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giovedì 4 aprile 2013

La filosofia e Babylon 5

L'Universo parla molte lingue diverse racchiuse in una sola voce. Non parla con la voce dei Narn nè degli Umani nè dei Centauri nè dei Gaim nè dei Mimbari. L'Universo parla con voce di speranza. Parla con voce di fiducia. Parla con voce di forza e con voce di compassione. Parla con la voce del cuore e con la voce dell'anima. Esprime tutto questo con una sola voce. E' la voce dei nostri antenati che parlano attraverso di noi. E la voce dei nostri eredi che aspettano di nascere. E ci par di sentirla questa voce mentre dice "Noi siamo uno". Qualunque siano le nostre origini, a prescindere dalle nostre diversità, a prescidere dalla fede che professiamo: noi siamo uno. Siamo tutti soggetti al dolore, siamo tutti soggetti alla paura, siamo tutti soggetti a un futuro pieno di incognite: noi siamo uno. Figli dello stesso Universo. Figli della stessa causa. Raccogliamo dunque questo messaggio di pace e di rispetto tra i popoli, rendiamoci disponibili l'uno verso l'altro, impariamo ad amarci e a confrontarci. Poichè ogni voce acquisita ci arricchisce e ci nobilita, e ogni voce persa ci immiserisce. Noi siamo la voce dell'Universo, l'essenza della creazione, la fiaccola che illuminerà il percorso verso un futuro migliore. Noi siamo uno. Noi siamo uno.
Dichiarazione dei Principi dell'Alleanza Interstellare
(Babylon 5 - 5x03 - L'inganno dei Drazi / The Paragon of Animals
by J. Michael Straczynski - 1998)

Da qualche tempo sto guardando Babylon 5.
Sono arrivato a metà della quinta stagione e in questa stagione, per quanto a tratti non apprezzi tutte le idee sviluppate dall'autore, sono già incappato in un paio di perle che mi sono piaciute un sacco.
Si tratta di discorsi del personaggio G'Kar, l'ambasciatore dei Narn sulla stazione, un personaggio notevole anche per la sua capacità di diventare un leader carismatico ed illuminato laddove a tratti, specie all'inizio della serie, risultasse spesso un soggetto troppo incline al desiderio di vendetta ed alle macchinazioni.

G'Kar: ... e di conseguenza, sprechiamo troppo tempo nel tentativo di essere seri, come se dovessimo provare che siamo più illuminati e saggi di chiunque altro (ride) ma non saremo liberi finchè non sapremo ridere di noi stessi. Quando ci specchiamo e ci accorgiamo di quanto sia ridicolo il nostro aspetto, una risata è inevitabile, ed è da una risata che deriva la saggezza. La prossima domanda.
Allievo: Cos'è la verità, e cosa è Dio?
G'Kar: Ah... non vorrai davvero che risponda a queste domande?
Allievo: Invece sì, per favore.
G'Kar: (sospira) Se accendo una lampada e la dirigo verso un muro, sul muro apparirà una macchia di luce. La lampada è la ricerca della verità, della comprensione, e troppo spesso crediamo che la luce sul muro sia Dio. Ma la luce non è l'obiettivo della ricerca, è il risultato della ricerca. Più intensa è la ricerca, e più forte è la luce sul muro. E più forte è la luce sul muro, e più grande è il senso di rivelazione che proviamo guardandola. Al contrario, colui che non ricerca la verità, colui che non porta mai con sè una lampada, non vede niente. Mmm... Ciò che percepiamo come Dio, non è altro che il prodotto della nostra ricerca di Dio. Se ci limitassimo a conteplare la luce sul muro, incontaminata come la vediamo, non comprenderemmo che deriva da noi stessi. A volte ci fermiamo di fronte alla luce e presumiamo di essere al centro dell'universo, e che Dio assista inattivo a ciò che facciamo. Oppure ci volgiamo verso la nostra ombra, e crediamo che tutto sia buio. Se cadiamo in questi errori di valutazione, fallisce il nostro scopo, cioè quello di usare la luce per illuminare il muro con tutti i suoi pregi e tutte le sue imperfezioni e di capire meglio il significato del mondo che ci circonda.
Allievo: Erm... Certo, ma... Cos'è la verità, e cos'è Dio?
G'Kar: (ride e sospira) La verità... E' un fiume!
Allievo: Ah! Oh, sì! E che cos'è Dio?
G'Kar: Dio è... la sorgente del fiume.
lezione del "cittadino" G'Kar ad un gruppo di Narn
(Babylon 5 - 5x14 - Addestramento nello spazio / Meditations on the Abyss
by J. Michael Straczynski - 1998)

Questa è forse la mia citazione preferita finora.
G'Kar inizialmente finisce un discorso che mi trova perfettamente d'accordo: saper ridere di sè stessi è, a mio avviso, un grande esempio di saggezza.
Il discorso successivo, sulla ricerca della verità e di Dio, è altrettanto notevole, anche se con passaggi discutibili e con un assunto che mi piacerebbe riuscire a condividere di più.
Il finale, poi, con uno stremato G'Kar che si arrende alle insistenze e da una risposta che sembra quasi scollegata dal complesso discorso fatto in precedenza, è puro genio comico.

