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giovedì 19 giugno 2014

L'informazione libera che sa di voce del padrone

Che bello che deve essere il mondo per quelle persone che si illudono che la voce del padrone sia in realtà informazione libera.
Che bello che deve essere il mondo per quelle persone a cui piace gioire delle disgrazie altrui.
Che bello che deve essere il mondo per quelle persone che pensano che ridurre l'informazione "di parte" aiuti a creare un'informazione "super-partes".

Ieri non avevo voglia di risentirmi per dell'idiozia - non ne ho mai voglia, a dirla tutta - ma Grillo ha colpito ancora e non riesco a trattenermi dal commentare le bestialità che dice il genovese.

Lo sciacallo, gioisce per le condizioni - economicamente disastrose - in cui versa lo storico quotidiano "L'Unità".
Lo sciacallo, gioisce perché un'altra testata giornalistica muore e perché la "Rete" - con la R maiuscola, naturalmente - è la responsabile di questa cosa.
Lo sciacallo gioisce perché un giornale di partito in meno è una voce di informazione di parte in meno ed un passo in più verso la libera informazione...

Ora, io mi domando e dico, si può essere più infami?
Si può essere più maledettamente in malafede?
Si può essere più falsi e manipolatori?

La verità che Grillo nega, la verità che non può accettare né ammettere è una ed una soltanto: la libera informazione nasce solo dalla somma di tante informazioni di parte!

Grillo, per tramite del suo socio Casaleggio, gestisce non una ma ben due testate/aggregatori (?) di informazione - Tzetze e LaFucina - che sono ignobilmente di parte e assolutamente disgustose nel modo di presentare le notizie.
Tzetze prende il nome da una mosca, la mosca che trasmette la malattia del sonno, e vive di titoli urlati, allusivi e mai - ma davvero mai - corretti, costruiti, a mio avviso, apposta per far addormentare (per l'appunto) lo spirito critico e la volontà di vera informazione e pluralismo dei suoi lettori. Fa sensazione con titoli del tipo "INCONTRO GRILLO RENZI, ECCO IL COLPO DI SCENA" o anche "BEPPE GRILLO INDAGATO, ECCO COS'HA DECISO IL PM"... titoli che non dicono nulla. Titoli che fanno pensare a chissà quale rivelazione, quale scoop, quale complotto, ma poi dietro quei titoli non c'è niente, non c'è nessuna notizia veramente importante, nessuno scoop, niente di niente.
Si tratta di esche - con una terminologia da pesca, pastura per boccaloni - che non serve a nulla se non a far guadagnare click sui social network e introiti pubblicitari derivanti dalle visualizzazioni.
Manco a dirlo, LaFucina non è molto meglio...
Si tratta di fabbriche del nulla che non danno vere notizie e che sono pilotate da redazioni che lavorano per Casaleggio.
Ovviamente, però, sono spacciate come i baluardi dell'informazione libera, svincolata dai "poteri forti" dalla "kasta" ecc, ecc, ecc.

Ora, di per sé, che anche Grillo abbia i suoi organi di stampa di parte, a me non risulta scandaloso... preferirei che fossero più seri e meno meschini, ma il semplice fatto che esistano non mi da noia.
La cosa che mi infastidisce è che Grillo ritieni i suoi strumenti "buoni" mentre quelli degli altri sono sempre "cattivi".
Intendiamoci, nulla di cui stupirsi: è il suo modo di lavorare, mica si può inventare altro. Tutto quello che fa e dice lui e i suoi (fedeli alla linea) è oro, tutto quello che fanno e dicono gli altri...
Naturalmente l'informazione di parte grillina è sana, è il futuro, è pura e deve prosperare, mentre l'informazione di parte degli altri è malata, è obsoleta, è asservita e deve morire.
L'informazione grillina è una voce libera che consente di trasmettere le informazioni in maniera imparziale, mentre quella degli altri...
Che poi, il segno stesso dell'idiozia di questa posizione, è che chi la abbraccia con convinzione nega assolutamente che questa stessa idea sia a sua volta di parte!

Nessuno ha modo di creare informazione assolutamente non di parte: tutti riportano, oltre ai fatti, una loro opinione, fosse anche solo nella scelta dei termini, quando non si spingono a commentare la notizia.
E' giusto così, è così che funziona la mente umana: riporti le notizie, ma anche se cerchi di essere più obiettivo possibile, non puoi esserlo in maniera assoluta... ci sarà sempre un sinonimo con un'accezione leggermente diversa che avresti potuto usare e che invece hai scartato.
E non è male per nulla: l'opinione che ci si fa su un tema è data dalle interazioni tra le opinioni altrui e le proprie convinzioni... così nasce la consapevolezza di quali opinioni si condividono e quali no, così ci si fa un'idea del mondo che va al di là del proprio giardino di casa.

E soprattutto, basta con l'idea dei mezzi obsoleti: non esistono mezzi di comunicazione obsoleti, esistono solo mezzi di comunicazione più o meno durevoli, più o meno recenti, più o meno veloci, più o meno economici.
Diamine, se c'è una cosa che non tollero dell'atteggiamento dei grillini è proprio questo loro snobbismo tecnologico per cui tutto quello che non è nuovo è da buttare.
Con buona pace di quelle larghissime fette di popolazione che non sono pronte o disposte o in grado di passare a sistemi più recenti.
E poi, tutto è bello e fantastico nel fantastico mondo gratuito della Rete - sempre con la R maiuscola, ovviamente - con buona pace delle enormi cifre che girano attorno ai siti per i contatori di visualizzazioni che generano ritorni pubblicitari ecc, ecc.

Esistono sistemi datati che, noi i loro mezzi, non potrebbero sostenersi... e allora perché negare loro un appoggio statale che fornisca loro risorse?
Provassero i grillini a fare un giornale vero con le loro professionalissime capacità che mettono in mostra su Tzetze e LaFucina, poi vediamo quanto ci mettono a rendersi conto che i click su un sito non si traducono in copie vendute ed i costi non si coprono da soli per magia!

giovedì 12 giugno 2014

L'ipocrisia del liberista

Da anni ormai mi interesso di politica e di economia.
Certo, è un interesse che va sì oltre il livello "Bar dello Sport", ma resta un interesse ben al di sotto del livello "Fondazione economico/politica internazionale". Però sono uno che ascolta, si informa, si fa una sua idea e non la sbandiera ai quattro venti finché non l'ha adeguatamente consolidata.

A causa di questo mio ascoltare tanto e parlare poco, informarsi e riflettere, mi capita di imbattermi in posizioni che, rispetto a quelle che ho maturato, trovo sbagliate.
Mi capita non di rado, anche perché una serie di persone che conosco hanno idee politiche ed economiche molto diverse dalle mie.
E' normale, anzi di più, è giusto avere a che fare con chi la pensa diversamente da te, anche perché se le tue convinzioni, messe alla prova delle altrui argomentazioni, restano in piedi supportate da adeguate argomentazioni, vuol dire che hai adeguatamente riflettuto sui temi. Senza contare che dal confronto con altre idee vengono necessariamente gli spunti per farsi un'idea propria.

Esistono quindi una serie di posizioni che non riesco a non considerare irricevibili.
Così come odio visceralmente i commercianti coccodrilli che piangono sfacciate lacrime mentre accusano l'Euro e la crisi della riduzione del potere d'acquisto delle famiglie (quando la colpa invece è principalmente la loro!), tra quelli che si meritano una profonda riprovazione da parte mia ci sono una serie di liberisti che, a tratti, prendono alcuni degli aspetti fondamentali delle proprie convinzioni economiche e li catapultano fuori dalla finestra per sostenere parte delle proprie posizioni.

Piccola premessa doverosa iper-semplificata e ultra veloce: che cos'è il liberismo?
Il liberismo è una teoria politico/filosofica/economica che sostiene che la libera iniziativa economica ed il libero mercato devono essere la forma economica dominante, con lo Stato non coinvolto nelle dinamiche economiche fondamentali o comunque coinvolto in minima parte e principalmente come garante del libero mercato.
Per intenderci, l'antitesi del liberista è lo statalista che sostiene che il mercato dovrebbe essere indirizzato/pilotato/arbitrato dallo Stato.
Tutto questo in estrema, ma direi sufficientemente efficace per il ragionamento che segue, sintesi.

Ora, prendete la situazione economica attuale in Italia (ma poi mica solo qui): aziende falliscono tutti i giorni perché non riescono a incassare crediti o a pagare tutte le tasse, soggetti si disperano perché non riescono a saldare i propri debiti con lo Stato e vengono "strozzati" dalle troppe gabelle e da sanzioni che li affossano definitivamente...
Non voglio parlare di quei poveri tapini che si ritrovano da una parte uno Stato aguzzino che pretende i soldi delle imposte e dall'altra parte uno Stato menefreghista che non paga i propri debiti per forniture di beni e servizi - soggetti che hanno tutto il diritto di questo mondo di lamentarsi e di battere i pugni - ma voglio concentrare la mia attenzione su quelle tante, tantissime aziende che con lo Stato hanno a che fare solo in quanto esattore.
Ci sono aziende che, quotidianamente, vengono raggiunte dalla longa manus di Equitalia che, per conto dello Stato centrale o di altri enti statali, batte cassa per crediti arretrati di IVA, INPS e quant'altro... ed i loro imprenditori osano, senza alcuna vergogna, lamentarsi dello Stato strozzino che li affoga di tasse da pagare!
E la cosa peggiore, è che tanti di loro si professano liberisti e troveranno sempre un liberista dichiarato pronto ad appoggiarli!

Signore onnipotente, se esisti e sei il responsabile del creato, mi spiegherai mai perché hai deciso che i ladri dovessero essere anche ipocriti, oltre che disonesti?

Come può un liberista giustificare chi arriva ad avere anni di arretrati IVA e INPS?
Voglio dire... mio caro liberista, come mi spieghi la permanenza sul mercato di aziende che barano ignobilmente accumulando debiti verso lo Stato? Questi soggetti violano ogni regola del libero mercato, a partire dalla prima e più sacra di tutte: tutti i soggetti che operano sul mercato, secondo la tua visione delle cose, devono avere accesso alle stesse risorse e devono operare alle stesse condizioni, soggetti tutti alle stesse regole, senza che alcuno di essi abbia accesso a risorse a condizioni vantaggiose - o a regole di favore - che contribuirebbero a costituire un indebito vantaggio sui propri concorrenti.
Per dinci, adesso diciamo che lo Stato è uno strozzino quando chiede quello che gli è dovuto e che, anche un solo concorrente di quelle imprese, ha pagato senza mai sgarrare?
Se esiste anche solo un operatore sul mercato che ha rispettato tutte le regole, allora chi non ha fatto lo stesso è un "baro" e non merita nessun trattamento di favore ora - chiedendolo con la scusa della crisi economica e della tutela dei posti di lavoro dei propri dipendenti, ecc, ecc, ecc.
Chi ha aggirato le regole, non deve essere sostenuto ed aiutato a mettersi in pari, ma dovrebbe essere severamente punito e, meglio ancora, avrebbe dovuto essere impedito a monte in questo falsare il gioco.
Non è che, con la scusa della crisi presente, uno può permettersi di cavarsela con un buffetto e farla franca.
Se oggi ti ritrovi coperto di debiti verso lo Stato, non è che lo Stato ti deve aiutare rateizzandoteli o chissà che altro per farti restare in gioco: tu, semplicemente, avresti dovuto uscire dal gioco molto tempo fa! Prendi atto della cosa, smettila di frignare, fallisci e togliti dalle balle!
Il liberismo sta alle aziende come la selezione naturale sta agli animali: sopravvivono e prosperano - avanzando - solo quelli che sono più adatti a muoversi nell'ambiente/mercato in cui si trovano... in soldoni, "survival of the fittest"! Mica "survival of the most dishonest"!

