piccoletti - perchè il singolo voto non è che conti granchè - ma i numeri non ti pigliano in giro: con il fantastico sistema della democrazia diretta, il mio voto varrebbe ancora meno di quanto non valga ora.
Per inciso, ho preso i numeri e li ho smontati in ogni modo possibile. C'è un rapporto soglia che è in realtà abbastanza evidente: il mio singolo voto vale di più con il sistema del "uno vale uno" che non con il sistema del numero di deputati eletti sul totale solo quando il rapporto tra il numero dei deputati eletti sul totale scende sotto il rapporto tra il numero dei voti della regione sul totale. Questo, nel caso delle passate elezioni, si è verificato in Emilia Romagna solo se si guardano i dati dei voti realmente raccolti! Il rapporto tra deputati eletti sul totale (45/630 = 71,4%) è stato superato dall'affuenza su base regionale rispetto all'affluenza totale (in regione hanno votato 2.740.478 persone pari al 75,3% dei 36.375.530 voti raccolti complessivamente), producendo un peso effettivo del mio voto nel parlamento eletto pari a 0,261 x 10^-9 contro un peso teorico nel caso del "uno vale uno" che sarebbe stato di 0,275 x 10^-9.
Certo è, comunque, che non si può considerare significativo un caso reale isolato: la valutazione di quale dei due sistemi realmente da più peso al singolo voto - in assenza di un set di dati sperimentali completo - deve essere fatta su base teorica perchè non c'è nessuna garanzia che l'affluenza alle urne non scenda mai sotto la soglia del 71,4% che è l'ago della bilancia con i numeri attuali. A meno che non vogliamo augurarcelo, nel qual caso stiamo sperando che voti meno gente per fare in modo che ogni singolo voto pesi di più... e personalmente voglio sperare che nessun grillino sia mai tentato da questa prospettiva che è tutto fuorchè un buon augurio per la democrazia del nostro paese.

PDL e PDmenoelle faranno l'inciucio, formeranno un governo che non durerà e si andrà a votare presto
Qui siamo di fronte ad una profezia composita: il profeta spera si avveri la prima parte della sua predizione, anche se non ha certezza che ciò possa accadere - e, per fortuna, per ora sembra proprio che si tratti di una profezia destinata a non avverarsi - laddove per quanto riguarda la seconda parte sa di poter avere un peso determinante nel suo concretizzarsi.
I grillini hanno un altro mantra che ripetono in continuazione ("Appoggeremo solo un governo a cinque stelle") che, se ci si attenessero tutti come bravi soldatini, farebbe sì che diventi più difficile formare alcun governo, con l'inevitabile conseguenza che il realizzarsi della seconda parte della nostra profezia in esame diventerebbe assai più probabile.
A questo punto mi chiedo: chi è che ha dettato la disciplina di partito del "O noi o nessuno"? Sarà mica quello stesso profeta che poi, successivamente, ha fatto questa mirabile predizione?

Bisogna fare un grande forum online per decidere se rimanere nell'Euro oppoure no
Quando affermano questa idiozia, dimostrano l'insito elitarismo e snobbismo che c'è nel loro modo di vedere il mondo.
Non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello che questo è uno dei paesi al mondo occidentale più vecchio anagraficamente e con il più basso livello di alfabetizzazione informatica?
No, non ci pensano affatto, e la cosa che mi sconvolge di più è che molti di loro sostengono di provenire da settori lavorativi a contenuto tecnologico medio-alto, quindi dovrebbero aver presente che sono mosche bianche in un mondo di mosconi neri!
L'Italia non è un paese per informatici, e chiunque abbia mai fatto assistenza tecnica sa che è vero.
Affidare una materia tanto importante - anzi... affidare qualunque materia, che non sia la scelta della pizzeria per andare fuori con gli amici sabato sera - ad una consultazione online, vuol dire tagliare fuori dal corpo votante, deliberatamente, una fetta significativa di potenziali elettori.
Perchè uno dovrebbe pensare una cosa del genere? Perchè si è distratto ed ha pensato che fossero tutti come suo nonno, arzillo vecchietto che gioca a Candy Crush Saga su Facebook? O perchè alla fine chi non è online non conta una mazza nella visione snob del profeta e dei suoi fedeli?

Chi non è daccordo con il profeta, è un miscredente, un eretico, una spia, un nemico o, peggio, un troll
Detta come va detta, Grillo è un dittatore fascistoide che detiene il controllo del suo movimento con una ferrea metodologia della repressione.
Chi non è daccordo con le regole che lui - o il fantomatico "staff"? - impone e quindi non le sottoscrive preventivamente in blocco, chi ha un dubbio e chi ha un ripensamento deve essere escluso, cacciato, messo alla berlina o attaccato.
Quando qualcuno osa pensare con la sua testa ed azzarda una contestazione, diventa automaticamente un troll del blog, una spia pagata dal nemico -nella migliore tradizione complottista a lungo frequentata da Grillo in anni più o meno recenti -, un avversario da mettere alla porta e su cui è consentito sfogare tutti i bassi istinti risvegliati dai "due minuti dell'odio" di orwelliana memoria (vabbeh, sorvoliamo sul fatto che, nonostante il web sia il regno della velocità assoluta, quelli dei grillini non sono mai due minuti di odio, sono piuttosto due giorni o due settimane, se non due mesi).
Grillo minaccia esplulsioni, quando non le mette in atto, e dopo che il profeta ha bollato qualcuno come miscredente o venduto, i seguaci possono scatenare su di lui le loro invettive cariche di un odio che non si discosta molto dai toni truculenti e brutali degli attacchi verbali normalmente firmati dal capo.
Qualche ora fa, Grillo ha dato il via alla caccia alle streghe deliberando l'attivazione delle liste di delazione all'inquisizione spagnola: gli utenti potranno segnalare troll sul blog che verranno silenziati e cacciati.
La cosa che, tristemente, mi fa sorridere è che mi viene spontaneo chiedermi se questa mossa non si rivelerà un boomerang: cosa impedirà agli ultraortodossi del grillismo di avviare una crociata interna contro i moderati e gli esitanti? Cosa consentirà di distinguere un titubante, magari avvicinatosi al movimento nell'ultimo periodo, da una fantomatica serpe infiltratasi in seno al gruppo?
Sinceramente, una parte della mia testa cerca disperatamente di allontanare le immagini evocate dai libri di storia quando si studiava del "regime del terrore" durante la rivoluzione francese... peccato che non ce la faccia.