Personalmente mi definisco un agnostico, quindi non ho certezze sull'esistenza di Dio - nell'accezione della tradizione giudaico / cristiana - o di un più generico "Ente divino", sulla sua natura e sul ruolo che noi esseri umani abbiano in relazione con esso.
Non ho certezze e non posso fare a meno di invidiare, a tratti, chi ne ha, sia in un senso che nell'altro: credere con assoluta convinzione significa avere una fede - sia essa nell'esistenza di Dio o nella sua assenza poco importa - ed a tratti il mio essere agnostico un po' mi pesa proprio per l'assenza di certezze. Avere una fede deve essere consolante, laddove il regno del dubbio è un regno instabile e privo di grandi punti di riferimento cui ancorarsi affidandocisi completamente.

L'idea che la luce che percepiamo come la presenza o l'essenza di Dio non sia altro che il risultato della nostra ricerca di una qualche forma di divino e che provenga da noi, può implicare il concetto di essenza divina diffuna nell'umanità intera, se non nell'intera creazione, senza per forza dover implicare l'esistenza di una qualche forma definita di divinità "antropomorfa". Concetto interessante e forse ancora più consolante: non esiste un solo Dio, ma esiste la scintilla di divino che splende in tutti noi.
Il problema è che lo stesso discorso potrebbe essere girato diversamente: la percezione di un ente divino è il risultato della nostra illusione che debba esserci, il risultato della nostra ossessiva ricerca di un entità, che ci fornisca risposte che non siamo in grando di darci, che ci porta, in assenza di risultati, a concepirlo per noi stessi... In soldoni, come a dire che Dio altro non è che la più grande creazione dell'uomo.

Non sono concetti nuovi, ma se dovessi dire che ho capito quale sento più mio, probabilmente mentirei, quindi me ne resto senza risposta, continuando ad aggirarmi nel mio limbo privo di certezze e fedi assolute, con la mia irrequieta anima agnostica che si agita ogni volta che percepisce la possibilità di essere definita meglio, per poi ritirarsi sconsolata nel proprio angolo quando capisce che non si può arrivare a nulla di certo.

venerdì 2 marzo 2012

La prima "vittima" di Youtube

Ieri si sono spenti due personaggi famosi per motivi differenti: Lucio Dalla e Germano Mosconi.
Di Dalla si parlerà a lungo, ma di Mosconi, probabilmente, molto meno, ciò nonostante, il sito de La Repubblica ha pubblicato un pezzo sulla cosa... un pezzo che non mi è piaciuto granchè.

Germano Mosconi, per chi non lo sapesse, era un giornalista sportivo veneto assurto agli onori della cronaca web quando erano stati pubblicati, su Youtube, dei suoi fuori onda pieni di imprecazioni.
All'epoca, alcuni miei amici me li avevano fatti scroprire e, per quanto loro trovassero quelle compilation più divertenti di quanto non le trovassi io, erano comunque carine, ed avevano decine di migliaia di visualizzazioni cadauno.
Internet non scorda mai niente - anche se in realtà scorda tutto ad una velocità impressionante - ed ancora oggi quei video continuano ad accumulare visualizzazioni.

Repubblica ha definito Mosconi la "prima vittima di Youtube" e l'articolo che ne parla ricorda come lui fece causa a chi aveva caricato quella roba; poi, però, l'autore si lancia in una filippica sulla dignità di una persona violata da quel comportamento infido di alcuni suoi colleghi che, presi i fuori onda, li pubblicarono online, sulla professionalità dimenticata di un giornalista messo alla berlina dal web, sul fatto che l'imprecazione che suscita tanta ilarità, per un veneto, altro non è che un intercalare, ecc, ecc...

Mosconi, per quanto mi rigurda, aveva tutti i diritti di essere incazzato come una pantera, ma l'autore non ha il diritto di fare la morale all'intero mondo web.

Se ripenso a con che occhi ho sempre guardato io quei video, non ritengo di dover essere catechizzato da nessuno: per me erano momenti di vita vissuta, momenti normali di un giornalista cui non va dritta una cosa e si lascia andare, momenti umani di una persona che le "regole del gioco" vorrebbero sempre inappuntabile davanti alle telecamere, momenti normali per un veneto schietto che, lo sa chiunque senza bisogno di avere maestrini in giro, quando deve dire tre parole ne dice cinque di cui due sono imprecazioni (solitamente anche molto creative e divertenti).
Di Mosconi abbiamo visto la vera umanità più che di tanti altri proprio perchè qualche suo collega aveva deciso di farcela vedere, di farci vedere un professionista serio che si lasciava andare, ma comunque un professionista serio, capace di rigirare lo stesso "lancio" più volte fino a farlo bene.

Non dico che Mosconi sia un eroe dell'epoca della televisione - dove tutti sono di plastica, perfetti ed inappuntabili - incoronato dalla "cultura" del web ma era semplicemente una persona vera guardata, in momenti veri, da persone altrettanto vere... una persona reale in quel mondo finto ed artificiale che è la televisione che arriva a noi, non spiata dai guardoni del web, ma "condivisa" da altre persone normali... e le persone normali ridono della normale verità di altre persone: è normale ridere di un'altra persona a cui qualcosa va storto e si lascia andare, perchè suscitano qualcosa, mentre la plastica asettica non suscita niente.

domenica 18 aprile 2010

Film... ma non solo

Tra ieri ed oggi ho visto tre film in televisione.
Era veramente un sacco di tempo che non guardavo in televisione altro che non fossero telegiornali, la dimostrazione tangibile che la mia vita ha, a tratti, ritmi tanto assurdi da farmi desiderare, di quando in quando, di cercare il freno a mano della mia esistenza.

Ad ogni modo, erano mesi che non guardavo un programma televisivo per intero: non un telefilm nè un film. O meglio, erano mesi che non li guardavo sul supporto che l'aggettivo nel nome presupporrebbe: cose ne ho viste, ma tipicamente su un monitor per PC...