L'ipocrisia dei liberisti sta in questo: con la scusa che lo Stato non dovrebbe influenzare il mercato, sperano di giustificare la richiesta che lo Stato chieda meno tasse, lasci perdere i suoi crediti pregressi, ecc, ecc.
A mio avviso, il vero ragionamento di un liberista dovrebbe essere di tutt'altra natura: non è necessario che lo Stato faccia un passo indietro e ridimensioni le sue richieste, ma è imperativo che lo Stato faccia regole valide per tutti e le faccia rispettare a tutti allo stesso modo!
Vogliamo dire che lo Stato favorisce alcuni soggetti e ne "bastona" altri? Sono d'accordo.
Vogliamo dire che, per questo, bisogna farsi furbi e cercare un modo per rientrare nella schiera dei "favoriti" dalle condizioni dello Stato? Manco morto!

Intendiamoci, io non sono un liberista, ed anzi sono un fermo sostenitore della teoria secondo cui il liberismo è un'idiozia perché è demenziale credere che il libero mercato esista davvero e possa perpetrarsi.
Che diamine, financo nel mio libro di Economia delle superiori c'era scritto a chiare lettere che il libero mercato, nella realtà, degenera invariabilmente in un monopolio o in un oligopolio (e gli esempi sono davanti agli occhi di tutti ogni giorno), quindi non deve venirmelo a dire un Nobel per l'Economia che il regime della concorrenza perfetta è un'utopia.

Però, se io possono permettermi di essere disilluso sul libero mercato, un liberista non può!

Così come io sono coerente con me stesso e sostengo che lo Stato dovrebbe essere più presente sul mercato per pilotarlo ed influenzarlo di più (se necessario creando regole non uguali per tutti per correggere le storture che il - finto - libero mercato genera sviluppandosi), un liberista deve essere coerente con se stesso e credere nella possibilità che la concorrenza perfetta esista e sopravviva; soprattutto, però, un liberista deve pretendere che le regole valgano per tutti, non ammantarsi di ipocrisia e rassegnazione ed affermare che, visto che le regole non valgono per qualcuno, non devono valere per nessuno!

lunedì 2 giugno 2014

A proposito di Sentinelle (robotiche e in piedi)

Sabato sono andato al cinema a vedere l'ultima incarnazione, in ordine di tempo, dell'universo cinematografico Marvel: X-Men Giorni di un futuro passato.

Il film mi è piaciuto: per quanto contenga una serie di differenze notevoli rispetto all'arco narrativo fumettistico a cui è ispirato - a partire dal fatto che viene attribuito a Kitty Pride un potere, che non ha mai avuto nei fumetti, affinché possa assolvere il ruolo che, sulla carta, era stato di un altro personaggio - ha una serie di bei momenti sui personaggi, ha un buon ritmo, ha i suoi momenti comici e drammatici che si alternano niente male ed ha i suoi bei momenti impegnati.
Ci sono personaggi che metteresti tra i cattivi che, in fondo in fondo, hanno i loro motivi e sono animati da una spinta che, quando la senti spiegata da loro, te li fa rivalutare.
Ci sono momenti in cui sei costretto a prendere atto del fatto che i cattivi non sempre sono così cattivi come ti aspetteresti.
Ci sono momenti in cui il peso del tema della "paura del diverso" è importante, e non potrebbe essere diversamente essendo un film sui mutanti del Professor X e di Magneto.
Ci sono momenti in cui non puoi fare a meno di pensare che una piccola azione può fare la differenza tra odio e tolleranza.

E' in questo film che, per la prima volta nell'universo cinematografico della Casa delle Idee, abbiamo a che fare con le Sentinelle.
Ammetto di non essere un esperto dell'universo fumettistico Marvel, ma qualcosina la so... e qualcosina viene spiegata in questo film.
Le Sentinelle sono robot concepiti per dare la caccia ai mutanti.
Sono macchine inarrestabili, in grado di distinguere le persone normali da chi possiede il gene X, per attaccare e catturare/distruggere questi ultimi.
Le Sentinelle sono l'incarnazione della follia generata dalla paura che porta all'odio, con un cammino che, tutto sommato, ricorda quello del percorso verso il Lato Oscuro della Forza di Star Wars ("Collera, paura, aggressività... il Lato Oscuro essi sono").
Le Sentinelle nascono come uno strumento di protezione, ma diventeranno uno strumento di persecuzione.
Le Sentinelle sono l'esempio di cosa gli esseri umani possono arrivare a concepire se hanno paura.
Il loro aspetto è molto più umano di quanto non ci si potrebbe aspettare da un robot gigante distruttore, con caratteristiche estetiche (come gli "addominali scolpiti") che non servirebbero affatto ad una macchina, ma... non lo so, in fin dei conti è giusto che sembrino umani: dopotutto la paura degli umani le ha generate ed incarnano la follia di quegli stessi umani.
Le Sentinelle sono... sbagliate... ed è perfettamente giusto che siano così.
Sono l'incarnazione della distorsione di un sentimento legittimo - la preoccupazione per ciò che non si comprende del tutto e di cui non si conosce fino in fondo la portata.

C'è un altro tipo di sentinella che mi ricorda tanto le Sentinelle Marvel: le Sentinelle in piedi.
In Italia le Sentinelle in piedi sono nate da pochi mesi... da quello che ho capito, nascono a fine 2013.
Sulla carta, il loro ideale è giusto: difendere gli attacchi alla libertà di espressione frutto dell'azione sconsiderata dei legislatori.
Con le parole del loro stesso sito, loro vegliano "sullo stile dei Veilleurs debout francesi: in rigoroso silenzio, a due metri di distanza l’uno dall’altro,  leggendo un libro in segno della formazione permanente di cui tutti abbiamo costantemente bisogno, rivolti nella stessa direzione che è quella di un futuro migliore.
Vegliamo nelle piazze italiane di fronte ai luoghi di potere, con la nostra presenza numerosa e silenziosa ribadiamo che non è possibile zittire le coscienze di chi ha gli occhi aperti".
Tutto bellissimo: un fantastico ideale che si incarna in persone che vigilano sull'azione dei "potenti"... Allora perché questa storia mi suona così sbagliata?
Perché, quando vedo foto di quelle persone in piedi, una sensazione si accende sul fondo della mia coscienza che mi urla che tutto questo è distorto?
Forse perché mi appare sottosopra una protesta in cui si sta immobili in piedi? Forse, ma c'è sicuramente dell'altro.

Se si va a guardare su che cosa vegliano, viene fuori che vegliano sull'iter del disegno di legge "Scalfarotto" (dal nome del primo firmatario) che - come ha sostenuto la stampa - introduce il "reato di omofobia".
Vigilano perché quella legge, così com'è ora, potrebbe anche essere usata - stiracchiandone gli ideali - per attaccare la libertà di opinione di chi sostiene l'importanza di tutelare i diritti delle persone "normali".
Ecco che cosa vedo, allora, quando vedo quelle sentinelle: persone che ritengono che il loro diritto ad esprimere un'opinione "contro" sia più importante del diritto "pro" di persone che vedono, giorno dopo giorno, negato il proprio diritto alla felicità.
Oggi protestano in silenzio per affermare un loro diritto, ma lo fanno, non so quanto consapevolmente, dando al loro diritto di esprimere un'opinione un valore maggiore rispetto al diritto, di altre persone, ad aspirare alla felicità.

Uno dei diritti dell'uomo è il suo diritto a cercare un modo per essere felice su questo sasso che gira attorno ad una palla di gas rovente. Ogni uomo ha diritto a cercare qualcuno da amare ed ha diritto a poter vivere la sua vita in pace, senza attaccare gli altri e senza essere attaccato.
Quelle sentinelle si ergono pronte a negare i diritti degli altri in nome di un loro diritto... si ergono per poter continuare a dire che è sbagliato riconoscere diritti ad altre persone... si ergono in silenzio... ma capiscono quanto è sbagliato tutto questo? Capiscono quanto è debole la richiesta di difendere il diritto a dire che gli altri sbagliano a voler essere felici e tutelati?
Forse si ergono in silenzio perché non ci possono essere davvero parole per difendere una posizione così aberrante, o forse perché non saprebbero cosa dire se dovessero sostenere la propria posizione con argomentazioni valide.

Ad ogni modo, vedo quelle sentinelle silenziose e sento il bisogno di tenerle d'occhio, di vigilare su di loro perché sono mosse dalla paura: hanno paura che venga loro negato il diritto a esprimere la loro idea, per esempio, secondo cui la famiglia debba essere "naturale" (e quindi l'unione di un uomo e una donna).
Sono mossi dalla paura, ecco perché mi turbano: perché "La paura porta all'ira, l'ira all'odio, l'odio conduce alla sofferenza. La paura è la via per il Lato Oscuro".
Loro temono e per ora protestano in silenzio, ma... io li guardo ed ho l'impressione che sia solo l'inizio, che sia il primo passo prima che quelle sentinelle seguano il percorso delle Sentinelle ideate da Stan Lee e soci: strumenti concepiti per proteggere possono diventare strumenti di repressione!
Spero di sbagliarmi, ma una vocetta nella mia coscienza urla che non si può ignorare una cosa del genere, e quindi io continuo a guardare, cercando di notare cambiamenti nel comportamento delle Sentinelle.

mercoledì 3 aprile 2013

Le penniche grilline, le loro richieste e le correzioni

Non è possibile: ogni volta che leggo qualcosa che riguarda i pentastellati ci ricasco e non riesco a fare a meno di chiedermi cosa gli passa per la testa.

Notizia di qualche giorno fa: Crimi viene fotografato mentre si assopisce in aula.
Di per sè, non sarebbe neppure una notizia: di foto di politici sorpresi mentre fanno una pennichella a Palazzo Madama o Montecitorio sono pieni gli archivi dei giornali!
La notizia è che non si può scherzare sulla cosa.
Fiorello, con la sua edicola, l'ha fatto ed è stato, come prevedibile, coperto di ingiurie da parte dei fanatici ultraortodossi pentastellati; questi prodi crociati sono quegli stessi soggetti che applaudono urlanti al Grillo che da dei "morti viventi" agli avversari ma, se provi a fare banale ironia su uno di loro, ti sbranano, con la perfetta logica del branco.
Uno dei fondamenti della mia filosofia di vita è che bisogna sempre saper ridere, soprattutto di sè stessi, perchè chi si prende troppo sul serio o è matto, o è pericolo... per certi cinque stelle, non ho ancora capito quale dei due profili valga, ma di sicuro non stanno facendo niente per convincermi che il mio assunto sia sbagliato.