I mantra dei grillini sono troppi per ripercorreli tutti, elencati nel loro programma fin troppo schematico, ma la cosa che mi sconvolge di più è che i seguaci del profeta miscelano buoni e raginevoli propositi ad agghiaccianti corbellerie (perchè diamine avvertono la necessità di abolire il valore legale dei titoli di studio? giusto per citare una cosa che mi lascia, a dir poco, perplesso).
Ad ogni modo, non credo che questa sarà l'ultima volta in cui i grillini occuperanno le mie riflessioni... ma per ora metto in soffitta il tema e mi dedico ad altro.

venerdì 2 marzo 2012

La prima "vittima" di Youtube

Ieri si sono spenti due personaggi famosi per motivi differenti: Lucio Dalla e Germano Mosconi.
Di Dalla si parlerà a lungo, ma di Mosconi, probabilmente, molto meno, ciò nonostante, il sito de La Repubblica ha pubblicato un pezzo sulla cosa... un pezzo che non mi è piaciuto granchè.

Germano Mosconi, per chi non lo sapesse, era un giornalista sportivo veneto assurto agli onori della cronaca web quando erano stati pubblicati, su Youtube, dei suoi fuori onda pieni di imprecazioni.
All'epoca, alcuni miei amici me li avevano fatti scroprire e, per quanto loro trovassero quelle compilation più divertenti di quanto non le trovassi io, erano comunque carine, ed avevano decine di migliaia di visualizzazioni cadauno.
Internet non scorda mai niente - anche se in realtà scorda tutto ad una velocità impressionante - ed ancora oggi quei video continuano ad accumulare visualizzazioni.

Repubblica ha definito Mosconi la "prima vittima di Youtube" e l'articolo che ne parla ricorda come lui fece causa a chi aveva caricato quella roba; poi, però, l'autore si lancia in una filippica sulla dignità di una persona violata da quel comportamento infido di alcuni suoi colleghi che, presi i fuori onda, li pubblicarono online, sulla professionalità dimenticata di un giornalista messo alla berlina dal web, sul fatto che l'imprecazione che suscita tanta ilarità, per un veneto, altro non è che un intercalare, ecc, ecc...

Mosconi, per quanto mi rigurda, aveva tutti i diritti di essere incazzato come una pantera, ma l'autore non ha il diritto di fare la morale all'intero mondo web.

Se ripenso a con che occhi ho sempre guardato io quei video, non ritengo di dover essere catechizzato da nessuno: per me erano momenti di vita vissuta, momenti normali di un giornalista cui non va dritta una cosa e si lascia andare, momenti umani di una persona che le "regole del gioco" vorrebbero sempre inappuntabile davanti alle telecamere, momenti normali per un veneto schietto che, lo sa chiunque senza bisogno di avere maestrini in giro, quando deve dire tre parole ne dice cinque di cui due sono imprecazioni (solitamente anche molto creative e divertenti).
Di Mosconi abbiamo visto la vera umanità più che di tanti altri proprio perchè qualche suo collega aveva deciso di farcela vedere, di farci vedere un professionista serio che si lasciava andare, ma comunque un professionista serio, capace di rigirare lo stesso "lancio" più volte fino a farlo bene.

Non dico che Mosconi sia un eroe dell'epoca della televisione - dove tutti sono di plastica, perfetti ed inappuntabili - incoronato dalla "cultura" del web ma era semplicemente una persona vera guardata, in momenti veri, da persone altrettanto vere... una persona reale in quel mondo finto ed artificiale che è la televisione che arriva a noi, non spiata dai guardoni del web, ma "condivisa" da altre persone normali... e le persone normali ridono della normale verità di altre persone: è normale ridere di un'altra persona a cui qualcosa va storto e si lascia andare, perchè suscitano qualcosa, mentre la plastica asettica non suscita niente.

giovedì 2 febbraio 2012

Del lavoro

Si parla della riforma del mercato del lavoro e, dopo un'intervista televisiva al Presidente del Consiglio Mario Monti, sembra che il professore, il salvatore della patria, il castigatore delle lobby, sia diventato (dopo già essere stato, dispregiativamente, il "banchiere") l'"anticristo"...

Sinceramente, io ho ascoltato le versioni integrali dei passaggi incriminati e non capisco la furia.
"I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita; del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita! E' più bello cambiare e accettare nuove sfide, purché siano in condizioni accettabili e questo vuol dire che bisogna tutelare un po' meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po' di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o non riesce a entrarci" - Mario Monti

"Nella riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali la finalità è... direi che la finalità principale è quella proprio di ridurre la terribile apartheid - chiamiamo le cose col loro nome - che esiste nel mercato del lavoro tra chi per caso è già dentro - per caso o per età è già dentro - e chi, giovane, fa una terribile fatica a entrare o, se entra, entra in condizione precaria. Noi vogliamo ridurre il divario tra questi due tipi di tutela." - Mario Monti

Intendiamoci, io valuto le carte, non le indiscrezioni di stampa, quindi non è detto che il progetto del Governo alla fine mi piaccia, ma per ora trovo più interessante quello che gli ho sentito dire di prima mano piuttosto che quello che altri dicono che il Governo abbia detto... notizie di seconda mano di cui mi fido sempre poco...