Ieri sera, no: dopo aver visto - in camera sul monitor, manco a dirlo - il film "S. Darko" (su cui non mi esprimerò... mi ha lasciato un po' troppo perplesso... anche se devo dire che anche il precedente "Donnie Darko" mi aveva lasciato con parecchie domande nella testa, compresa la più importante: "Ma mi è piaciuto o no?"), sono passato dalla cucina nel momento in cui, su Italia 1, cominciava un classicone hollywoodiano a cui non riesco a resistere mai: "Twister".

Che cosa in un film come quello riesca sempre ad incatenarmi, rimane per me un mistero insondabile: non è un "disaster movie" nel senso stretto del termine - e, per altro, i disaster movie non sono il "mio genere" nel senso stretto del termine - eppure ha quel non so... sì, insomma: è un catastrofico per modo di dire, che strizza l'occhio con personaggi pseudo-scienziati che si avvicina quasi più alla fantascienza; ha ironia e battute surreali (adoro la scena del "Mucca... Altra mucca") e riesce ad inchiodarmi dove mi trovo in praticamente ogni occasione. Non il solo ad avere queste caratteristiche (effettivamente c'è qualche simile tipo "Armageddon" e "The Core"...), ma lui ha un dono assurdo: probabilmente è quello che, meglio di tutti i suoi fratellini, riesce a farmi restare lì dove mi trovo, anche in piedi, a guardarlo dall'inizio alla fine.

Finito di vedere quello, prima di andare a letto (almeno così credevo), ho cominciato un rapido giro di zapping.
Non l'avessi mai fatto!
Sono capitato su Rai 4 nel bel mezzo di una puntata di "Roma": telefilmone con soldi di mezzo mondo (HBO e BBC in testa con due lire anche della RAI), girato a Cinecittà assolutamente fantastico. Un colossal da un sacco di soldi con scenografie storicamente accurate, costumi fatti che sembrano veri, storie ben strutturate e personaggi con un senso... e dove i grandi eventi della storia che coinvolgono Cesare sono solo lo sfondo per le vicende personali di due disgraziati: un centurione (cittadino romano i cui genitori allevavano cavalli dalle parti di Mutina) ed un legionario (più grosso che sveglio).
Crudo, tanto che Rai 2 lo aveva censurato, a suo tempo (mentre Rai 4 sembra che non lo censuri... finalmente!) eppure ben fatto. Un vero peccato che il progetto di cinque stagioni si sia arenato alla fine della seconda.

A questo punto, il conto delle visioni televisive sarebbe solo di un film ed un telefilm... come si fa ad arrivare a tre film?
Beh, basta fare l'errore di passare dalla cucina a tardo pomeriggio della domenica (incrociando il sempreverde "Men in Black" su Italia 1) e fare zapping su Rai 4, subito dopo cena, pescando l'inizio di "School of Rock"...

Ho, per altro, notato una cosa curiosa: Italia 1, in questo mio computo particolarissimo, è stata sempre prima dell'anno 2000, mentre Rai 4 sempre dopo...
Chissà perchè il quarto canale della TV pubblica, quello che è solo sul digitale terrestre, mi sta sempre più simpatico?

Ad ogni modo, sono riuscito a fuggire dalla televisione quando stava cominciado "Il labirinto del fauno"... ne ho sentito parlare bene, ma non mi stava prendendo granchè quindi sono svicolato.

Incredibilmente televisivo come fine settimana, non c'è che dire, ma la cosa che più mi sorprende è che sia stato così nonostante abbia avuto un sacco da fare (ed abbia prodotto, tra l'altro, il restyle di tutte le carte del gioco "Mutaforma in Tabula" per l'imminente STICCON... decisamente dovrei decidermi a dormire di più...)

domenica 28 marzo 2010

L'ora, youtube, l'Auditel e le elezioni

E' notte fonda.
Stanotte è anche cambiata l'ora... ho visto materialmente scattare in avanti l'orologio di sistema del mio PC e del mio cellulare.
Quando cambia l'ora, di solito, mi piace stare in piedi fino a dopo il fatidico cambio: per me è un modo per annullare il "jet-lag" da cambio; non ne ho mai sofferto, ma andare a letto dopo che l'ora è cambiata ha il grandissimo vantaggio di non farti sentire la differenza, di farti semplicemente dire "Questa notte ho dormito n ore..." senza specificare da quando.