Notizia di ieri: Crimi afferma che piuttosto che la proroga al Governo Monti era meglio far andare in Parlamento un Governo Bersani che chiedesse la fiducia e, se non l'avesse ottenuta, fosse lasciato lì in regime transitorio, giusto per avere un Governo un filo più rappresentativo dei risultati elettorali.
Peccato che di lì a poco sia arrivato il contrordine grillesco: il capo dice che non è vero niente visto che Monti e Bersani sono uguali e quindi due mali da sradicare allo stesso modo...
Dunque, vediamo di capirci.
Nel giro di un mese, Crimi ha già detto qualcosa poi corretta da lui personalmente o dal grande capo quante volte? Una mezza dozzina, largo circa? Stiamo attorno alla media di una volta a settimana, più o meno...
Questo sarebbe il capogruppo al Senato del secondo partito del paese? Uno che, il giorno in cui è stato nominato per questo incarico, era dato come il numero tre nazionale - in pectore, perchè come diceva Severgnini quello stesso giorno, quella posizione porta un po' rogna visto che, fino a qualche mese prima del casotto con La7, era una posizione che si attribuiva a Favia... - dei grillini? Uno che non può dire niente senza che il suo leader politico lo smentisca, lo corregga o senza che lui si ritrovi constretto a rivedere la sua dichiarazione personalmente?
Per carità, è ovviamente possibile che la linea espressa da una singola persona non sia del tutto rappresentativa della linea politica dell'intero movimento, specie nel caso dei cinque stelle, ma se questa cosa vale per le dichiarazioni di Crimi, non dovrebbe valere anche per le dichiarazioni di Grillo?
Che poi mi volteggia sempre sulla testa un dubbio: questi continuano a dire, se affermi che Grillo è il loro leader politico, che lui in realtà è solo il megafono di un movimento nato dalla base... però a me sembra di ricordare che il megafono è uno strumento che amplifica un segnale audio in entrata!
Quindi, se Grillo è solo il megafono, di chi è la voce che riporta? E non si azzardi nessuno a cercare di vendermi la fesseria che la voce che amplifica è quella della "base": ormai l'hanno capito anche i sassi che la base - se non appoggia in toto la linea di Grillo - viene ignorata, nel migliore dei casi, o classificata come "troll a pagamento" - quindi da cacciare - nell'ipotesi più infausta.

Notizia sempre di ieri: Grillo afferma che il M5S sta ancora aspettando una risposta alla loro richiesta di incarico per la formazione del Governo.
Questo è il tipo di dichiarazione che ti aiuta a riconciliarti con l'immagine che hai di un movimento politico, non c'è che dire!
In quelle parole c'è la profonda conferma dell'arroganza grillina: Grillo ed i suoi ultraortodossi esprimono chiaramente la convinzione, che non sembrano avere alcuna intenzione di celare, di essere solo loro i salvatori della patria e che quindi tutti li appoggiano, nel paese reale, per forza - non potrebbe essere altrimenti, no? chi non li appoggia è chiaramente uno che ha qualcosa da nascondere e deve essere, sicuramente, in qualche modo colluso con la "casta" da smantellare!
Napolitano li ha ricevuti, come si conviene ad un'importante forza parlamentare, e loro gli hanno chiesto il mandato di creare un Governo, perchè non appoggeranno nessun altro Esecutivo se non il loro.
Fin qui, tutto sacrosanto; poi però, arrivano i problemi...
Secondo le ricostruzioni che ho letto, alla domanda del Presidente su chi sarebbe stato il Presidente del Consiglio da designare, la risposta sarebbe stata, in soldoni, qualcosa del tipo "intanto dateci l'incarico, che poi il nome lo troviamo".
Questi soggetti, quindi, che dicono che non appoggeranno niente e nessuno a parte loro stessi, che sostengono che tutte le altre forze politiche sono da spazzare via e che pure sanno - sorvolando sulle loro assurde pretese di essere maggioranza nel paese - di non essere maggioranza in Parlamento, alle consultazioni non si presentano con uno straccio di nome da fare nel caso gli venisse chiesto "chi farebbe il Presidente del Consiglio per voi"?
Ma ci sono o ci fanno?
Con che faccia hanno risposto a Napolitano?
Spero con quella degli studenti che si presentano impreparati all'interrogazione! Perchè chiaramente è quello che sono, ed andrebbero fatti mettere in ginocchio sui ceci dietro la lavagna!
La domanda era assolutamente prevedibile, quindi perchè non sono arrivati con un nome già fatto?
Hanno avuto un mese di tempo per pensarci, perchè non hanno prodotto niente?
Ho capito che sono convinti che il Governo non serva, ma visto che Napolitano deve capire chi potrebbe ottenere una maggioranza in parlamento, un nome che possa sottoporre agli altri partiti dicendo "se vi proponessi Tizio, voi lo appoggereste, indipendentemente da dove ho preso il nome?" devi darglielo, altrimenti la tua richiesta di mandato ha la credibilità di una chiacchiera al bar.
Ed il Presidente della Repubblica non ha l'obbligo di rispondere alle chiacchiere da bar, signor Grillo, non so se le è chiaro!

Facciamo così, cittadino Grillo, lei si mette a fare il megafono ascoltando la base e riportando il sentimento - chiaramente espresso - dalla maggioranza dei sostenitori del Movimento in pubblici sondaggi, lascia fare ai suoi parlamentari il loro lavoro lasciandoli liberi di fare dichiarazioni - anche non in linea con il sentimento della base, se capita, caso mai saranno ripresi dai loro sostenitori - e lasciandoli liberi di cercare un nome che si possa presentare a Napolitano, o al suo successore, ed io la smetto di chiedermi "chissà che puntata delle Comiche Grilliane danno oggi?" ogni volta che vedo qualcuno nominare il Movimento o lei, daccordo?

sabato 30 marzo 2013

I coccodrilli improvvidi

Un paio di giorni fa, l'ISTAT ha fatto il suo lavoro ed ha buttato fuori i dati della periodica statistica sull'andamento dei consumi: calo diffuso e generalizzato, anche sui beni alimentari e, per la prima volta da che vengono rilevati, segno meno anche per i discount.
Certo, dati non molto incoraggianti, e subito sono partiti i commentatori alla carica sulla notizia.
Quelli che mi hanno dato più fastidio sono stati i commentatori di Confcommercio e Confesercenti che non hanno perso l'occasione per richiedere a gran voce interventi a sostegno del potere d'acquisto delle famiglie e degli esercizi commerciali che, secondo le loro stime, rischiano numerosi - diverse decine di migliaia nel 2013 - di chiudere per il perdurare della crisi.

Di base sono d'accordo sulla necessità di intervenire sul tema dell'aumento dei soldi in tasca agli italiani, ma che siano quelle due associazioni a dirlo mi fa imbestialire per la sfacciatagine che quelle dichiarazioni comportano.

Una decina di anni fa, all'alba del 2002, il nostro paese faceva il suo - sofferto - ingresso nella nascente "area Euro" adottando la - oggi tanto vituperata - moneta comune europea.
Laddove il governo Prodi aveva fissato regole sulla doppia circolazione lira/euro ed aveva istituito un nucleo speciale della Guardia di Finanza per controllare che il cambio non venisse sfruttato per illeciti extraguadagni, il succesivo governo Berlusconi aveva smantellato detto nucleo speciale ed aveva drasticamente ridotto i tempi della doppia circolazione e doppia prezzatura.
Com'è, come non è, nei mesi succesivi al cambio, l'ISTAT venne accusata dalle associazioni dei consumatori di truccare i dati sull'inflazione perchè, laddove veniva annuciato un aumento dei prezzi del due e mezzo su base annua, l'inflazione percepita era del cento percento: tutti vedevano in maniera inconfutabile che il cambio realmente applicato era stato più vicino alle mille lire per un euro che non alle stabilite scarse duemila... tutti tranne l'istituto di statistica e le associazioni dei commercianti che rispedivano al mittente ogni accusa di comportamenti pirateschi ad opera dei loro associati.

Sono passati gli anni, è arrivata la crisi finanziaria che è diventata crisi industriale e dei consumi e la politica senza memoria - con Berlusconi e Grillo - ha preso ad accusare l'Euro di tanti danni... ma sono rimasto solo io a ricordare tutta la storia ed a rammentare di quando era evidente la colpa di commercianti ingordi che avevano deciso di parassitare soldi dalle tasche di noi tutti? Sono rimasto solo io ad avere un moto di disgusto per l'idea che, dopo avermi derubato, i ladri chiedano aiuto alla polizia?
Certo, in questi anni hanno chiuso tanti negozianti per bene e non burfaldini, ma la colpa delle loro chiusure, come del fatto che da noi la crisi dei consumi è più grave e persistente che altrove, non è dell'Euro, ma bensì di quei pirati improvvidi che ora piangono spudorate lacrime di coccodrillo

martedì 26 marzo 2013

Prove generali di terza guerra mondiale

Se devo dire la verità, sono un filino preoccupato dall'evoluzione della situazione - per altro già tesa - tra Corea del Nord e Corea del Sud: Pyongyang ha messo le sue truppe in allarme, mobilitando tutte le unità, comprese quelle per attacchi missilistici all'indirizzo del territorio americano.
Se anche Washington non ha da temere, come alcuni analisti dichiarano, un attacco nucleare diretto, resta che se anche solo un fazzolettino usato nord coreano arrivasse vicino ad un bersaglio statunintense, io una rappresaglina me l'aspetterei... senza considerare che non servono i missili balistici intercontinentali per colpire Seul o Tokyo e la cosa costringerebbe, di fatto, gli Stati Uniti ad un intervento che non potrebbe essere una semplice tirata d'orecchie.

Secondo un analista di questioni nord coreane interpellato dal Washington Post, questa escalation non sarebbe altro che un modo per far acquisire autorità interna al presidente Kim Jong-un attraverso una prova di forza militare, quindi non si tratterebbe di molto di più che una spacconata per farsi rispettare dai suoi... Poi, però, lo stesso analista ammette che se alle minacce non seguisse nessuna azione reale, di cui il presidente potesse prendersi il merito, l'intera manovra perderebbe di significato. Come a dire che qualcosa bisogna aspettarselo, altrimenti il grande leader non potrà fare la figura dell'eroe che guida il suo popolo.
Da quel punto di vista, la posizione cinese che richiama l'alleato alla calma potrebbe - a mio avviso - risultare anche dannosa, perchè se poi non succedesse niente, chi impedirebbe a qualcuno di dire che Kim è un sottomultiplo dell'autorità cinese?

La cosa che mi risveglia timori più o meno remoti, probailmente, in tutta questa storia è che siamo praticamente di fronte ad uno degli scenari che il WOPR di War Games mostrava mentre imparava che in un conflitto termonucleare globale non ci possono essere vincitori.
Anni di film anni '80 forse mi hanno segnato? Può darsi...
O forse a segnarmi è stata la consapevolezza che il mondo è pieno di squilibrati spacconi e che quelli più pericolosi sono quelli che devono dimostrare di esserlo...

Paura e delirio a grillopoli

Purtroppo non riesco a farne a meno: seguo le questioni politiche; di conseguenza, ogni tanto, mi viene l'istinto fortissimo di dire la mia.
In passato ho già avuto modo di esporre alcune mie riflessioni sui grillini e su Grillo in particolare e più passa il tempo più mi convinco di non essermi sbagliato più di tanto: i grillini mi fanno paura e Grillo continua a disguartarmi per il suo modo di fare ed il messaggio che tramette.

I grillini arrivati in Parlamento sono, a tratti, qualcosa di assolutamente imbarazzate: alcuni di loro vengono fuori con uscite che definire infelici è solamente fargli un grosso complimento e manifestano, in certe situazioni, una mancanza di educazione, sia intesa come buona creanza che come erudizione, assolutamente riprovevole.
Fosse solo questo, si potrebbe pensare che quelle persone, provenienti da tentativi elettorali a livello amministrativo locale precedenti (le "parlamentarie" del M5S di fine 2012 vedevano in lizza solo persone che avevano già corso in precedenti tornate elettorali senza raggiungere un incarico), siano solo una sfortunata selezione di una compagine altrimenti competente ed estremamente raffinata.
Per fortuna la speranza è un'entità estremamente ostinata e difficile da sopprimere del tutto, che si nutre di ogni buon esempio che queste persone riescono a produrre. Purtroppo, però, alcuni di questi giovanotti si impegnano con convinzione per far vacillare questa speranza, debilitarla e minarne la resistenza in ogni modo possibile.
Il vero problema, però, non sono i singoli eletti più o meno maleducati o più o meno competenti: il problema sono sempre i modi ed i contenuti del messaggio grillino.