Ad ogni modo, io faccio l'analista e programmatore per una ditta della provincia di Bolzano. Per motivi di lavoro faccio circa 600 km la settimana in auto (perchè arrivare in ufficio con mezzi pubblici richiederebbe almeno cinque ore di viaggio contro le tre che ci metto guidando) e passo fuori casa tre giorni e due notti (solitamente la terza notte rientro, ma spesso molto tardi).
Anche se il mio contratto è a tempo indeterminato, ed anche se il mio lavoro è per sua natura estremamente variegato e poco monotono (essendo un lavoro "creativo" difficilmente ci sono due giorni uno uguale all'altro), non sono affatto convinto che questo sarà il mio "posto fisso" per tutta la vita: prima o poi avrò una famiglia vera e potrei fare fatica a conciliare la cosa con l'assenza continua per motivi di lavoro... e poi ci potrebbero essere mille altri motivi per cambiare (a partire dal fatto che, statisticamente, più è "specializzato" e di "alto profilo professionale" il lavoratore più è "mobile").
Inoltre, date le dimensioni dell'azienda dove lavoro, con ogni probabilità, l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (il sacro totem dei sindacati che, però, vale solo per le aziende sopra certe dimensioni, di fatto applicandosi ad una percentuale compresa tra il 46 ed il 65 percento del totale dei lavoratori italiani, a seconda di chi fa i conti) lo vedo con il binocolo (come quel restante 64/35 percento di lavoratori italiani).

Facciamo che Monti ha ragione e sarebbe meglio livellare di più le cose?
Facciamo che, visto che i lavoratori "stabili" sono mediamente più vecchi di quelli più "instabili", accettano l'idea di fare qualche sacrificio per dare più tutele ai loro figli?
Per tanti (quanti poi? chi ha ragione davvero tra quelli che "danno i numeri"?) lavoratori rischia di essere un rinunciare a qualcosa ma per altri - non pochi e soprattutto mediamente più giovani - sarà un guadagnarci qualcosa.
Dai, vediamo di non rompere e diamo più tutele a chi ne ha poche o non ne ha affatto... altrimenti i lavoratori stabili rischiano di diventare la prossima "lobby" ostinatamente attaccata ai suoi privilegi.

mercoledì 17 novembre 2010

I milanesi bauscia

Questa sera, a cena, ho avuto a che fare con alcuni degli aspetti che più mi preoccupano di certa gente di questa città.
Ero a cena in un ristorante, come quasi sempre solo, ad un tavolo in angolo nella sala sull'ingresso del locale. Quando mi sono seduto, nella stessa sala c'era solamente un altro tavolo occupato: due donne, sulla trentina (fa strano dirlo, visto che "sulla trentina" ci sono anche io...), ben vestite ma non troppo eleganti... probabilmente due amiche a cena assieme dopo una giornata di lavoro (ma lavori in uffici diversi).
Una delle due non la si sentiva quasi parlare, l'altra era un continuo fuoco di fila delle più becere psicobanalità e postyuppimi: parlava del suo uomo, uno che vive fuori Milano ma lavora in città, di come ha costruito un passo alla volta il loro rapporto, di come lui viva la loro relazione, di come questo rapporto interagisca con le figure maschili della sua vita, di un padre presente ma emotivamente sempre molto distaccato... e del lavoro con una consulenza per rilanciare l'immagine di una piccola azienda creativa nel settore del "branding" (!?!?), con il progetto di farla ripartire con l'obbiettivo di renderla appetibile per una cessione entro cinque anni (vista l'età dei soci ultra sessantenni...), ecc, ecc, ecc... In poche parole, il più patetico monologo di una che "ci crede davvero". Una che Milano e la peggiore (almeno dal mio punto di vista, forse troppo provinciale, ma pur sempre mio) "milanesità" ce l'ha nelle vene, nel midollo, nel DNA.
A dare una degna nota di contorno a tutto questo, l'arrivo di una coppia di giovani (venticinquenni?) con velata ostentazione di ricchezza familiare e due "mignottoni" (anche se la definizione non è mia la trovo abbastanza adeguata) al seguito ed un ragazzo (probabilmente l'autore della succitata definizione), di quelli che li senti parlare e sono i tipici figli di papà (questo aveva l'aspirazione di andare ad aprire un locale in Argentina!!!), probabilmente anche lui nella prima metà dei trenta, che poi è stato raggiunto per cena dal padre e da un amico del padre: uomini di mezza età, giacca e cravatta d'ordinanza, aria da manager per nulla velata e neppure un gesto per fermare i pacchiani riferimenti a chi dei due avesse più soldi che il ragazzo faceva.
Tutto questo, non in un ristorante di lusso, ma in un ristorante/macelleria... Ok, lo ammetto, in Moscova a Milano, nella zona di Brera, dove probabilmente tutti sono più fighetti di quanto io sarò mai in vita mia, ma non sono stato io a trovare l'albergo (ed il ristorante era a due passi... nel vero senso della parola...).

Nel mio angolino, mangiando la mia svizzera con la scamorza, osservavo la scena come uno spettatore al cinema, e suscitavo una nota di velato stupore nei camerieri quando li ringraziavo mentre mi portavano via il piatto vuoto: probabilmente qualcuno si può disabituare al più banale gesto di cortesia (o anche solo al fatto che un avventore possa prendere coscienza del fatto che esisti e stai lavorando per lui).

Questa sera probabilmente sono stato quasi al limite: più che in tutte le altre sere in cui, seduto da solo in un ristorante, ho dovuto involontariamente assistere a qualche conversazione banale, sono stato sul punto di alzarmi e urlare in faccia a quella gente che dovevano smetterla di prendersi sul serio.
La tizia delle psicociance è stata quella che mi ha urtato di più il sistema nervoso ed è stata ad un nanosecondo dal sentirmi sbottare esasperato: invece che farsi inutili seghe mentali sul rapporto con il suo uomo avrei voluto dirle di cominciare a vivere quel rapporto per quello che è, e se non va, non psicanalizzarsi troppo ma cercare di vivere di più, senza cercare di ottimizzare la logistica dei suoi rapporti di coppia in funzione del lavoro. Ma tra l'altro, cielo misericordioso, chi usa il termine "logistica" parlando di una relazione sentimentale???