Perchè ho fatto così tardi? Cosa stavo facendo?
Non stavo andando in giro per il settore di Bolarus a respingere la minaccia Remana (riferimento a Star Trek Online, giusto per dovere di cronaca): ero su youtube a guardare i 23 (!!!) pezzi da una decina di minuti l'uno di "Rai per una notte", lo speciale di Santoro che è andato in onda - sul web, via satellite, su alcune emittenti locali in varie parti d'Italia, alla radio ed in molte piazze - questa settimana in piena protesta contro l'idea di una informazione imbavagliata dal potere e schiava.
L'ho vista tutta (ho saltato una decina di minuti "musicali" non di più) e mi sono chiesto se è normale essere tanto fortemente indignati per la condizione del mio paese ed essere, al tempo stesso, tanto fortemente entusiasta e disperato.
Sono indignato perchè in Italia una sola persona detiene un potere enorme, manipola la realtà e le regole a proprio piacimento e riesce a far tacere chi dice che un potere tanto autoritario (non autorevole!!!) è sbagliato. Sono entusiasta nel vedere che in Italia c'è una bella parte di paese che si ribella all'idea che questa situazione sia inevitabile, che vuole cambiare le cose, che aspira ad una situazione dove la serietà torni ad essere una caratteristica dei personaggi pubblici. Sono disperato perchè mi rendo conto che l'opposizione, la sinistra moderata in cui mi riconosco, non ha l'incisività che dovrebbe avere, non ha la determinazione che le servirebbe, e sono disperato perchè vedo tanta parte d'Italia che segue il nostro capo(popolo) con convinzione, quella stessa convinzione che, purtroppo, sono certo che lui abbia.
Silvio Berlusconi è una persona assetata di potere? E' un manigoldo infingardo, ladro, mentitore, arrogante ed egocentrico? Può darsi, non lo escludo.
Silvio Berlusconi è convinto di essere l'unica possibile salvezza per questo paese? Credo di sì. Credo che sia arrivato veramente a convincersi che il suo modo di vedere le cose è quello gisto. Credo che sia anche lui preda dell'illusione che ha usato per convincere tanta gente. Credo che sia anche lui vittima della sua stessa capacità comunicativa e si sia convinto che veramente, come dice e come ha fatto credere ai suoi "seguaci", chi ce l'ha con lui è vittima dell'invidia.
Dice che entro tre anni il suo governo sconfiggerà il cancro... Probabilmente una parte di lui sa che è una promessa che non può mantenere, che è una sparata propagandistica di dimensioni abnormi, che è una (chiamiamola con il suo nome) cazzata galattica. Eppure, una parte di lui, probabilmente, è convinta che se potesse fare le cose come dice lui ci si andrebbe più vicino, che se potesse fare le cose a modo suo l'obbiettivo non sarebbe raggiunto ma di molto avvicinato.
E' un invasato, per questo? Probabilmente sì, vittima della sua stessa suggestione con cui ha affascinato tanti italiani.
Un mio amico è un berlusconiano... Con lui un tempo parlavo tranquillamente di politica perchè, seppure con due visioni fortemente diverse, potevamo confrontarci e discutere serenamente. Non dico che adesso non potremmo più farlo, ma quasi due anni fa ho deciso - dicendoglielo - che con lui non avrei parlato più di politica, perchè è un mio amico e non voglio che la nostra amicizia venga minata irreparabilmente; ho deciso che ci sono argomenti che con lui non tratto più...
Mi spiace, perchè mi piaceva parlare di politica con lui, serenamente e con passione, ed a volte mi chiedo che cosa succederebbe se provassi a ritornare sull'argomento, ma ho paura di quello che potrebbe venirne.
Non è detto che la prossima volta che ci vediamo non provi a tornare sull'argomento, magari i fatti delle ultime settimane hanno colpito anche lui, ma non so...
Lui sarà rappresentante di lista in un seggio per queste elezioni... vedremo se parleremo dell'esito o meno.

Resta che gente come Santoro - di cui non mi piace molto lo stile, sinceramente prefirisco la pacatezza di Floris... - una cosa ce l'hanno, e le intercettazioni telefoniche in cui compare Berlusconi lo dimostrano apertamente (lo dice lo stesso Masi, direttore Rai, per motivare perchè non può intervenire su certa gente): non si inventano le cose. Riportano le notizie, le cose riprese da altre fonti e documentate. Magari azzardano un commento, ma per la maggior parte del tempo, le cose "fastidiose" che dicono sono semplicemente i fatti.
Certi "potenti" non tollerano la verità, perchè li mostra per quello che sono, per questo l'idea di un dato preciso, inequivocabile, incontestabile, li infastidisce: chi basa la sua forza sulla comunicazione e sulla possibilità di convincere che il nero è bianco e viceversa, posto di fronte ad una cosa incontestabile va in crisi perchè vede chiaramente - visto che non è uno stupido - che di fronte all'incontestabilità si può solo provare a convincere che le cose sono diverse, provare senza certezza sull'esito.

Una cosa incontestabile, relativamente alla serata di giovedì, è che un sacco di gente l'ha vista.
Mentre la guardavo io stasera su youtube, ogni frammento circa cinquantamila visualizzazioni al suo attivo (tranne le due parti del monologo di Luttazzi che raggiungevano e superavano le 100.000 visioni). E c'è stata un sacco di gente che ha visto il programma sui media tradizionali: anche stando solo ai dati Auditel (che sminuiscono l'evento ed il dato degli organizzatori... cosa aspettarsi da un sistema di misura obsoleto ed asservito agli scopi di chi lo controlla grazie alla consueta lottizzazione all'italiana!) ci sono stati 1.000.000 - questo vero, non come il milione di Piazza San Giovanni, il milione di eletti che hanno sentito San Silvio promettere la cura del cancro e che la questura di Roma ha, più pragmaticamente, valutato in 150.000 - di spettatori. Più i contatti in diretta web. Più gli ascoltatori alla radio. Più la gente nelle piazze.
Milioni di persone che non vogliono credere ciecamente all'informazione del sistema, che vogliono un'informazione che dice le cose come stanno, milioni di persone che credono che le cose debbano andare diversamente.