Quando penso a quello che si sente dire a certi esponenti pentastellati e cosa si legge a firma Grillo, un brivido mi corre lungo la schiena: un misto di terrore e raccapriccio. Alcuni di quei mantra sembrano il risultato, a guardarli da fuori, di una furberia ideologica da due soldi: chi li usa spesso vende una cosa che messa in altri termini sarebbe improponibile come qualcosa di grandioso... ed il gregge belante applaude estasiato.
Non ci posso fare niente, è più forte di me, queste cose mi smuovono il sistema nervono e, forse, mettendo giù cosa ne penso, posso trovare una maggiore calma interiore.

PDL e PDmenoelle sono uguali
Quando i grillini affermano queste cose insultano due terzi degli elettori di questo paese e la loro credibilità.
Da una parte i berlusconiani che, per disciplina di partito o semplicemente per paura di perdere la poltrona, sostenevano compatti che Ruby era la nipote di Mubarak, che non hanno fatto le primarie perchè il padrone è ritornato sulla scena ed ha messo tutti a cuccia, che ripetono ossessivamete tutti in coro che "i giudici sono tutti comunisti e politicizzati", che "Berlusconi è un perseguitato", ecc, ecc; dall'altra i democratici che discutono di tutti, che fanno le primarie, che si scannano tra di loro anche per le virgole, che litigano dietro porte chiuse e davanti ai microfoni e che attendono serenamente le decisioni della magistratura quando uno di loro viene inquisito, ecc, ecc. Come si fa a dire che siano uguali lo sa solo il comico genovese e qualche suo seguace.

Siamo la prima forza politica del paese
Come no! Perchè qualunque legge elettorale può serenamente fare in modo che il primo partito del paese sia un partito che non ha la maggioranza in nessuna delle due camere. Quando affermano questa cosa verrebbe da prenderli a sprangate con un pallottoliere.
Non voglio dire che il Porcellum sia una legge elettorale anche solo vagamente tollerabile, ma per quante penose caratteristiche infami abbia, non è in grado i trasformare il bianco in nero, il piombo in oro ed i somari in fringuelli.
Quando qualcuno si è preso la briga di andare a leggere di preciso i numeri definitivi forniti dal Viminale, sbugiardando questa fandonia, i grillini hanno cercato di girare la frittata affermando che sono la prima forza politica, per numero di voti alla camera, in Italia - perchè tanto al senato votano solo vecchi rincojoniti ed i voti dell'estero non contano... mmm... ma come? Non erano loro i paladini del voto per tutti gli italiani all'estero, anche quelli fuori dal suolo patrio solo temporaneamente? Adesso quelli non contano più?

Uno vale uno
Questo è uno dei mantra più belli che ripetono: la democrazia diretta dove ogni cittadino vota è un mondo bellissimo... di pecore che contano ancora meno di quanto non contino adesso, bestie matematicamente ignoranti!
Cari grillini, fate due conticini con me e poi ditemi se avete ragione o no.
Io sono un elettore emiliano. In Emilia Romagna sono stati eleti 45 dei 630 deputati da una base elettorale di 3.338.137 dei 53.399.841 (49.905.154 in Italia e 3.494.687 all'estero) aventi diritto al voto alle ultime elezioni. Io sono stato uno di quegli elettori quindi, in parlamento, il mio voto vale
1/3.338.137 * 45/630 = 0,214 x 10^-9
perchè il mio singolo voto ha contribuito a determinare lo schieramento dei 45 deputati che rappresentano la mia regione.
Se si votasse con il criterio del "uno vale uno", io mio voto varrebbe
1/53.399.841 = 0,187 x 10^-9.
Intendiamoci, stiamo parlando comunque di numeri piccoletti - perchè il singolo voto non è che conti granchè - ma i numeri non ti pigliano in giro: con il fantastico sistema della democrazia diretta, il mio voto varrebbe ancora meno di quanto non valga ora.
Per inciso, ho preso i numeri e li ho smontati in ogni modo possibile. C'è un rapporto soglia che è in realtà abbastanza evidente: il mio singolo voto vale di più con il sistema del "uno vale uno" che non con il sistema del numero di deputati eletti sul totale solo quando il rapporto tra il numero dei deputati eletti sul totale scende sotto il rapporto tra il numero dei voti della regione sul totale. Questo, nel caso delle passate elezioni, si è verificato in Emilia Romagna solo se si guardano i dati dei voti realmente raccolti! Il rapporto tra deputati eletti sul totale (45/630 = 71,4%) è stato superato dall'affuenza su base regionale rispetto all'affluenza totale (in regione hanno votato 2.740.478 persone pari al 75,3% dei 36.375.530 voti raccolti complessivamente), producendo un peso effettivo del mio voto nel parlamento eletto pari a 0,261 x 10^-9 contro un peso teorico nel caso del "uno vale uno" che sarebbe stato di 0,275 x 10^-9.
Certo è, comunque, che non si può considerare significativo un caso reale isolato: la valutazione di quale dei due sistemi realmente da più peso al singolo voto - in assenza di un set di dati sperimentali completo - deve essere fatta su base teorica perchè non c'è nessuna garanzia che l'affluenza alle urne non scenda mai sotto la soglia del 71,4% che è l'ago della bilancia con i numeri attuali. A meno che non vogliamo augurarcelo, nel qual caso stiamo sperando che voti meno gente per fare in modo che ogni singolo voto pesi di più... e personalmente voglio sperare che nessun grillino sia mai tentato da questa prospettiva che è tutto fuorchè un buon augurio per la democrazia del nostro paese.

PDL e PDmenoelle faranno l'inciucio, formeranno un governo che non durerà e si andrà a votare presto
Qui siamo di fronte ad una profezia composita: il profeta spera si avveri la prima parte della sua predizione, anche se non ha certezza che ciò possa accadere - e, per fortuna, per ora sembra proprio che si tratti di una profezia destinata a non avverarsi - laddove per quanto riguarda la seconda parte sa di poter avere un peso determinante nel suo concretizzarsi.
I grillini hanno un altro mantra che ripetono in continuazione ("Appoggeremo solo un governo a cinque stelle") che, se ci si attenessero tutti come bravi soldatini, farebbe sì che diventi più difficile formare alcun governo, con l'inevitabile conseguenza che il realizzarsi della seconda parte della nostra profezia in esame diventerebbe assai più probabile.
A questo punto mi chiedo: chi è che ha dettato la disciplina di partito del "O noi o nessuno"? Sarà mica quello stesso profeta che poi, successivamente, ha fatto questa mirabile predizione?

Bisogna fare un grande forum online per decidere se rimanere nell'Euro oppoure no
Quando affermano questa idiozia, dimostrano l'insito elitarismo e snobbismo che c'è nel loro modo di vedere il mondo.
Non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello che questo è uno dei paesi al mondo occidentale più vecchio anagraficamente e con il più basso livello di alfabetizzazione informatica?
No, non ci pensano affatto, e la cosa che mi sconvolge di più è che molti di loro sostengono di provenire da settori lavorativi a contenuto tecnologico medio-alto, quindi dovrebbero aver presente che sono mosche bianche in un mondo di mosconi neri!
L'Italia non è un paese per informatici, e chiunque abbia mai fatto assistenza tecnica sa che è vero.
Affidare una materia tanto importante - anzi... affidare qualunque materia, che non sia la scelta della pizzeria per andare fuori con gli amici sabato sera - ad una consultazione online, vuol dire tagliare fuori dal corpo votante, deliberatamente, una fetta significativa di potenziali elettori.
Perchè uno dovrebbe pensare una cosa del genere? Perchè si è distratto ed ha pensato che fossero tutti come suo nonno, arzillo vecchietto che gioca a Candy Crush Saga su Facebook? O perchè alla fine chi non è online non conta una mazza nella visione snob del profeta e dei suoi fedeli?

Chi non è daccordo con il profeta, è un miscredente, un eretico, una spia, un nemico o, peggio, un troll
Detta come va detta, Grillo è un dittatore fascistoide che detiene il controllo del suo movimento con una ferrea metodologia della repressione.
Chi non è daccordo con le regole che lui - o il fantomatico "staff"? - impone e quindi non le sottoscrive preventivamente in blocco, chi ha un dubbio e chi ha un ripensamento deve essere escluso, cacciato, messo alla berlina o attaccato.
Quando qualcuno osa pensare con la sua testa ed azzarda una contestazione, diventa automaticamente un troll del blog, una spia pagata dal nemico -nella migliore tradizione complottista a lungo frequentata da Grillo in anni più o meno recenti -, un avversario da mettere alla porta e su cui è consentito sfogare tutti i bassi istinti risvegliati dai "due minuti dell'odio" di orwelliana memoria (vabbeh, sorvoliamo sul fatto che, nonostante il web sia il regno della velocità assoluta, quelli dei grillini non sono mai due minuti di odio, sono piuttosto due giorni o due settimane, se non due mesi).
Grillo minaccia esplulsioni, quando non le mette in atto, e dopo che il profeta ha bollato qualcuno come miscredente o venduto, i seguaci possono scatenare su di lui le loro invettive cariche di un odio che non si discosta molto dai toni truculenti e brutali degli attacchi verbali normalmente firmati dal capo.
Qualche ora fa, Grillo ha dato il via alla caccia alle streghe deliberando l'attivazione delle liste di delazione all'inquisizione spagnola: gli utenti potranno segnalare troll sul blog che verranno silenziati e cacciati.
La cosa che, tristemente, mi fa sorridere è che mi viene spontaneo chiedermi se questa mossa non si rivelerà un boomerang: cosa impedirà agli ultraortodossi del grillismo di avviare una crociata interna contro i moderati e gli esitanti? Cosa consentirà di distinguere un titubante, magari avvicinatosi al movimento nell'ultimo periodo, da una fantomatica serpe infiltratasi in seno al gruppo?
Sinceramente, una parte della mia testa cerca disperatamente di allontanare le immagini evocate dai libri di storia quando si studiava del "regime del terrore" durante la rivoluzione francese... peccato che non ce la faccia.

I mantra dei grillini sono troppi per ripercorreli tutti, elencati nel loro programma fin troppo schematico, ma la cosa che mi sconvolge di più è che i seguaci del profeta miscelano buoni e raginevoli propositi ad agghiaccianti corbellerie (perchè diamine avvertono la necessità di abolire il valore legale dei titoli di studio? giusto per citare una cosa che mi lascia, a dir poco, perplesso).
Ad ogni modo, non credo che questa sarà l'ultima volta in cui i grillini occuperanno le mie riflessioni... ma per ora metto in soffitta il tema e mi dedico ad altro.

venerdì 28 settembre 2012

Il presidente

"... dopo le elezioni è giusto che i partiti politici possano presentare un Presidente del Consiglio che sia uno di loro e che non sarò io. Certo che se ci fosse una circostanza particolare, se dovesse essere richiesto, considererei l'ipotesi di dare una mano..."

Il mondo politico italiano, in questi giorni (ma diciamo pure settimane, forse anche mesi), è preda di una convulsione assolutamente incocepibile: quasi tutti sono lì a strepitare che se Monti vuole un secondo mandato, deve candidarsi alle elezioni e farsi votare dai cittadini.
Il Professore, dal canto suo, dimostra di essere un tecnico anche di cose politiche e da, in pochissime parole, una lezione di diritto costituzionale a tutti quelli che lo vorrebbero in una lista per le Politiche 2013 (che poi, non hanno ancora chiarito se candidato alla Camera o al Senato, ma tanto, una corbelleria in più o una in meno, cosa vuoi che cambi?)