Ma cos'ha questa città che fa male alla gente?
Più ci penso, più sospetto che sia qualcosa che è nell'aria... per fortuna, tra qualche ora scappo da questa gabbia di matti e torno a macinare chilometri per l'Italia, riprendendo a respirare l'aria di quei posti dove ti viene un po' più facile non prenderti così tanto sul serio... O forse non è questione di luoghi e il fatto di non prendermi sul serio ce l'ho semplicemente cablato nel mio sistema immunitario?

martedì 16 novembre 2010

Due settimane, sei letti

Sono ormai due settimane che sono in giro per l'Italia più del solito, saltellando da una città all'altra... da una camera d'albergo all'altra... da una casa all'altra... da un letto all'altro.

Fa girare la testa pensarci, ma provo a fare il punto della situazione, ripercorrendo le ultime due settimane di notti passate in giro.
2 e 3 Novembre - San Martino in Passiria, Garni Gurnau (stanza 4)
4 Novembre - Bologna, dalla mia moretta
5 e 6 Novembre - Genova, dalla mia moretta
7 Novembre - Dai miei
8, 9, 10 Novembre - Milano, Hotel Carlyle Brera (stanza 203)
11 Novembre - A casa mia
12, 13, 14 Novembre - Dai miei
15 Novembre - Milano, Hotel Carlyle Brera (stanza 506)

Stamattina, quando mi sono svegliato, ci ho messo un attimo a capire in che direzione fosse il bagno... per fortuna, in quasi tutte le mie sistemazioni, dormo in modo da scendere dal letto dalla stessa parte, altrimenti anche la più semplice delle azioni richiederebbe concentrazione.
Ho fatto anche un rapido calcolo dei chilometri percorsi... Beh, diciamo che ci ho provato e mi sono arreso. Già solo al 5 Novembre sono finito nel pallone: all'alba a Bologna, a mezzogiorno a Milano, al tramonto di nuovo a Bologna, la notte a Genova... decisamente troppo per non perdersi nei conti.

La mia permanenza milanese, poi, mi ha convinto (più di quanto già non fossi convinto) che questa città ha qualcosa di sbagliato: sarò provinciale, ma trovo aberrante che la gente consideri normale rimanere in ufficio più di 10 ore consecutive. Trovo assolutamente incomprensibile come ci si possa lamentare del fatto di aver fatto tardi per l'ennesima volta, magari perdendo un treno che riportava a casa, e non fare attivamente qualcosa, il giorno dopo, per impedire che l'evento si ripeta.
A tratti, certi milanesi mi danno l'impressione di voler potersi lamentare della vita alienante che fanno, e che si autoimpongono. Probabilmente non è neppure colpa loro, semplicemente cascano nel meccanismo per cui se non fai una vita così, e lavori in certi settori, sei fuori posto in questa città.
Assurdamente, per quanto io detesti questo tipo di situazione, il fatto di essere solo in una trasferta di lavoro e sotto scadenze contrattuali mi spinge a fare la stessa vita alienante (con tanto di serata, la settimana scorsa, che mi ha visto lavorare in albergo fin quasi alle quattro del mattino). Spero che il mio sano provincialismo e quella vena fancazzista che alberga in me mi salvi dal diventare uno di questi ultracorpi stakanovisti.

Per adesso, la prospettiva di ancora un giorno a Milano, seguita da una giornata a San Martino ed una in telelavoro a casa mia mi basta per farmi sentire ancora una pallina persa in un flipper... Sperando di non essere colpito troppo forte da uno dei "bumper" della mia nuova vita girovaga...

mercoledì 5 maggio 2010

Che poi io nemmeno lo conosco

Sono un utente di Facebook.
Ho un profilo, faccio qualche giochino on line, scrivo qualche riga di microblogging ed ho un certo numero di amici... e quelli che sono tra i miei amici, bene o male, li conosco tutti.

Magari di qualcuno, col tempo, mi sono chiesto chi mi ha fatto fare di accettare la richiesta di amicizia, ma il criterio "Se non ti conosco, che vuoi da me?" l'ho sempre applicato caparbiamente.
Per questo motivo mi chiedo che cosa spinga certe persone a mandare richieste di amicizia ad individui che non conoscono per niente.

Oggi mi è arrivata la richiesta di amicizia da un ungherese che ho solo aiutato in una missione di uno dei diversi giochini che faccio... io non conosco lui e lui non conosce me.
Magari, dietro questa richiesta di amicizia dovrei cercare un bel segno della globalizzazione che abbatte le frontiere tra popoli, o forse dovrei cercare una bellissima conferma della teoria dei Sei Gradi di Separazione, ma rimane il fatto che io, a questo, l'amicizia non credo proprio che la darò.

Forse, anche in questo, mi confermerò "quello strano" ma, semplicemente, avere tra gli amici persone che non conosco non mi interessa... e con buona pace di quelli che aggiungono agli "amici" anche il gatto del prozio del dirimpettaio del bidello della scuola materna della cugina di secondo grado.

domenica 28 marzo 2010

L'ora, youtube, l'Auditel e le elezioni

E' notte fonda.
Stanotte è anche cambiata l'ora... ho visto materialmente scattare in avanti l'orologio di sistema del mio PC e del mio cellulare.
Quando cambia l'ora, di solito, mi piace stare in piedi fino a dopo il fatidico cambio: per me è un modo per annullare il "jet-lag" da cambio; non ne ho mai sofferto, ma andare a letto dopo che l'ora è cambiata ha il grandissimo vantaggio di non farti sentire la differenza, di farti semplicemente dire "Questa notte ho dormito n ore..." senza specificare da quando.