Domani ci sono le elezioni regionali... Io ho letto un po' di programmi, mi sono fatto un'idea... forse esprimerò anche una preferenza ad un candidato provinciale.
Mi sono chiesto anche che cosa potrebbe succedere a seguito del problema che si portano dietro alcuni ricorsi contro la candidatura di Vasco Errani in Emilia Romagna (come quelli contro Formigoni in Lombardia), ma non sono un giurista e il problema della ineleggibilità di uno che è stato "governatore" per due mandati consecutivi (secondo una legge del 2004) non credo di poterlo risolvere (non sono in grado di dire se, visto che la legge non sostiene esplicitamente di essere retroattiva, sia corretto o meno non contare - ai fini dei "due mandati consecutivi" - il mandato in corso al momento dell'entrata in vigore della legge) se non chedendomi se certe cose sono una bella idea.
Comunque sia andrò a votare, e martedì mattina, in ufficio, la pagina con gli aggiornamenti sulla situazione sarà sempre in background sul mio PC.

A volte penso che la nostra è una ben povera Italia... A volte ho delle botte di pessimismo, a volte di ottimismo... Spero di avere un piccolo segnale di ottimismo in più nei prossimi giorni, ma per ora non mi faccio troppe illusioni.

mercoledì 3 marzo 2010

I dilettanti allo sbaraglio contro la casalinga di Voghera

In questi giorni di immediato post-presentazione delle liste alle elezioni regionali, i politicanti improvvisati e funzionari di partito senza nessuna idea delle cose del mondo sono protagonisti, ma accanto a loro si siede un dizionario della lingua latina.

I fatti: la "Lista per la Lombardia" del governatore uscente Formigoni è stata esclusa dalla competizione politica nella sua regione per irregolarità sulle firme raccolte e presentate; la lista del PdL è stata esclusa dalla partecipazione alle regionali a Roma e provincia perché (se non ho capito male) la documentazione relativa è stata presentata in ritardo.
In funzione di questo, sta scoppiando il finimondo nella politica: La Russa tuona dicendo che (riporto testualmente dal sito di Repubblica)

"... Non vorrei fare la parte dell'eversivo ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto. ..."

mentre Bondi, ai microfoni del TG1, ieri sera diceva, grosso modo, che l'assenza del partito di maggioranza relativa in una competizione elettorale del genere rappresenta un grave vulnus all'equilibrio politico del paese.

Mmm... vorrei chiedermi se l'emblematica (ed ormai dimenticata) "Casalinga di Voghera" ha la più pallida idea di che diamine significhi "vulnus".
Questa parola (che nel gergo giuridico significa "ferita, offesa; violazione di un diritto") è diventata di gran moda dopo che Minzolini, il direttore del TG1, l'ha usata in un suo (non poco irrituale) editoriale nell'edizione di prima serata della sua testata agli inizio di novembre dell'anno passato.
Nessuno, prima di allora, si sarebbe mai sognato di utilizzarla in un'intervista alla più seguita testata telegiornalistica italiana.

A ben pensarci, considerando la casalinga di Voghera e la sua (certamente assidua!!!) frequentazione del gergo giuridico, non riesco proprio a spiegarmi come mai, prima del passato anno, quella parola non fosse stata usata molto più di frequente...

Mah... io mi concentro sulla forma, ma la sostanza è esplosiva: i dilettanti allo sbaraglio della politica italiana colpiscono ancora... e poi provano a mettere le pezze alle loro idiozie con ricorsi e ricorsini, appellandosi ai giudici (che se non gli daranno ragione saranno sicuramente schierati con la parte avversa, non ligi custodi delle regole...) e tribunali amministrativi.
Sinceramente, mi auguro che l'idiozia venga, per una volta, punita... non sono molto ottimista, ma una speranza bisogna pur averla nella vita, no?

giovedì 6 agosto 2009

Lo stupor mundi e la vita su Marte

Oggi, in pausa pranzo, ho avuto modo di leggere un articoletto, sul giornale, che parlava dell'assegnazione del premio "Gioco dell'anno" avvenuta di recente, come di consuento, in Germania. Il gioco che ha vinto (Dominion) in Italia è pubblicato dalla StuporMundi... leggere quel nome mi ha ricordato Federico II di Svevia, lo "Stupor mundi" per antonomasia.
Curioso come la più improbabile delle cose possa farmi tornare in mente uno dei personaggi storici che ho sempre trovato più interessanti.
La mia testa, spesso va per la sua strada, e - a dirla tutta - spesso non mi dispiace affatto: quando dal grande ricettacolo delle informazioni utili che ho tra le orecchie viene fuori un ricordo interessante, rivaluto l'utilità dell'archivio che mi porto appresso.

Dopo queste considerazioni, una nota sulla mia serata.

Stasera sono rimasto a casa, con le batterie da ricarcare data la settimana lavorativa che volge al termine e dato il week-end chilometrico che mi attende.
Sono rimasto a casa e, proprio perchè la tensione era bassa, ho guardato la TV; telefilm, in particolare.
Mamma Rai in prima serata non si sbilancia a mettere una prima visione neanche se prendi a bastonate il palinsestista: sarà che l'idea delle prime TV che passa Mediaset fa paura a certi funzionari che non vogliono perdere il posto, ma resta che, lo slot più appetibile è costellato di repliche. Qualcosa di interessante, però, per i volenterosi che hanno la pazienza di arrivarci, si trova se si arriva a gustare l'inglese Life on Mars.
Non ci si faccia trarre in inganno: il titolo è un riferimento all'omonima canzone e la fantascienza, con questa serie, non è che c'entri molto... forse... chissà...
Niente spoiler alert per un motivo, sia chiaro: io per primo non l'ho ancora vista tutta, quindi lascio a chi vuole saperne di più il procurarsi le informazioni del caso.
Resta il fatto che, la puntata che ho visto questa sera, mi ha fatto tornare in mente l'ignoranza cronica di certi discutibili soggetti dall'allineamento politico pseudo-nazional-socialista di cui si possono leggere, a volte, le invettive sui muri di qualche palazzo o sulla porta di qualche bagno pubblico (cosa, quest'ultima, peraltro capitatami realmente in quel di Genova...).
Questi simpaticoni, ancora oggi, a volte tirano fuori concetti un po' demodè quali quello di "Razza Ariana".
Questi soggetti discutibili, se fossero un po' più documentati su quello di cui parlano, saprebbero che il concetto di "Razza" è alquanto superato (anche se sicuramente troverebbero modo di affermare che il superamento di quel concetto è chiaramente l'opera di esponenti di razze inferiori) e che la loro cara "Razza Ariana", secondo la loro idea di superiore ed inferiore, andrebbe a collocarsi più tra le ultime che non tra le prime.
Pensandoci bene, a volte, l'ignoranza sa generare momenti di pura, ed involontaria, comicità...