"... sono stato nominato senatore a vita e non ho bisogno di presentarmi alle elezioni..."

E che Monti è un signore, perchè altrimenti avrebbe tutti i diritti del mondo di ricordargli la Costituzione.

Art. 92 - Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministre e, su proposta di questi, i ministri.


Ora, magari sarò distratto io, ma dove sta scritto che il Presidente del Consiglio dei ministri deve ricevere il mandato dall'elezione diretta dei cittadini?

A Silviuccio nostro farebbe tanto piacere che fosse così, ma finchè non cambieranno quelle quattro righe in croce, questa nostra repubblica non sarà mai una repubblica presidenziale, con buona pace di una classe politica tanto terrorizzata all'idea che gli italiani preferiscano un tecnico ad uno di loro che vorrebbero toglierlo dalla corsa a priori.
E poi, per inciso, dove sta scritto che Mario voglia fare un secondo mandato? Io nelle sue parole ci vedo una disponibilità ad aiutare il suo paese, ma anche la chiara volontà di non fare di nuovo il Presidente del Consiglio... ma magari sono io che non riesco a leggere bene il politichese... chissà!

martedì 25 settembre 2012

Il volpone all'americana

La campagna elettorale per le elezioni presidenziali americane è sempre uno spettacolo... quest'anno, però, ha i toni della commedia demeziale.

Da una parte, la normalità: i Democratici hanno avuto un solo candidato, com'è giusto che sia, nel presidente uscente e pronto a farsi rieleggere.
Dall'altra parte, i Repubblicani...

Dunque, vediamo...
Ci hanno messo mesi a trovare un candidato che fosse appena appena presentabile (non voglio dire uno che potesse farcela, ma davvero uno che semplicemente avesse qualche possibilità in più di un comodino dell'IKEA) ed il meno peggio che hanno trovato è stato Mitt Romney, uno che colleziona scempiaggini come fossero francobolli.

Quest'uomo, negli ultimi giorni, ha prodotto la più grande ed autolesionistica uscita che si potesse concepire... forse...
E' stato diffuso un video in cui parla ad un evento/cena di raccolta fondi.
Da quanto riportato dagli organi di stampa che hanno parlato del video (che ammetto di non aver visto di prima mano), il candidato avrebbe affermato che il 47% degli americani si ritiene una vittima e che lui non potrà mai convincerli del fatto che dovrebbero ritenersi responsabili di come vivono, quindi non può contare sui voti di quella parte della popolazione che, non pagando tasse federali, è sorda agli argomenti della sua campagna quando parla di riduzione delle imposte. Questi cittadini, a quanto afferma, voteranno sempre per i Democratici perchè dalla loro politica dipende la loro sopravvivenza, quindi lui li deve dare per persi e puntare a quel 5% di indipendenti al centro che possono fargli vincere le elezioni.
Mentre diceva queste cose era circondato da repubblicani duri e puri che volevano sentirsi dire quel genere di cose.
E' stata una gaffe?
Mah... diciamo che lo è stata nel senso che quelle parole avrebbero dovuto rimanere dietro porte ben chiuse ed ignorare che nel 2012, nell'epoca delle videocamere anche nell'orologio da polso senza doverselo far consegnare da tecnici di bondiana memoria, è quantomeno una leggerezza imperdonabile.

Il problema di Romney è che lui, dopo questa uscita, è riuscito a produrne un altro paio una più bella dell'altra!
Sembra quasi una di quelle anime candide che dice le cose così, come gli passano per la testa, ignaro delle conseguenze.
Niente di male per una persona che incontri per strada e con cui fai quattro chiacchiere, ma per un candidato alle presidenziali americane...

Di oggi la notizia di un secco uno-due di corbellerie... forse.
Il nostro, ha avuto la brillante idea di affermare che, quando i figli sono piccoli, almeno un genitore dovrebbe restare a casa (dal lavoro) perchè avere un genitore che resta vicino ai figli nei primi anni è molto importante.
Per uno che punta a quel 5% di indipendenti al centro, continuare a dire cose tanto da Repubblicano non mi sembra faccia al caso suo... ma forse sono io che non capisco fino in fondo la complessità della scena politica americana.

L'ultima è più chiaramente, ed inequivocabilmente, una stupidagine: se n'è uscito, commentando un atterraggio d'emergenza fatto dall'aereo su cui viaggiava la moglie dopo un evento di raccolta fondi a Los Angeles, affermando che il fatto che sugli aerei non si possano aprire i finestrini è estremamente pericoloso perchè non si sa dove scappare e, per chiudere in bellezza, si chiedeva perchè facciano finestrini che non possono essere aperti.

Due situazioni dubbie ed una certa... a questo punto mi chiedo Mitt Romney vuole fare il Presidente, ok, ma siamo sicuri che non coltivi il sogno nel cassetto di un posto allo Zelig?

martedì 18 settembre 2012

I grilli

Non sono quello che si definirebbe un "commentatore politico", ma è più forte di me: non posso fare a meno di seguire la (malandata) scena politica nostrana e quella internazionale e, certe volte, la voglia di dire la mia prende il sopravvento.
Perchè una mia opinione ce l'ho, me la faccio... o almeno cerco sempre di farmela, anche perchè senza opinioni, come diamine si fa a campare?

In questi giorni seguo con interesse le problematiche interne al Movimento 5 Stelle.
I grillini, di solito, mi fanno un po' paura e Grillo, di solito, mi disgusta proprio, ma il caos generato dall'intervista rubata a Favia, consigliere regionale in Emilia Romagna per il M5S, mi genera reazioni contrastanti che si innestano sulla mia generale considerazione su quel movimento.

I grillini mi fanno paura perchè mi appaiono come uno dei peggiori frutti del berlusconismo: quando li guardo, con il distacco di un'osservatore esterno, vedo persone che tendenzialmente non hanno mai fatto politica, che solitamente non hanno mai amministrato nemmeno un condominio, che li lanciano in analisi politiche convinti che basti una classe dirigente diversa per governare meglio il paese, che si crogiolano nell'illusione che la democrazia diretta sia meglio di quella rappresentativa e che si cullano nel sogno di una rete trasparente e democratica, spazio di confronto diretto e aperto, ma poi commentano nascondendosi dietro peudonimi o nell'anonimato completo.
Berlusconi, a mio avviso, è l'artefice primo della loro (assolutamente pia) illusione: tra i tanti danni che ha generato nella nostra vita pubblica, il peggiore, per come la vedo io, è stato quello di generare la convinzione che chiunque possa fare politica dal nulla.

Lui è sceso in campo - esclusivamente per curare personalmente suoi privatissimi interessi - senza aver mai fatto politica prima e, da quel giorno, ogni massaia di Voghera si è convinta che la politica poteva essere di tutti.
Ma sì, ignoriamo l'importanza della gavetta, dello sviluppare doti dialettiche e di dibattito, di farsi le ossa affrontanto problemi e decisioni politiche ed amministrative su scale minori e passiamo direttamente al grande gioco della politica nazionale ed internazionale. Tanto che ci vuole? Basta saper parlare e vedere i problemi per poterli risolvere... come se la necessità del compromesso, l'arte del dialogo e la complessità dei problemi non esistessero.
Alla lunga, ecco il risultato: gente venuta fuori dal niente che, vedendo solo un pezzo di problemi più complessi, di situazioni che sono schemi vasti e risultato di problemi intrecciati tra loro, decide di "scendere in campo", prendere l'iniziativa e lanciarsi nella mischia sempre lancia in resta, quasi mai con l'approccio del tipo "la soluzione viene dal dialogo e dal compromesso".
Certo, il compromesso a oltranza fa grandissimi danni e tantissimi buoni propositi animano i grillini, ma si tratta di dilettanti allo sbaraglio che spesso, quando provano a tirare le fila di un problema, si trovano con in mano una matassa tanto ingarbugliata da non saper più che pesci pigliare... e l'istintiva soluzione che sempre li tenta, seguendo l'esempio del loro portavoce (vabbhe... ignoriamo per un attimo il fatto che è anche il loro ideologo...) diventa quella gordiana: via tutto!

Guardo i grillismo e cerco le differenze rispetto al berlusconismo... ed a parte le buone intenzioni, a volte, faccio davvero fatica.

Berlusconi è sceso in campo per risolvere i problemi che vedeva di prima mano allo scopo di curare i suoi interessi (che poi erano e sono il suo tornaconto economici).
I grillini scendono in campo per risolvere i problemi che vedono di prima mano e curano i propri interessi personali (quelli di cui hanno polso diretto, di cui vedono i problemi e le criticità); la differenza sta nel fatto che lo fanno animati dal più nobile desiderio di occuparsi dell'interesse generale ma lo schema è lo stesso.
Berlusconi ha sempre avuto toni aggressivi nei confronti dei suoi avversari accusandoli di essere comunisti /stalinisti con il grande sogno dell'esproprio proletario, senza curarsi di dover dimostrare queste accuse.
I grillini hanno toni aggressivi - quando va bene... spesso, invece, sono assolutamente brutali! - nei confronti degli avversari e li accusano di essere la causa di ogni male di questo paese, di nuovo, senza mai curarsi di dover dimostrare circostanziatamente le loro accuse. Certo, li anima la convinzione, sensata e ragionevole, per cui i danni sono derivati da decenni di cose sempre uguali quindi il cambiamento è necessario, ma da qui a dire che ogni cambiamento è meglio dello status quo e che ci sono responsabilità specifiche da parte di questo e quello ce ne passa.
Berlusconi è un leader carismatico e populista, che parla alle pulsioni profonde degli italiani... parla con fare scherzoso, ma sibili alla parte più egoista dell'animo suoi elettori.
Grillo è un leader carismatico e populista, che parla alle pulsioni più profonde degli italiani... parla con fare incazzato ed urla alla parte più aggressiva dell'animo dei suoi potenziali elettori.

Grillo è un comico, uno che di mestiere faceva satira tagliente, e quindi sa dove mettere una battuta, cosa dire per strappare una risata ed un'applauso, ma è anche un vecchio, uno di quelli arrabbiati con il mondo, uno di quei vecchi acidi e cattivi come solo certi vecchi sanno essere.
Ha diritto di essere incazzato, per carità, ma con chi?

Ha un passato da vittima, e su questa cosa ha costruito il suo successo personale per anni: vittima di un "complotto" (mai complotto fu meno segreto) del Partito Socialista Italiano per una ferale battuta sulla visita di Craxi in Cina nel 1986, è diventato il paladino della lotta ad ogni complotto.
Nell'immaginario collettivo (per alcuni anni anche io fui uno di quelli che ascoltava cosa aveva da dire con interesse), lui aveva toccato con mano la malvagità e la brutalità del potere costituito che schiaccia tutte le voci di dissenso, quindi sapeva di cosa parlava, quindi non poteva non essere vero...

Peccato che ad un certo punto siano successe due cose: abbia cominciato a dire corbellerie e, cosa da non fare mai se vuoi rimanere una vittima a vita, sia sopravvissuto ai suoi stessi carnefici, superandoli in longevità pubblica ed in popolarità.