Perchè ho fatto così tardi? Cosa stavo facendo?
Non stavo andando in giro per il settore di Bolarus a respingere la minaccia Remana (riferimento a Star Trek Online, giusto per dovere di cronaca): ero su youtube a guardare i 23 (!!!) pezzi da una decina di minuti l'uno di "Rai per una notte", lo speciale di Santoro che è andato in onda - sul web, via satellite, su alcune emittenti locali in varie parti d'Italia, alla radio ed in molte piazze - questa settimana in piena protesta contro l'idea di una informazione imbavagliata dal potere e schiava.
L'ho vista tutta (ho saltato una decina di minuti "musicali" non di più) e mi sono chiesto se è normale essere tanto fortemente indignati per la condizione del mio paese ed essere, al tempo stesso, tanto fortemente entusiasta e disperato.
Sono indignato perchè in Italia una sola persona detiene un potere enorme, manipola la realtà e le regole a proprio piacimento e riesce a far tacere chi dice che un potere tanto autoritario (non autorevole!!!) è sbagliato. Sono entusiasta nel vedere che in Italia c'è una bella parte di paese che si ribella all'idea che questa situazione sia inevitabile, che vuole cambiare le cose, che aspira ad una situazione dove la serietà torni ad essere una caratteristica dei personaggi pubblici. Sono disperato perchè mi rendo conto che l'opposizione, la sinistra moderata in cui mi riconosco, non ha l'incisività che dovrebbe avere, non ha la determinazione che le servirebbe, e sono disperato perchè vedo tanta parte d'Italia che segue il nostro capo(popolo) con convinzione, quella stessa convinzione che, purtroppo, sono certo che lui abbia.
Silvio Berlusconi è una persona assetata di potere? E' un manigoldo infingardo, ladro, mentitore, arrogante ed egocentrico? Può darsi, non lo escludo.
Silvio Berlusconi è convinto di essere l'unica possibile salvezza per questo paese? Credo di sì. Credo che sia arrivato veramente a convincersi che il suo modo di vedere le cose è quello gisto. Credo che sia anche lui preda dell'illusione che ha usato per convincere tanta gente. Credo che sia anche lui vittima della sua stessa capacità comunicativa e si sia convinto che veramente, come dice e come ha fatto credere ai suoi "seguaci", chi ce l'ha con lui è vittima dell'invidia.
Dice che entro tre anni il suo governo sconfiggerà il cancro... Probabilmente una parte di lui sa che è una promessa che non può mantenere, che è una sparata propagandistica di dimensioni abnormi, che è una (chiamiamola con il suo nome) cazzata galattica. Eppure, una parte di lui, probabilmente, è convinta che se potesse fare le cose come dice lui ci si andrebbe più vicino, che se potesse fare le cose a modo suo l'obbiettivo non sarebbe raggiunto ma di molto avvicinato.
E' un invasato, per questo? Probabilmente sì, vittima della sua stessa suggestione con cui ha affascinato tanti italiani.
Un mio amico è un berlusconiano... Con lui un tempo parlavo tranquillamente di politica perchè, seppure con due visioni fortemente diverse, potevamo confrontarci e discutere serenamente. Non dico che adesso non potremmo più farlo, ma quasi due anni fa ho deciso - dicendoglielo - che con lui non avrei parlato più di politica, perchè è un mio amico e non voglio che la nostra amicizia venga minata irreparabilmente; ho deciso che ci sono argomenti che con lui non tratto più...
Mi spiace, perchè mi piaceva parlare di politica con lui, serenamente e con passione, ed a volte mi chiedo che cosa succederebbe se provassi a ritornare sull'argomento, ma ho paura di quello che potrebbe venirne.
Non è detto che la prossima volta che ci vediamo non provi a tornare sull'argomento, magari i fatti delle ultime settimane hanno colpito anche lui, ma non so...
Lui sarà rappresentante di lista in un seggio per queste elezioni... vedremo se parleremo dell'esito o meno.

Resta che gente come Santoro - di cui non mi piace molto lo stile, sinceramente prefirisco la pacatezza di Floris... - una cosa ce l'hanno, e le intercettazioni telefoniche in cui compare Berlusconi lo dimostrano apertamente (lo dice lo stesso Masi, direttore Rai, per motivare perchè non può intervenire su certa gente): non si inventano le cose. Riportano le notizie, le cose riprese da altre fonti e documentate. Magari azzardano un commento, ma per la maggior parte del tempo, le cose "fastidiose" che dicono sono semplicemente i fatti.
Certi "potenti" non tollerano la verità, perchè li mostra per quello che sono, per questo l'idea di un dato preciso, inequivocabile, incontestabile, li infastidisce: chi basa la sua forza sulla comunicazione e sulla possibilità di convincere che il nero è bianco e viceversa, posto di fronte ad una cosa incontestabile va in crisi perchè vede chiaramente - visto che non è uno stupido - che di fronte all'incontestabilità si può solo provare a convincere che le cose sono diverse, provare senza certezza sull'esito.

Una cosa incontestabile, relativamente alla serata di giovedì, è che un sacco di gente l'ha vista.
Mentre la guardavo io stasera su youtube, ogni frammento circa cinquantamila visualizzazioni al suo attivo (tranne le due parti del monologo di Luttazzi che raggiungevano e superavano le 100.000 visioni). E c'è stata un sacco di gente che ha visto il programma sui media tradizionali: anche stando solo ai dati Auditel (che sminuiscono l'evento ed il dato degli organizzatori... cosa aspettarsi da un sistema di misura obsoleto ed asservito agli scopi di chi lo controlla grazie alla consueta lottizzazione all'italiana!) ci sono stati 1.000.000 - questo vero, non come il milione di Piazza San Giovanni, il milione di eletti che hanno sentito San Silvio promettere la cura del cancro e che la questura di Roma ha, più pragmaticamente, valutato in 150.000 - di spettatori. Più i contatti in diretta web. Più gli ascoltatori alla radio. Più la gente nelle piazze.
Milioni di persone che non vogliono credere ciecamente all'informazione del sistema, che vogliono un'informazione che dice le cose come stanno, milioni di persone che credono che le cose debbano andare diversamente.