martedì 10 febbraio 2009

Gli amici che non hai e la non selezione innaturale

Sono diversi giorni, ormai, che l'Italia parla quasi solo di una persona e credo che ieri sera ogni fonte di informazione (mah...) abbia "banchettato" di una sola notizia: una morte.

Tutti hanno voluto dire la loro, far proclami, lanciare anatemi... qualcuno ha dimostrato che ci sono cose intollerabili per certe persone, prima fra tutte, perdere... altri hanno ribadito il concetto che, se l'arbitro ha già fischiato tre volte, cambiare le regole del gioco non cambierà il risultato di quella partita.
Molti hanno detto tutto ed il contrario di tutto. Qualcuno ha avuto il buon senso di stare zitto... ma putroppo sempre troppo pochi.
La cosa che più mi ha dato fastidio, è che tutti sono diventati amici di una persona che non li ha mai conosciuti.

Il nome delle cose è importante, ed ancora di più lo è il nome delle persone, tanto che, a mio avviso, agire con cattiveria su un nome è un chiaro segno di disprezzo della persona... ma ci può essere altro oltre la cattiveria.

Bene o male, credo che tutti abbiano proprietà del concetto che una persona trae identità anche dal proprio nome, e mancare di rispetto al nome è un mancare di rispetto alla persona.
Io posso rivolgermi tranquillamente a qualcuno usando un diminutivo, un vezzeggiativo o un soprannome se sono in confidenza con quella persona, se mi autorizza o se è un personaggio pubblico ed uso il suo "nome di battaglia". Se mancano queste condizioni, usare un soprannome dimostra arroganza, forse, se non addirittura esplicito disprezzo o mancanza di riconoscimento della significatività altrui.

Al che mi chiedo, che diritto aveva, tutta quella gente, di dare del tu ad una persona che non ha mai conosciuto? Di usare dei soprannomi che, magari, neppure i suoi amici usavano?
Tutti questi "amici", che senso avevano? Che senso hanno gli amici che non hai e che magari neppure vorresti?
Eppure succede continuamente: qualcuno si comporta come se conoscesse una persona da sempre, pur non avendola mai vista nè conosciuta... E' l'assurdo quotidiano, sempre più quotidiano, di un'epoca come la nostra in cui "esserci" è più importante financo del motivo per cui uno dovrebbe esserci.

A parte questi sconosciuti amici, quelli che non hanno una vita vera e cercando di entrare in quelle degli altri, i benpensanti, i malpensanti, i paladini, i crociati, i sofferenti, i martiri, i calcolatori che usano tutto e tutti, gli sciacalli ideologici e tutto quello che, più o meno inutilmente - ed a tratti, per me, anche disgustosamente - è girato attorno alla vicenda, ogni tanto qualcuno ha provato timidamente a sollevare un angolo della coperta che è il vero problema, ma mi è capitato di sentire nessuno che affrontasse veramente la questione dicendo le cose come stanno.
Una persona ha scatenato un putiferio, secondo qualcuno, ma in realtà il problema non era lei, ma bensì la fine della selezione naturale.

Tutto quello che è successo, e non è successo, in questi giorni è stato legato ad una persona che è morta dopo essere rimasta in vita (almeno fisiologicamente) a lungo... forse, troppo a lungo.
Questa persona ha subito un danno fisico, quasi vent'anni fa, e la medicina ha fatto in modo che rimanesse in vita... Se un evento analogo si fosse verificato venti anni prima, neppure una nota di questo surreale can can sarebbe stata suonata: i danni subiti da quella persona sarebbero stati fatali e si sarebbe rapidamente spenta, senza santi e diavoli dell'informazione a ballare attorno al suo letto.

Io più di una volta ho pensato, e sostenuto apertamente, che la nostra specie ha avuto la "brillante" pensata di prendere la selezione naturale e defenestrarla con lo sviluppo della scienza medica.
A volte è un bene, non dico di no, e dobbiamo essere grati all'ingegno della nostra specie (senza medicina, probabilmente, io stesso non sarei qui ora: forse, un secolo fa, senza gli antipiretici sarei morto a causa della febbre alta portata dal morbillo quando ero piccolo), ma a volte sembra essere l'idea peggiore che i nostri predecessori potessero avere.
Il passato recente, ed il futuro, non evoluzionistico della nostra razza (che, per altro, credo siano una considerazione che anche altri, più autorevoli di me, hanno formulato e che, forse, anche il buon Darwin sarebbe costretto a riconoscere), però, non arriverebbe ad avere ripercussioni tanto forti sulla nostra società se non fosse per la surreale gestione delle informazioni e per la mancanza di parallelismo tra l'evoluzione tecnica e culturale della nostra forma di vita.