Grillo era la vittima del corrotto potere del PSI, ma ad un certo punto, il PSI è evaporato proprio a causa della lotta a quella corruzione che lui aveva denunciato... a dirla tutta, Grillo per un certo periodo beneficiò ancora di più di questa cosa (aveva ragione lui, e c'era poco da dire... a maggior ragione doveva avere ragione anche sulle altre cose, no?), ma lui, nonostante alla fine la sua verità avesse vinto, continuò a rimanere incazzato con il mondo, ed ancora oggi lo è.
E' sopravvissuto alla fine politica del PSI (non alla fine della corruzione in Italia, sia chiaro, altrimenti sarebbe veramente immortale...), ma - cosa forse ancora peggiore per uno che punto sull'aura della vittima a vita - è sopravvissuto, come personaggio pubblico, all'oblio che ha investito i socialisti degli anni ottanta (Martelli, Spadolini... chi li ha visti più?) ed alla fine (metaforica ma non solo) di Craxi.
Ed ancora è incazzato!
Ha vinto lui, ma è ancora incazzato!!!

[Per inciso, aveva anche battuto il gran divieto della sua presenza in RAI con un programma dagli ascolti stratosferici negli anni novanta, ma questa cosa me l'ero completamente dimenticata e, senza Wikipedia, avrei continuato a non ricordarla... però effettivamente, adesso che ci penso, me la ricordo!]

Se a questo si aggiunge le bestialità che ha cominciato a dire negli anni (la cura Di Bella contro il cancro che doveva funzionare ed era boicottata dalle aziende farmaceutiche e da chissà chi altro, la palletta di gomma che dovrebbe pulire senza detersivo, ecc, ecc), la credibilità di Grillo, per quanto mi riguarda, è andata a zero e la sua furia continua mi genera solo disgusto.

A tratti, considerando che una parte non trascurabile dell'elettorato del M5S appartiene alla mia generazione e più o meno alla mia fascia d'età, mi chiedo come possano aver seguito, come me, la parabola pubblica di Grillo e non essere giunti a percorrere il mio stesso cammino logico.
Poi mi fermo un secondo a rielaborare la domanda insita del mio pensiero, vedo i presupposti che potrebbero essere non soddisfatti dai seguaci del grillo urlante, e tiro diritto sconsolato, continuando a preoccuparmi per la presa che il genovese ha, a preoccuparmi per le sue improponibili idee politico/economiche che farebbero precipitare la nostra nazione in uno dei più profondi baratri di sempre e sperando che un pur tenendo gli aspetti positivi al cuore profondo del Movimento, questa formazione politica si liberi dei suoi peggiori difetti da frutto della mala pianta del berlusconismo.

giovedì 2 febbraio 2012

Del lavoro

Si parla della riforma del mercato del lavoro e, dopo un'intervista televisiva al Presidente del Consiglio Mario Monti, sembra che il professore, il salvatore della patria, il castigatore delle lobby, sia diventato (dopo già essere stato, dispregiativamente, il "banchiere") l'"anticristo"...

Sinceramente, io ho ascoltato le versioni integrali dei passaggi incriminati e non capisco la furia.
"I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita; del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita! E' più bello cambiare e accettare nuove sfide, purché siano in condizioni accettabili e questo vuol dire che bisogna tutelare un po' meno chi oggi è ipertutelato e tutelare un po' di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o non riesce a entrarci" - Mario Monti

"Nella riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali la finalità è... direi che la finalità principale è quella proprio di ridurre la terribile apartheid - chiamiamo le cose col loro nome - che esiste nel mercato del lavoro tra chi per caso è già dentro - per caso o per età è già dentro - e chi, giovane, fa una terribile fatica a entrare o, se entra, entra in condizione precaria. Noi vogliamo ridurre il divario tra questi due tipi di tutela." - Mario Monti

Intendiamoci, io valuto le carte, non le indiscrezioni di stampa, quindi non è detto che il progetto del Governo alla fine mi piaccia, ma per ora trovo più interessante quello che gli ho sentito dire di prima mano piuttosto che quello che altri dicono che il Governo abbia detto... notizie di seconda mano di cui mi fido sempre poco...

Ad ogni modo, io faccio l'analista e programmatore per una ditta della provincia di Bolzano. Per motivi di lavoro faccio circa 600 km la settimana in auto (perchè arrivare in ufficio con mezzi pubblici richiederebbe almeno cinque ore di viaggio contro le tre che ci metto guidando) e passo fuori casa tre giorni e due notti (solitamente la terza notte rientro, ma spesso molto tardi).
Anche se il mio contratto è a tempo indeterminato, ed anche se il mio lavoro è per sua natura estremamente variegato e poco monotono (essendo un lavoro "creativo" difficilmente ci sono due giorni uno uguale all'altro), non sono affatto convinto che questo sarà il mio "posto fisso" per tutta la vita: prima o poi avrò una famiglia vera e potrei fare fatica a conciliare la cosa con l'assenza continua per motivi di lavoro... e poi ci potrebbero essere mille altri motivi per cambiare (a partire dal fatto che, statisticamente, più è "specializzato" e di "alto profilo professionale" il lavoratore più è "mobile").
Inoltre, date le dimensioni dell'azienda dove lavoro, con ogni probabilità, l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (il sacro totem dei sindacati che, però, vale solo per le aziende sopra certe dimensioni, di fatto applicandosi ad una percentuale compresa tra il 46 ed il 65 percento del totale dei lavoratori italiani, a seconda di chi fa i conti) lo vedo con il binocolo (come quel restante 64/35 percento di lavoratori italiani).

Facciamo che Monti ha ragione e sarebbe meglio livellare di più le cose?
Facciamo che, visto che i lavoratori "stabili" sono mediamente più vecchi di quelli più "instabili", accettano l'idea di fare qualche sacrificio per dare più tutele ai loro figli?
Per tanti (quanti poi? chi ha ragione davvero tra quelli che "danno i numeri"?) lavoratori rischia di essere un rinunciare a qualcosa ma per altri - non pochi e soprattutto mediamente più giovani - sarà un guadagnarci qualcosa.
Dai, vediamo di non rompere e diamo più tutele a chi ne ha poche o non ne ha affatto... altrimenti i lavoratori stabili rischiano di diventare la prossima "lobby" ostinatamente attaccata ai suoi privilegi.

domenica 28 marzo 2010

L'ora, youtube, l'Auditel e le elezioni

E' notte fonda.
Stanotte è anche cambiata l'ora... ho visto materialmente scattare in avanti l'orologio di sistema del mio PC e del mio cellulare.
Quando cambia l'ora, di solito, mi piace stare in piedi fino a dopo il fatidico cambio: per me è un modo per annullare il "jet-lag" da cambio; non ne ho mai sofferto, ma andare a letto dopo che l'ora è cambiata ha il grandissimo vantaggio di non farti sentire la differenza, di farti semplicemente dire "Questa notte ho dormito n ore..." senza specificare da quando.

Perchè ho fatto così tardi? Cosa stavo facendo?
Non stavo andando in giro per il settore di Bolarus a respingere la minaccia Remana (riferimento a Star Trek Online, giusto per dovere di cronaca): ero su youtube a guardare i 23 (!!!) pezzi da una decina di minuti l'uno di "Rai per una notte", lo speciale di Santoro che è andato in onda - sul web, via satellite, su alcune emittenti locali in varie parti d'Italia, alla radio ed in molte piazze - questa settimana in piena protesta contro l'idea di una informazione imbavagliata dal potere e schiava.
L'ho vista tutta (ho saltato una decina di minuti "musicali" non di più) e mi sono chiesto se è normale essere tanto fortemente indignati per la condizione del mio paese ed essere, al tempo stesso, tanto fortemente entusiasta e disperato.
Sono indignato perchè in Italia una sola persona detiene un potere enorme, manipola la realtà e le regole a proprio piacimento e riesce a far tacere chi dice che un potere tanto autoritario (non autorevole!!!) è sbagliato. Sono entusiasta nel vedere che in Italia c'è una bella parte di paese che si ribella all'idea che questa situazione sia inevitabile, che vuole cambiare le cose, che aspira ad una situazione dove la serietà torni ad essere una caratteristica dei personaggi pubblici. Sono disperato perchè mi rendo conto che l'opposizione, la sinistra moderata in cui mi riconosco, non ha l'incisività che dovrebbe avere, non ha la determinazione che le servirebbe, e sono disperato perchè vedo tanta parte d'Italia che segue il nostro capo(popolo) con convinzione, quella stessa convinzione che, purtroppo, sono certo che lui abbia.
Silvio Berlusconi è una persona assetata di potere? E' un manigoldo infingardo, ladro, mentitore, arrogante ed egocentrico? Può darsi, non lo escludo.
Silvio Berlusconi è convinto di essere l'unica possibile salvezza per questo paese? Credo di sì. Credo che sia arrivato veramente a convincersi che il suo modo di vedere le cose è quello gisto. Credo che sia anche lui preda dell'illusione che ha usato per convincere tanta gente. Credo che sia anche lui vittima della sua stessa capacità comunicativa e si sia convinto che veramente, come dice e come ha fatto credere ai suoi "seguaci", chi ce l'ha con lui è vittima dell'invidia.
Dice che entro tre anni il suo governo sconfiggerà il cancro... Probabilmente una parte di lui sa che è una promessa che non può mantenere, che è una sparata propagandistica di dimensioni abnormi, che è una (chiamiamola con il suo nome) cazzata galattica. Eppure, una parte di lui, probabilmente, è convinta che se potesse fare le cose come dice lui ci si andrebbe più vicino, che se potesse fare le cose a modo suo l'obbiettivo non sarebbe raggiunto ma di molto avvicinato.
E' un invasato, per questo? Probabilmente sì, vittima della sua stessa suggestione con cui ha affascinato tanti italiani.
Un mio amico è un berlusconiano... Con lui un tempo parlavo tranquillamente di politica perchè, seppure con due visioni fortemente diverse, potevamo confrontarci e discutere serenamente. Non dico che adesso non potremmo più farlo, ma quasi due anni fa ho deciso - dicendoglielo - che con lui non avrei parlato più di politica, perchè è un mio amico e non voglio che la nostra amicizia venga minata irreparabilmente; ho deciso che ci sono argomenti che con lui non tratto più...
Mi spiace, perchè mi piaceva parlare di politica con lui, serenamente e con passione, ed a volte mi chiedo che cosa succederebbe se provassi a ritornare sull'argomento, ma ho paura di quello che potrebbe venirne.
Non è detto che la prossima volta che ci vediamo non provi a tornare sull'argomento, magari i fatti delle ultime settimane hanno colpito anche lui, ma non so...
Lui sarà rappresentante di lista in un seggio per queste elezioni... vedremo se parleremo dell'esito o meno.

Resta che gente come Santoro - di cui non mi piace molto lo stile, sinceramente prefirisco la pacatezza di Floris... - una cosa ce l'hanno, e le intercettazioni telefoniche in cui compare Berlusconi lo dimostrano apertamente (lo dice lo stesso Masi, direttore Rai, per motivare perchè non può intervenire su certa gente): non si inventano le cose. Riportano le notizie, le cose riprese da altre fonti e documentate. Magari azzardano un commento, ma per la maggior parte del tempo, le cose "fastidiose" che dicono sono semplicemente i fatti.
Certi "potenti" non tollerano la verità, perchè li mostra per quello che sono, per questo l'idea di un dato preciso, inequivocabile, incontestabile, li infastidisce: chi basa la sua forza sulla comunicazione e sulla possibilità di convincere che il nero è bianco e viceversa, posto di fronte ad una cosa incontestabile va in crisi perchè vede chiaramente - visto che non è uno stupido - che di fronte all'incontestabilità si può solo provare a convincere che le cose sono diverse, provare senza certezza sull'esito.