Domani ci sono le elezioni regionali... Io ho letto un po' di programmi, mi sono fatto un'idea... forse esprimerò anche una preferenza ad un candidato provinciale.
Mi sono chiesto anche che cosa potrebbe succedere a seguito del problema che si portano dietro alcuni ricorsi contro la candidatura di Vasco Errani in Emilia Romagna (come quelli contro Formigoni in Lombardia), ma non sono un giurista e il problema della ineleggibilità di uno che è stato "governatore" per due mandati consecutivi (secondo una legge del 2004) non credo di poterlo risolvere (non sono in grado di dire se, visto che la legge non sostiene esplicitamente di essere retroattiva, sia corretto o meno non contare - ai fini dei "due mandati consecutivi" - il mandato in corso al momento dell'entrata in vigore della legge) se non chedendomi se certe cose sono una bella idea.
Comunque sia andrò a votare, e martedì mattina, in ufficio, la pagina con gli aggiornamenti sulla situazione sarà sempre in background sul mio PC.

A volte penso che la nostra è una ben povera Italia... A volte ho delle botte di pessimismo, a volte di ottimismo... Spero di avere un piccolo segnale di ottimismo in più nei prossimi giorni, ma per ora non mi faccio troppe illusioni.

giovedì 25 febbraio 2010

Perchè Sanremo è Sanremo... sempre e comunque

Per l'ennesima conferma della teoria degli "eventi a grappoli", cominciato con una canzone di Sanremo è partita l'infilata e, nel giro di poche ore, ne ho sentito un altro paio.
Pensandoci a mente fredda, il fatto di essere andato avanti e indietro da Bologna con l'autoradio accesa ha aumentato le probabilità di inciampare su uno di quei brani tantissimo... Se a questo, poi, si aggiunge il fatto che mi è partita la curiosità ed un paio li ho anche cercati attivamente su youtube...
Comunque sia, da una prima serie di ascolti, ecco qualche considerazione in ordine sparso che mi sento di fare.

"Italia amore mio"

(Pupo) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro,
nel sentimento che ci unisce, intorno alla nostra famiglia.
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente.
(E. Filiberto) Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura, di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte, il cuore di un'Italia sola,
che oggi più serenamente, si specchia in tutta la sua storia.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

(E. Filiberto) Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla fra le mie braccia.
(Pupo) Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare, a chi ha sofferto veramente.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio

(Pupo) Io credo ancora nel rispetto, nell'onestà di un ideale,
nel sogno chiuso in un cassetto e in un paese più normale.

(E. Filiberto) Sì, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.


Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici - Super Sanremo 2010 (2010)



E questi sono arrivati secondi... cos'è che ho pensato della pluto/democrazia del televoto?
Ok, non riesco a capire come hanno fatto, ma l'ipotesi avanzata da Luciana Littizzetto, domenica sera, del "Principe" che manda gli SMS da dietro le quinte, dopo aver sentito la canzone, acquista improvvisamente un sacco di punti.
Che poi, a leggere bene bene il testo, mi viene da pensare che di testi peggiori ne sono esistiti e ne esisteranno ancora... è che l'interpretazione... l'accostamento tra interpreti e testo...
E sono arrivati secondi... Mah!


"La verità"

Mamma papà ora vi vorrei parlare, solamente dell’amore
l'amore che mi avete dato, per tutta la vita
e dirvi che continuerò a ispirarvi
perché il vostro cuore è immenso
perché il vostro cuore vola
vola sopra le parole
sopra tutte le persone
sopra quella convinzione di avere la verità, la verità.

Padre, ora tienimi la mano
tienila vicino al cuore e potrai sentire che ti amo
e mentre il mondo fa rumore
mentre il mondo può vedere il sole
non voglio più dormire in fondo al mare
chiedo solamente di volare
volare sopra le parole
sopra tutte le persone
sopra quella convinzione di avere la verità

Ora posso amare, ora
ora posso correre e giocare
ora volo sopra le parole
sopra tutte le persone
sopra quella convinzione di avere la verità

Mamma, che ne sanno del dolore
di quello che si può provare
per una disperata decisione
e di quando avevi tu vent'anni
fatti di progetti e sogni in cui desideravi un figlio
che cambiava la tua vita
e che stringevi forte al cuore
e poi vedevi camminare
e lentamente costruire la sua vita con dignità

Ora posso amare, ora
ora posso correre e giocare
ora volo sopra le parole
sopra tutte le persone
sopra quella convinzione di avere la verità

Mamma, papà, un giorno ci rincontreremo
e ci stringeremo forte e faremo tante cose
quando sentirete un brivido che corre sulla vostra pelle
è lì che io sarò presente
la vostra bambina per sempre

Ora posso amare, ora
ora posso correre e giocare
ora volo sopra le parole
sopra tutte le persone
sopra quella convinzione di avere la verità

Ora posso amare, ora, ora.


Povia - Super Sanremo 2010 (2010)



Povia... dunque vediamo: questo qui lo hanno messo in croce per questa canzone...
Qualcuno mi opera la cortesia di spiegarmi perchè?!?!? Ovviamente è una domanda retorica!!!
Ok, potrà non essere sanremese, potrà non essere "cuore-amore", ma ha un testo delicato, gentile. Provocatorio, certo: quel "sopra quella convinzione di avere la verità" ha naturalmente il magico potere di far incazzare come delle pantere chi la verità pensa di averla in esclusiva (e magari deliberamente ignora i risultati delle analisi mediche e scientifiche sul caso specifico che ha ispirato l'autore), ma che questa canzone dovesse per forza subire tutto il putiferio che ci hanno fatto attorno...


"La Cometa di Halley"

Tu vuoi vivere così
per inerzia e per comodità
per qualcosa che non riesco più a capire
e poi ami con tranquillità
come un Dio lontano
che non ha nè problemi
nè miracoli da fare
non capisci che ci ucciderà
questo nostro esistere a metà
che la casa ha i rubinetti da cambiare
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley ferì il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
tu vuoi vivere così
coi vantaggi della civiltà
e pontifichi su ciò che ci fa male
non la vedi la stupidità di una relazione
che non ha francamente neanche un asso da giocare

Non ci credi che ci ucciderà
questo nostro vivere a metà
che la stanza ha le pareti da rifare
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley ferì il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
lasciami da sola
fallo solo per un po'
lascia stare
non pensarci più
lasciami la radio accesa
lasciami cantare
e qualche cosa da mangiare
servirà
ed una notte piangesti
guardando nel cielo
mi disegnasti illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley ferì il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley squarciò il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley squarciò il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
io ti dico addio
tu mi dici ciao
io ti dico addio
tu mi dici ciao
io ti dico addio
tu mi dici ciao.