Il problema vero, in un caso come questo, probabilmente non è che la medicina ci ha consentito di garantire la sopravvivenza (ed, a volte, la riproduzione) a soggetti che avrebbero dovuto essere un ramo estinto, non vincente, della nostra genealogia genetica, ma il fatto che la nostra concezione culturale della nostra specie non si è evoluta rapidamente come la nostra conoscenza del mondo.

In buona parte del mondo, le convinzioni culturali ed etiche della maggioranza della popolazione non si discostano molto da quello che era il set morale e culturale di mille/millecinquecento anni fa, e poco importa che il nostro livello tecnologico ci renda paragonabili a quelli che i nostri noi stessi dell'epoca avrebbero considerato maghi, angeli, santi, diavoli o dei.
Abbiamo raggiunto il potere, abbiamo allargato i nostri orizzonti, eppure, non abbiamo ancora cambiato modo di navigare... non so se ho ragione o meno, ma ho sempre più spesso il sospetto che questo scenario non sia l'apice della saggezza che la nostra specie può esprimere.

mercoledì 8 ottobre 2008

Una maratona molto particolare

Il cervello umano sa essere assurdo: basta una parola per far scattare una scintilla ed inchiodarti in testa un pensiero.

A me è capitato, ultimamente, con un riferimento al progetto di super-maratona della RAI: una maratona non stop per la lettura integrale della Bibbia.
E' cominciata domenica, e purtroppo (per quanto sia agnostico, il testo è comunque interessante) mi sono perso l'avvio, ma sentire parlare di questo progetto mi ha inchiodato in testa una canzone sul tema.
D'accordo, non molto politicamente corretta, ma pur sempre sul tema.

"La Genesi"

Una canzone molto più seria e più impegnata, oserei dire impegnatissima, una canzone che a me è stata inspirata - a me succede poche volte - però questa canzone mi è stata inspirata direttamente dall'alto. Ero lì nel mio candido lettino... e ho sentito una voce che diceva "Francesco", dico "soccia, ma chi è?"... dico "uh?", diceeeeee "svegliati sono il tuo Dio." e allora così, in questo modo sollecitato, ho pensato di fare un'opera musicale colossale e mettere in musica l'Antico Testamento. Per ora sono riuscito a fare soltanto la Genesi... che è la vera storia della creazione del mondo.

Per capire la nostra storia
Bisogna farsi ad un tempo remoto.
C'era un vecchio con la barba bianca:
Lui, la sua barba, ed il resto era vuoto.

Voi capirete che in tale frangente
Quel vecchio solo lassù si annoiava.
Si aggiunga a questo che inspiegabilmente
Nessuno aveva la tivù inventata.

Beh, poco male, pensò il vecchio un giorno:
A questo affare ci penserò io.
Sembra impossibil ma in roba del genere,
Modestia a parte, ci so far da Dio.

Dixit. Ma poi toccò un filo scoperto,
Prese la scossa, ci fu un gran boato.
Come tivù non valeva un bel niente
Ma l'Universo era stato creato.

Come son bravo che a tempo perso
Ti ho creato l'Universo!
Non mi sembra per niente male.
Sono davvero un tipo geniale!
Zitto, Lucifero, non disturbare,
Non stare sempre qui a criticare!
Beh, sì, lo ammetto, sarà un po' buio,
Ma non dir più che non si vede un tubo!

Che sono parolacce che non sopporto! - disse il vecchio a Lucifero - E poi se c'è una cosa e un'altra che non posso sopportare sono i criticoni: fattelo te l'Universo se sei capace! Che me at dig un quel... disse il ve'... era di antica origine modenese da parte di madre il vecchio. Io parlo chiaro: pane al pane, vino al vino, anzi vin santo al vin santo. Sono buono e bravo ma se mi prendono i cinque secoli me at sbat a l'inferen com'è vero Dio!

Ma poi volando sull'acqua stagnante
E sopra i mari di quell'Universo,
Mentre pensava se stesso pensante
In mezzo a quel buio si sentì un po' perso.

Sbattè le gambe su un mucchio di ghiaia
Dopo una tragica caduta in mare.
Quando andò a sbattere sull'Himalaya
Il colpo gli fece persino un po' male.

Fece crollare anche un gran continente
Soltanto urtandolo un poco col piede.
Si consolò che non c'era ancor gente
E che non gli era venuto poi bene.

Ma quando il buio gli fece impressione
Disse, facendosi in viso un po' truce:
Diavol d'un angelo, avevi ragione.
Si chiami l'Enel, sia fatta la luce!

Commutatori, trasformatori,
Dighe idroelettriche e isolatori,
Turbine, dinamo e transistori
Per mille impianti di riflettori;
Albe ed aurore fin boreali,
Giorni e tramonti fin tropicali.
Fate mò bene che non bado a spese,
Tanto ho lo sconto alla fine del mese.