Una cosa incontestabile, relativamente alla serata di giovedì, è che un sacco di gente l'ha vista.
Mentre la guardavo io stasera su youtube, ogni frammento circa cinquantamila visualizzazioni al suo attivo (tranne le due parti del monologo di Luttazzi che raggiungevano e superavano le 100.000 visioni). E c'è stata un sacco di gente che ha visto il programma sui media tradizionali: anche stando solo ai dati Auditel (che sminuiscono l'evento ed il dato degli organizzatori... cosa aspettarsi da un sistema di misura obsoleto ed asservito agli scopi di chi lo controlla grazie alla consueta lottizzazione all'italiana!) ci sono stati 1.000.000 - questo vero, non come il milione di Piazza San Giovanni, il milione di eletti che hanno sentito San Silvio promettere la cura del cancro e che la questura di Roma ha, più pragmaticamente, valutato in 150.000 - di spettatori. Più i contatti in diretta web. Più gli ascoltatori alla radio. Più la gente nelle piazze.
Milioni di persone che non vogliono credere ciecamente all'informazione del sistema, che vogliono un'informazione che dice le cose come stanno, milioni di persone che credono che le cose debbano andare diversamente.

Domani ci sono le elezioni regionali... Io ho letto un po' di programmi, mi sono fatto un'idea... forse esprimerò anche una preferenza ad un candidato provinciale.
Mi sono chiesto anche che cosa potrebbe succedere a seguito del problema che si portano dietro alcuni ricorsi contro la candidatura di Vasco Errani in Emilia Romagna (come quelli contro Formigoni in Lombardia), ma non sono un giurista e il problema della ineleggibilità di uno che è stato "governatore" per due mandati consecutivi (secondo una legge del 2004) non credo di poterlo risolvere (non sono in grado di dire se, visto che la legge non sostiene esplicitamente di essere retroattiva, sia corretto o meno non contare - ai fini dei "due mandati consecutivi" - il mandato in corso al momento dell'entrata in vigore della legge) se non chedendomi se certe cose sono una bella idea.
Comunque sia andrò a votare, e martedì mattina, in ufficio, la pagina con gli aggiornamenti sulla situazione sarà sempre in background sul mio PC.

A volte penso che la nostra è una ben povera Italia... A volte ho delle botte di pessimismo, a volte di ottimismo... Spero di avere un piccolo segnale di ottimismo in più nei prossimi giorni, ma per ora non mi faccio troppe illusioni.

mercoledì 3 marzo 2010

I dilettanti allo sbaraglio contro la casalinga di Voghera

In questi giorni di immediato post-presentazione delle liste alle elezioni regionali, i politicanti improvvisati e funzionari di partito senza nessuna idea delle cose del mondo sono protagonisti, ma accanto a loro si siede un dizionario della lingua latina.

I fatti: la "Lista per la Lombardia" del governatore uscente Formigoni è stata esclusa dalla competizione politica nella sua regione per irregolarità sulle firme raccolte e presentate; la lista del PdL è stata esclusa dalla partecipazione alle regionali a Roma e provincia perché (se non ho capito male) la documentazione relativa è stata presentata in ritardo.
In funzione di questo, sta scoppiando il finimondo nella politica: La Russa tuona dicendo che (riporto testualmente dal sito di Repubblica)

"... Non vorrei fare la parte dell'eversivo ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto. ..."

mentre Bondi, ai microfoni del TG1, ieri sera diceva, grosso modo, che l'assenza del partito di maggioranza relativa in una competizione elettorale del genere rappresenta un grave vulnus all'equilibrio politico del paese.

Mmm... vorrei chiedermi se l'emblematica (ed ormai dimenticata) "Casalinga di Voghera" ha la più pallida idea di che diamine significhi "vulnus".
Questa parola (che nel gergo giuridico significa "ferita, offesa; violazione di un diritto") è diventata di gran moda dopo che Minzolini, il direttore del TG1, l'ha usata in un suo (non poco irrituale) editoriale nell'edizione di prima serata della sua testata agli inizio di novembre dell'anno passato.
Nessuno, prima di allora, si sarebbe mai sognato di utilizzarla in un'intervista alla più seguita testata telegiornalistica italiana.

A ben pensarci, considerando la casalinga di Voghera e la sua (certamente assidua!!!) frequentazione del gergo giuridico, non riesco proprio a spiegarmi come mai, prima del passato anno, quella parola non fosse stata usata molto più di frequente...

Mah... io mi concentro sulla forma, ma la sostanza è esplosiva: i dilettanti allo sbaraglio della politica italiana colpiscono ancora... e poi provano a mettere le pezze alle loro idiozie con ricorsi e ricorsini, appellandosi ai giudici (che se non gli daranno ragione saranno sicuramente schierati con la parte avversa, non ligi custodi delle regole...) e tribunali amministrativi.
Sinceramente, mi auguro che l'idiozia venga, per una volta, punita... non sono molto ottimista, ma una speranza bisogna pur averla nella vita, no?

giovedì 25 febbraio 2010

Perchè Sanremo è Sanremo... sempre e comunque

Per l'ennesima conferma della teoria degli "eventi a grappoli", cominciato con una canzone di Sanremo è partita l'infilata e, nel giro di poche ore, ne ho sentito un altro paio.
Pensandoci a mente fredda, il fatto di essere andato avanti e indietro da Bologna con l'autoradio accesa ha aumentato le probabilità di inciampare su uno di quei brani tantissimo... Se a questo, poi, si aggiunge il fatto che mi è partita la curiosità ed un paio li ho anche cercati attivamente su youtube...
Comunque sia, da una prima serie di ascolti, ecco qualche considerazione in ordine sparso che mi sento di fare.

"Italia amore mio"

(Pupo) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro,
nel sentimento che ci unisce, intorno alla nostra famiglia.
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente.
(E. Filiberto) Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura, di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte, il cuore di un'Italia sola,
che oggi più serenamente, si specchia in tutta la sua storia.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

(E. Filiberto) Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla fra le mie braccia.
(Pupo) Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare, a chi ha sofferto veramente.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio

(Pupo) Io credo ancora nel rispetto, nell'onestà di un ideale,
nel sogno chiuso in un cassetto e in un paese più normale.

(E. Filiberto) Sì, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.


Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici - Super Sanremo 2010 (2010)



E questi sono arrivati secondi... cos'è che ho pensato della pluto/democrazia del televoto?
Ok, non riesco a capire come hanno fatto, ma l'ipotesi avanzata da Luciana Littizzetto, domenica sera, del "Principe" che manda gli SMS da dietro le quinte, dopo aver sentito la canzone, acquista improvvisamente un sacco di punti.
Che poi, a leggere bene bene il testo, mi viene da pensare che di testi peggiori ne sono esistiti e ne esisteranno ancora... è che l'interpretazione... l'accostamento tra interpreti e testo...
E sono arrivati secondi... Mah!


"La verità"

Mamma papà ora vi vorrei parlare, solamente dell’amore
l'amore che mi avete dato, per tutta la vita
e dirvi che continuerò a ispirarvi
perché il vostro cuore è immenso
perché il vostro cuore vola
vola sopra le parole
sopra tutte le persone
sopra quella convinzione di avere la verità, la verità.

Padre, ora tienimi la mano
tienila vicino al cuore e potrai sentire che ti amo
e mentre il mondo fa rumore
mentre il mondo può vedere il sole
non voglio più dormire in fondo al mare
chiedo solamente di volare
volare sopra le parole
sopra tutte le persone
sopra quella convinzione di avere la verità

Ora posso amare, ora
ora posso correre e giocare
ora volo sopra le parole
sopra tutte le persone
sopra quella convinzione di avere la verità

Mamma, che ne sanno del dolore
di quello che si può provare
per una disperata decisione
e di quando avevi tu vent'anni
fatti di progetti e sogni in cui desideravi un figlio
che cambiava la tua vita
e che stringevi forte al cuore
e poi vedevi camminare
e lentamente costruire la sua vita con dignità

Ora posso amare, ora
ora posso correre e giocare
ora volo sopra le parole
sopra tutte le persone
sopra quella convinzione di avere la verità

Mamma, papà, un giorno ci rincontreremo
e ci stringeremo forte e faremo tante cose
quando sentirete un brivido che corre sulla vostra pelle
è lì che io sarò presente
la vostra bambina per sempre

Ora posso amare, ora
ora posso correre e giocare
ora volo sopra le parole
sopra tutte le persone
sopra quella convinzione di avere la verità

Ora posso amare, ora, ora.


Povia - Super Sanremo 2010 (2010)



Povia... dunque vediamo: questo qui lo hanno messo in croce per questa canzone...
Qualcuno mi opera la cortesia di spiegarmi perchè?!?!? Ovviamente è una domanda retorica!!!
Ok, potrà non essere sanremese, potrà non essere "cuore-amore", ma ha un testo delicato, gentile. Provocatorio, certo: quel "sopra quella convinzione di avere la verità" ha naturalmente il magico potere di far incazzare come delle pantere chi la verità pensa di averla in esclusiva (e magari deliberamente ignora i risultati delle analisi mediche e scientifiche sul caso specifico che ha ispirato l'autore), ma che questa canzone dovesse per forza subire tutto il putiferio che ci hanno fatto attorno...


"La Cometa di Halley"

Tu vuoi vivere così
per inerzia e per comodità
per qualcosa che non riesco più a capire
e poi ami con tranquillità
come un Dio lontano
che non ha nè problemi
nè miracoli da fare
non capisci che ci ucciderà
questo nostro esistere a metà
che la casa ha i rubinetti da cambiare
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley ferì il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
tu vuoi vivere così
coi vantaggi della civiltà
e pontifichi su ciò che ci fa male
non la vedi la stupidità di una relazione
che non ha francamente neanche un asso da giocare

Non ci credi che ci ucciderà
questo nostro vivere a metà
che la stanza ha le pareti da rifare
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley ferì il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
lasciami da sola
fallo solo per un po'
lascia stare
non pensarci più
lasciami la radio accesa
lasciami cantare
e qualche cosa da mangiare
servirà
ed una notte piangesti
guardando nel cielo
mi disegnasti illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley ferì il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley squarciò il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
eppure un tempo ridevi
e mostrandomi il cielo
mi disegnavi illusioni e possibilità
e la Cometa di Halley squarciò il velo nero
che immaginiamo nasconda la felicità
io ti dico addio
tu mi dici ciao
io ti dico addio
tu mi dici ciao
io ti dico addio
tu mi dici ciao.


Irene Grandi - Super Sanremo 2010 (2010)



Irene Grandi... Su quest'artista non sono mai granchè imparziale... forse dovrei limitarmi a non esprimermi più di tanto, ma a me questa canzone piace.
Gli amori di Sanremo, alla fine, non devono mica per forza essere sempre tutti con il lieto fine: perchè non si dovrebbe poter parlare di una storia che diventa stanca e che perde la poesia dell'inizio? Mi piace l'idea di una canzone che mi ricordi che è sempre importante disegnare illusioni e possibilità nel cielo quando sei con la tua persona speciale...
E poi, si ascolta bene e quel "velo nero che immaginiamo nasconda la felicità" mi piace moltissimo come immagine.
Quello di Irene è un disco che sicuramente cercherò di sentire quando uscirà...