Irene Grandi - Super Sanremo 2010 (2010)



Irene Grandi... Su quest'artista non sono mai granchè imparziale... forse dovrei limitarmi a non esprimermi più di tanto, ma a me questa canzone piace.
Gli amori di Sanremo, alla fine, non devono mica per forza essere sempre tutti con il lieto fine: perchè non si dovrebbe poter parlare di una storia che diventa stanca e che perde la poesia dell'inizio? Mi piace l'idea di una canzone che mi ricordi che è sempre importante disegnare illusioni e possibilità nel cielo quando sei con la tua persona speciale...
E poi, si ascolta bene e quel "velo nero che immaginiamo nasconda la felicità" mi piace moltissimo come immagine.
Quello di Irene è un disco che sicuramente cercherò di sentire quando uscirà...


"Ma l'amore no"

Può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l'amore, ma l'amore no

Marzo del 2087
muvole pesanti dentro un cielo assente
il mio pronipote è sulla luna
emigrato per cercar la sua fortuna
sulla Terra resta solo chi non ce la fa
ascoltando tante finte verità

Può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l'amore, ma l'amore no
Anche i prati rinunciano ai fiori
perché i fiori hanno perso i colori
ma l'amore, ma l'amore no

Resta la speranza di cambiare
come la paura di dover restare
mio marito è sempre qui vicino
dice che ritornerà di nuovo il cielo
poi la notte prega per paura che anche Dio
scappi e lasci tutto quanto nell'oblio

Può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l'amore, ma l'amore no
Anche i prati rinunciano ai fiori
perché i fiori hanno perso i colori
ma l'amore, ma l'amore no

E a volte basta che sei qui vicino
a volte basta che ci sei
perché a me basta che sei qui vicino
perché a me basta che ci sei
Il dolore può farci cadere
la speranza potrebbe sparire
ma l'amore, ma l'amore può
far a sorridere ancora
imboccare una strada sicura
sì l'amore, sì l'amore può

Può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l'amore, ma l'amore no
Anche i prati rinunciano ai fiori
perché i fiori hanno perso i colori
ma l'amore, ma l'amore no
ma l'amore, ma l'amore...


Arisa - Super Sanremo 2010 (2010)



Divertentissima!
D'accordo, è una canzonetta, ma è una canzonetta di quelle d'altri tempi (a partire dalla musicalità) ed è un divertentissimo esercizio del puro stile "Sanremo": cuore-amore e tanta leggerezza.
Ha un buon ritmo, una melodia graziosissima ed orecchiabile... il potenziale per farne un gradevolissimo tormentone.
Non dico che Arisa sia un genio, ma sa fare canzoni che fanno presa, e mi auguro che questa riesca a farcela!


"Meno male"

La gente non ha voglia di pensare cose - cose negative
la gente vuol godersi in pace le vacanze estive
ci siamo rotti il pacco di sentire che tutto va male
della valanga di brutte notizie al telegiornale
C'è - L'Italia paese di Santi
pochi idraulici e troppe badanti
C'è - l'Italia paese della Liberté
Egalité e del Gioca Giuè!
C'è - l'Italia s'è desta ma
dipende dai punti di vista
C'è - la crisi mondiale che avanza
e i terremotati ancora in vacanza

Meno male che c'è Carla Bruni
Siamo fatti così - Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c'è
io rido... io rido...
ambarabàciccicoccò soldi e coca sul comò

C'è - l'Italia dei video ricatti
c'è - la nonna coi seni rifatti
e vissero tutti felici e contenti
ma disinformati sui fatti
Osama è ancora latitante
l'ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
se sbaglio mi corigerete

Meno male che c'è Carla Bruni
Siamo fatti così - Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c'è
io rido... io rido...

La verità è come il vetro
che è trasparente se non è appannato
per nascondere quello che c'è dietro
basta aprire bocca e dargli fiato!
Carla Bruni... Carla Bruni...

Meno male che c'è Carla Bruni
Siamo fatti così - Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c'è

Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
e sbatte la testa contro il muro
Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
noi ce la prendiamo...


Simone Cristicchi - Super Sanremo 2010 (2010)



Cristicchi è un altro che sa come azzeccare un brano orecchiabile, uno di quelli che potresti aspettarti di sentire in piena estate sparati da metà delle radio in circolazione e questa canzone, che di sanremese non ha assolutamente niente, è un bellissimo esempio.
Dice (generico, impersonale) che la première dame Carlà, che a Sanremo doveva esserci da cantante/ospite assieme a Gino Paoli, ha dato buca all'ultimo a causa del ritornello di questa canzone.
Nel mio mondo ideale di persone intelligenti, questa cosa non è vera e la signora dell'Eliseo, che ha perfettamente capito che era solo un esempio nato da come la sua vita "mediatica" ha il potere di nascondere qualsiasi altra cosa, non si è presentanta per impegni di stato.
Il testo è molto sveglio, e mi piace molto il modo in cui porta quei suoi poderosi affondi contro l'inutilità dell'informazione "Made in Italy" e dell'atteggiamento (spontaneo o indotto, questo non l'ho ancora del tutto capito) di tanta parte della gente che quell'informazione fruisce... Bellissima poi la strofa, che urla "politica italiana", che spiega come è facile nascondere la verità...
Nel testo ci sono quattro mani: quelle di Cristicchi e quelle di un certo Frankie HI-NRG... e si vede tutto!
Spero tanto che questa canzone vada bene e che la gente non si limiti a canticchiarla ma rifletta anche un po' sul testo.

mercoledì 24 febbraio 2010

Perchè Sanremo è Sanremo

Anche quest'anno non ho guardato Sanremo, ma adesso che è finito non disdegno l'idea di ascoltare le canzoni del Festival quando passano alla radio.