"Ma l'amore no"

Può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l'amore, ma l'amore no

Marzo del 2087
muvole pesanti dentro un cielo assente
il mio pronipote è sulla luna
emigrato per cercar la sua fortuna
sulla Terra resta solo chi non ce la fa
ascoltando tante finte verità

Può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l'amore, ma l'amore no
Anche i prati rinunciano ai fiori
perché i fiori hanno perso i colori
ma l'amore, ma l'amore no

Resta la speranza di cambiare
come la paura di dover restare
mio marito è sempre qui vicino
dice che ritornerà di nuovo il cielo
poi la notte prega per paura che anche Dio
scappi e lasci tutto quanto nell'oblio

Può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l'amore, ma l'amore no
Anche i prati rinunciano ai fiori
perché i fiori hanno perso i colori
ma l'amore, ma l'amore no

E a volte basta che sei qui vicino
a volte basta che ci sei
perché a me basta che sei qui vicino
perché a me basta che ci sei
Il dolore può farci cadere
la speranza potrebbe sparire
ma l'amore, ma l'amore può
far a sorridere ancora
imboccare una strada sicura
sì l'amore, sì l'amore può

Può scoppiare in un attimo il sole
tutto quanto potrebbe finire
ma l'amore, ma l'amore no
Anche i prati rinunciano ai fiori
perché i fiori hanno perso i colori
ma l'amore, ma l'amore no
ma l'amore, ma l'amore...


Arisa - Super Sanremo 2010 (2010)



Divertentissima!
D'accordo, è una canzonetta, ma è una canzonetta di quelle d'altri tempi (a partire dalla musicalità) ed è un divertentissimo esercizio del puro stile "Sanremo": cuore-amore e tanta leggerezza.
Ha un buon ritmo, una melodia graziosissima ed orecchiabile... il potenziale per farne un gradevolissimo tormentone.
Non dico che Arisa sia un genio, ma sa fare canzoni che fanno presa, e mi auguro che questa riesca a farcela!


"Meno male"

La gente non ha voglia di pensare cose - cose negative
la gente vuol godersi in pace le vacanze estive
ci siamo rotti il pacco di sentire che tutto va male
della valanga di brutte notizie al telegiornale
C'è - L'Italia paese di Santi
pochi idraulici e troppe badanti
C'è - l'Italia paese della Liberté
Egalité e del Gioca Giuè!
C'è - l'Italia s'è desta ma
dipende dai punti di vista
C'è - la crisi mondiale che avanza
e i terremotati ancora in vacanza

Meno male che c'è Carla Bruni
Siamo fatti così - Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c'è
io rido... io rido...
ambarabàciccicoccò soldi e coca sul comò

C'è - l'Italia dei video ricatti
c'è - la nonna coi seni rifatti
e vissero tutti felici e contenti
ma disinformati sui fatti
Osama è ancora latitante
l'ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
se sbaglio mi corigerete

Meno male che c'è Carla Bruni
Siamo fatti così - Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c'è
io rido... io rido...

La verità è come il vetro
che è trasparente se non è appannato
per nascondere quello che c'è dietro
basta aprire bocca e dargli fiato!
Carla Bruni... Carla Bruni...

Meno male che c'è Carla Bruni
Siamo fatti così - Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c'è

Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
e sbatte la testa contro il muro
Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
noi ce la prendiamo...


Simone Cristicchi - Super Sanremo 2010 (2010)



Cristicchi è un altro che sa come azzeccare un brano orecchiabile, uno di quelli che potresti aspettarti di sentire in piena estate sparati da metà delle radio in circolazione e questa canzone, che di sanremese non ha assolutamente niente, è un bellissimo esempio.
Dice (generico, impersonale) che la première dame Carlà, che a Sanremo doveva esserci da cantante/ospite assieme a Gino Paoli, ha dato buca all'ultimo a causa del ritornello di questa canzone.
Nel mio mondo ideale di persone intelligenti, questa cosa non è vera e la signora dell'Eliseo, che ha perfettamente capito che era solo un esempio nato da come la sua vita "mediatica" ha il potere di nascondere qualsiasi altra cosa, non si è presentanta per impegni di stato.
Il testo è molto sveglio, e mi piace molto il modo in cui porta quei suoi poderosi affondi contro l'inutilità dell'informazione "Made in Italy" e dell'atteggiamento (spontaneo o indotto, questo non l'ho ancora del tutto capito) di tanta parte della gente che quell'informazione fruisce... Bellissima poi la strofa, che urla "politica italiana", che spiega come è facile nascondere la verità...
Nel testo ci sono quattro mani: quelle di Cristicchi e quelle di un certo Frankie HI-NRG... e si vede tutto!
Spero tanto che questa canzone vada bene e che la gente non si limiti a canticchiarla ma rifletta anche un po' sul testo.

martedì 16 febbraio 2010

Chi è causa del suo mal... biasima gli altri!

Ieri sera ero a casa, all'ora di cena, e guardavo il TG1... non certo un brillante esempio di equilibrio ed equidistanza giornalistica dalla politica, ma a quell'ora quello c'era.
Ovviamente, parte un treno di servizi sui fatti di Via Padova a Milano: un egiziano accoltellato che fa sì che si scateni una vera e propria guerriglia, con danni a cose ed arrestati, politici che fanno la voce grossa ed altri che denunciano il fallimento di questa o quella politica dell'immigrazione.
Oggi leggo che, a quanto pare, il tutto è stato originato da un banale pestone: l'egiziano la pestato un piede ad un centroamericano su un autobus e questo, dopo aver litigato a bordo, lo ha accoltellato per strada, da lì, gente che accorre per capire cosa succede e tafferugli.

Ieri sera, però, mentre sentivo il TG ho notato un aspetto particolare della cosa: tra i vari servizi, uno copriva la manifestazione di un gruppo di milanesi contro il degrado della zona.
Le sciure ed i galantuamini milanesi intervistati si lamentavano del fatto che

"... i negozi sembrano suk, il mercato è diventato un suk... hanno venduto il quartiere a questa gente qui..." (grosso modo, parola più parola meno...)

ed io mi sono chiesto chi era quella terza persona plurale non meglio definita.
Chi sono quelli che "hanno venduto" il quartiere? Ma soprattutto, perchè per quanto mi sforzi non riesco ad immaginare altri se non dei milanesi a farlo?

Voglio dire, la gente si lamenta degli immigrati, ma poi chi li sfrutta, si arricchisce sulle loro spalle, li costringe a condizioni di vita disumane, li "incattivisce", parassita la loro legittima speranza di una vita migliore di quella che si lasciano alle spalle a casa loro è, statisticamente, un italiano: stando ai dati della Polizia, solo in minima percentuale (e per lo più in ambito cinese) chi sfrutta è straniero come lo sfruttato mentre nella maggior parte dei casi sono gli italiani ad alimentare il giro.
Guai, però, a dire che bisognerebbe mettere in galera gli imprenditori che lucrano sul lavoro sottopagato di immigrati, spesso irregolari o che comunque si accontentano di molto meno di quello che prenderebbe un italiano per fare lo stesso lavoro: meglio fare la voce grossa e pretendere le espulsioni!
Non sto dicendo che chi delinque debba essere tollerato: quello che voglio dire è che più che sull'inasprimento delle sanzioni per il reato di immigrazione clandestina, inasprirei (di molto) quelle per il reato di sfruttamento dell'immigrazione!

Ma la gente è fatta così... Si lamenta del fatto che non si fa nulla per rimediare alle proprie stupidagini...
Mi spiace sembrare cinico, a volte, ma quando la gente si lamenta così, mi ricordo sempre che un tempo si diceva che "chi è causa del suo mal"...

giovedì 13 agosto 2009

Oh Madonna!

Infuria, nella cattolicissima Polonia, la polemica sul prossimo concerto di Madonna.

Inaccettabile che si tenga il 15 agosto! tuonano alti prelati ed associazioni cattoliche conservatrici. Anche Walesa si schiera contro il concerto che cade in occasione della più importante festività mariana (l'Assunzione... anche più importante dell'Annunciazione? mah... non mi pronuncio: non sono un esperto in materia...). Blasfema e inconoclasta!

Non sto neppure a fare i complimenti a Miss Ciccone, maestra dell'arte di far parlare di sè (arte abbastanza necessaria se sei un artista pop... eccheddiamine! questa è gente che campa di notorietà ed è giusto che faccia di queste cose: non è una santa, ma un'artista con una lunga carriera alle spalle ed una professionalità mica da ridere), ma mi chiedo: visto che in Polonia, come girano certe cose, lo sanno, perchè non linciano il genio che ha autorizzato il concerto, invece che crocifiggere la cantante?

Giusto una nota che mi viene in mente, per libera associazione con questo discorso: posso chiedere, disperatamente, al mondo (vabbeh, mi accontenterei dell'Italia, San Marino e Vaticano compresi... e lo vedi che sono un utopista?) di smetterla di rompere le balle sulla religione, "ora" compresa?

Ma dico io, è mai possibile che non si possa accettare, in questo nostro bel paese, che magari c'è gente che non vuole fare l'ora di religione ("Insegnamento della religione cattolica", precisiamolo, non di un qualcosa di più generico legato alla religione...) e che è fare pesare la cosa sul suo rendimento scolastico sarebbe una porcata?
Che poi, a voler fare i puntigliosi sulla sentenza del TAR del Lazio che ha fatto scoppiare l'atomica di ieri, i giudici hanno stabilito solo che gli insegnanti di religione non possono prendere parte "a pieno titolo" ai consigli di classe che decidono i punti degli studenti. In pratica, nella stanza ci restano e dicono la loro, solo che quando si tratta di votare se e quanti debiti dare, non possono dire nulla, così, giusto per evitare che un insegnante un po' fanatico voti per dare un punto in meno sistematicamente a tutti gli studenti che non hanno seguito la sua materia (cosa che, magari, sarà anche successo visto che questa sentenza fa seguito ad una serie di ricorsi contro i punteggi attribuiti ad alcuni studenti...).

Io sono agnostico ed anticlericale e, da quando i miei mi hanno lasciato la possibilità di scegliere, ho smesso di fare religione.
Intendiamoci, si fosse trattato di "storia delle religioni" o "religioni comparate", l'avrei anche continuata a seguire, ma era sempre e solo etica cattolica! Nulla in contrario, per carità, ma se preferissi avere una visione più ampia del mondo?
E poi, per cortesia, vogliamo smetterla con la patetica scusa, addotta da qualcuno dei paladini che ha già annunciato che impugnerà la sentenza del TAR, che la componente cattolica è una pietra fondante della storia e cultura italiana?

Con tutto il rispetto possibile, l'etica e la morale cattolica dove stava quando Papi, Vescovi e Cardinali sfornavano figli da far arrivare ad alte cariche politiche? Dove stava quando ricchi e poveracci costringevano figli e figlie ad una carriera religiosa assolutamente priva di ogni traccia di vocazione solo per un calcolo economico o per una distorta visione del concetto di buon nome? Dove stava quando governanti secolari e religiosi combattevano guerre sanguinose per motivi esclusivamente economici e politici, magari nascondendosi dietro il sacro paravento della difesa della religione?

Ok, siamo in Italia e la povera gente si fa il segno della croce quando passa davanti ad una chiesa, ma la povera gente chiede anche a San Gennaro la grazia di un terno al Lotto...

Quanti di quei gesti, che dovrebbero essere segni esteriori di fede interiore, sono sentiti e quanti sono un riflesso condizionato? Quanti, a messa, facendosi il segno della croce e chiedendo perdono perchè hanno "molto peccato" pensano davvero a quello che fanno e dicono e chiedono davvero perdono?
Quanto del sentire cristiano di tanti italiani è frutto di una riflessione ed una consapevole scelta etica e morale e quanto è condizionamento ed educazione forzata?
Ma soprattutto, quanto del fervore cattolico di certa parte della politica è manifestazione personale di una posizione morale profonda e sentita e quanto è esclusivamente calcolo politico?
Tutti saltano sul carro della difesa dei valori della cristianità italiana, quando gli fa comodo, ma poi delle regole religiose se ne fregano... ma di cosa ci si stupisce mai? In fin dei conti se ne fregano anche delle regole della giustizia italiana, della costituzione ed altre analoghe amenità...