Purtroppo (o per fortuna, ancora non lo so), finora sono riuscito a sentire solo quella che ha vinto, e la mia prima reazione è stata un leggero malessere con i sintomi del mal di mare.
Questa ha vinto?
E' uno scherzo?

Forse l'ascolto in macchina all'autoradio non le rende giustizia, ma la prima impressione (riconfermata da una più attenta lettura del testo fatta in un secondo momento) che lascia è che sia stata scritta da un generatore casuale di frasi. Il ritornello è un'accozzaglia di parole che, messe una dietro l'altra, a mala pena non genera un "sintax error" nel mio emisfero cerebrale sinistro... o meglio: gli ho sentito lanciare un grido di dolore, ma spero che i danni lasciati non siano irreparabili.

Ho poi sentito che è arrivata seconda la poesia del principe Emanuele Filiberto, messa in note da Pupo... Questa non l'ho ancora sentita ma, a questo punto, temo anche lei.

Se devo essere sincero, mi sono sempre chiesto che senso avesse il televoto in occasioni come questa e, visti i risultati, non posso fare a meno di ritenere che siamo di fronte all'ennesima conferma del fatto che questa pratica pseudo-democratica (forse più correttamente, "plutocratica") dovrebbe quantomento essere ridimensionata, reintroducendo un più pesante giudizio di addetti ai lavori.
Ok, un tempo il vincitore di Sanremo era praticamente deciso a tavolino dalle case discografiche, ma almeno le canzoni avevano un significato.

Possibile che non si riesca a trovare un compromesso tra l'interesse economico delle case discografiche (che comunque si stanno già fregando le mani perchè qualsiasi cosa tocca uno degli "Amici" diventa oro non appena arriva in pasto alle orde di ragazzine osannanti là fuori) ed un livello qualitativo minimo che possa rendere la canzone vincitrice di Sanremo una canzone almeno decente?

"Per tutte le volte che"

Per tutte le volte che
mi dici basta e basta più non è
non corrisponde il flusso delle tue parole al battito del cuore
per tutte le volte che
mi chiedi scusa e scusa più non è
ma trovi sempre il modo di farmi sembrare il simbolo del male

Per tutte le volte che
è tua colpa, forse non lo è
ma il dubbio basta a farmi ritrovare quella voglia di gridare ma,
poi c'è una volta in cui scatta qualcosa fuori e dentro di noi e tutto il resto è piccolo

Come uno spillo impercettiible
come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi coperti sotto il mare a far l'amore in tutti
i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo
l'universo che ci insegue ma
ormai siamo irraggiungibili...

Per tutte le volte che
un pugno al muro nulla fa perchè
questo dolore è dolce come il miele
confrontato con il male che noi ci facciamo
se così potente questo amore che ci difendiamo con tutta la forza ma non basta quasi mai

Come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi coperti sotto il mare a far l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo
l'universo che ci si insegue ma
ormai siamo irraggiungibili...

Come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi coperti sotto il mare a far l'amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo
l'universo, l’universo, l’universo...

Come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi coperti sotto il mare a far l'amore ma
ormai siamo irraggiungibili...

Valerio Scanu - Super Sanremo 2010 (2010)

martedì 16 febbraio 2010

Chi è causa del suo mal... biasima gli altri!

Ieri sera ero a casa, all'ora di cena, e guardavo il TG1... non certo un brillante esempio di equilibrio ed equidistanza giornalistica dalla politica, ma a quell'ora quello c'era.
Ovviamente, parte un treno di servizi sui fatti di Via Padova a Milano: un egiziano accoltellato che fa sì che si scateni una vera e propria guerriglia, con danni a cose ed arrestati, politici che fanno la voce grossa ed altri che denunciano il fallimento di questa o quella politica dell'immigrazione.
Oggi leggo che, a quanto pare, il tutto è stato originato da un banale pestone: l'egiziano la pestato un piede ad un centroamericano su un autobus e questo, dopo aver litigato a bordo, lo ha accoltellato per strada, da lì, gente che accorre per capire cosa succede e tafferugli.

Ieri sera, però, mentre sentivo il TG ho notato un aspetto particolare della cosa: tra i vari servizi, uno copriva la manifestazione di un gruppo di milanesi contro il degrado della zona.
Le sciure ed i galantuamini milanesi intervistati si lamentavano del fatto che

"... i negozi sembrano suk, il mercato è diventato un suk... hanno venduto il quartiere a questa gente qui..." (grosso modo, parola più parola meno...)

ed io mi sono chiesto chi era quella terza persona plurale non meglio definita.
Chi sono quelli che "hanno venduto" il quartiere? Ma soprattutto, perchè per quanto mi sforzi non riesco ad immaginare altri se non dei milanesi a farlo?

Voglio dire, la gente si lamenta degli immigrati, ma poi chi li sfrutta, si arricchisce sulle loro spalle, li costringe a condizioni di vita disumane, li "incattivisce", parassita la loro legittima speranza di una vita migliore di quella che si lasciano alle spalle a casa loro è, statisticamente, un italiano: stando ai dati della Polizia, solo in minima percentuale (e per lo più in ambito cinese) chi sfrutta è straniero come lo sfruttato mentre nella maggior parte dei casi sono gli italiani ad alimentare il giro.
Guai, però, a dire che bisognerebbe mettere in galera gli imprenditori che lucrano sul lavoro sottopagato di immigrati, spesso irregolari o che comunque si accontentano di molto meno di quello che prenderebbe un italiano per fare lo stesso lavoro: meglio fare la voce grossa e pretendere le espulsioni!
Non sto dicendo che chi delinque debba essere tollerato: quello che voglio dire è che più che sull'inasprimento delle sanzioni per il reato di immigrazione clandestina, inasprirei (di molto) quelle per il reato di sfruttamento dell'immigrazione!

Ma la gente è fatta così... Si lamenta del fatto che non si fa nulla per rimediare alle proprie stupidagini...
Mi spiace sembrare cinico, a volte, ma quando la gente si lamenta così, mi ricordo sempre che un tempo si diceva che "chi è causa del suo mal"...