Te Lucifero non ti devi preoccupare come faccio io ad avere lo sconto alla fine del mese. Ma cosa vuol dire corruzione, una mano lava l'altra come si dice; vuoi che uno nella mia posizione non conosca nessuno, però intanto ragazzi andateci piano perché la bolletta la portano a me. M'avete lasciato accesa la luce al polo per sei mesi, sei mesi, no, sei mesi! Grazie che c'era freddo, i surgelati li debbo pur tenere da qualche parte. Adesso la tenete spenta sei mesi come... e quei ragazzi lì, come si chiamano quei ragazzini che vanno in giro con quella cosa, aureola si chiama, no no, nom am pies menga, no no no ragazzi quelle cose li, io vi invento il peccato in superbia e vi frego tutti eh, adesso ve lo dico bisogna guadagnarsele... a parte il fatto che non mi adorate abbastanza, no no no Lucifero, è inutile che tu mi chiedi scusa: adorare significa non dovere mai dire mi dispiace!
Voi, ecco, io vi do ogni dieci atti di adorazione... vi do un buono, ogni dieci buoni voi mandate la cartolina che il 6 di gennaio ci ho poi tutta un'altra idea in testa... facciamo Aureolissima che è una festa bella. Piuttosto Lucifero, non sgamare... vieni qua ragazzo, com'è mi hanno detto che hai stampato un libro "Il Libretto Rosso dei Pensieri di..." oh bella roba il libretto rosso dei pensieri di Lucifero. Ragazzi mi piace... ma cosa vuol dire di sinistra, di sinistra... non sono socialdemocratico anch'io? avanti al centro contro gli opposti estremismi! ... eh ma, ... no no no, non ci siamo mica qua, se c'è uno che può pensare anzitutto sono io... e non tirare in mica ballo mio figlio - quel capellone - con tutti i sacrifici che ho fatto, per me lui lì finisce male ah me, me a tal deg... finisce male. Attento che te e lui, io ho delle soluzioni per voi che non vi piaceranno, per Dio, e non guardarmi male che qui dentro "per Dio" lo dico come e quando mi pare!

Ma fatta la luce ci vide più chiaro:
Là nello spazio girava una palla.
Restò pensoso, e gli parve un po' strano;
Ma scosse il capo: chi non fa non falla.

Rise Lucifero stringendo l'occhio
Quando lui e gli angeli furon da soli.
"Guarda che roba! Si vede che è vecchio:
L'ha fatto tutto schiacciato sui poli!"

Per riempire 'sto bell'ambiente
Voglio metterci tante piante.
Forza, Lucifero, datti da fare:
Ordina semi, concime e trattore.
Voglio un giardino senza uguali,
Voglio riempirlo con degli animali!
Ma cosa fa 'sto cane che ho appena creato?
Boia d'un Giuda! M'ha morsicato!

Piuttosto fallo vedere da un veterinario che non vorrei aver creato anche la rabbia, gia così... cos'è che non ho creato? Lo sapevo: l'uomo non ho creato! Grazie, mi fate sempre fare tutto a me, mi tocca sempre fare! Qua se non ci sono io che penso a tutto... va beh nessuno è perfetto, sì lo so che sono l'Essere Perfettissimo Creatore e Signore. Grazie! adesso ti trasformo in serpente così impari, striscia mò lì! viuscia via!
E portarono al vecchio quello che c'era rimasto... c'era un po' di formaggio e due scatolette di Simmenthal, cioè lui li mise assieme e...

Prese un poco di argilla rossa,
Fece la carne, fece le ossa,
Ci sputò sopra, ci fu un gran tuono,
Ed è in quel modo che è nato l'uomo.

Era un venerdì 13 dell'anno zero del Paradiso.

Francesco Guccini - Opera buffa (1973)

lunedì 11 agosto 2008

L'estate e le sue immagini

Ogni stagione ha le sue immagini, i suoi colori, i suoi toni...
L'estate non fa eccezione, ovviamente, e se provo a pensare a quale sia la sua immagine, non riesco ad evitare di figurarmi due fotogrammi televisivi.

Non si tratta di fotogrammi dagli immancabili film "balneari" ("Sapore di sale" su tutti), nè dei grandi classici in bianco e nero che sembra quasi sotto i trenta gradi all'ombra non possono essere trasmessi ("L'audace colpo dei soliti ignoti", "Siamo uomini o caporali?", giusto per fare due titoli); no, si tratta di due pubblicità: i "Pennelli Cinghiale" e la "Cedrata Tassoni".

Mi viene da parafrasare una battuta da "Sliding doors": "Tutti sanno i testi di quegli spot: vengono trasmessi ai feti attraverso il liquido amniotico"...

- Ma cosa fa con quell'arnese? Ostacola il traffico!
- Devo dipingere una parte grande, ci vuole un pennello grande!
- Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello: Cinghiale!
-- Cinghiale, la grande marca! --


Non so... Quella Milano (il caschetto del vigile sembrava più quello di un poliziotto di Londra, ma tant'è...), che poi è una non-città visto che di Milano non si vede praticamente nulla, non esiste più da quasi vent'anni, come testimoniato dalle auto sullo sfondo, eppure... eppure è lo spot che ti fa capire che è agosto, che è il mese dei piccoli ritocchi in casa, il mese in cui i padri di famiglia, che siano operai o impiegati spesso poco cambia, si fanno artefici di mirabili opere di bricolage, decidendo che gli infissi vanno scartavetrati e ri-laccati o che è il momento di reimbiancare il salotto.

- Quante cose al mondo puoi fare?
Costruire, inventare...
Ma trova un minuto per me!
-- Per voi e per gli amici... Tassoni! --


E che cosa ci si può aspettare per placare la sete dovuta al gran caldo?
Sì, le birre ci provano, ma quelle vanno bene per il muratore, l'idraulico, l'imbianchino (anche improvvisati), ma per chi ha veramente sete a causa del caldo ci vuole qualcosa di non alcolico, e cosa meglio di una bevanda gassata non dolcissima?

E' l'estate: i suoi riti e le sue manie e quel suo continuo tornare agli anni 80.

Non so se la nuova generazione di padri di famiglia andrà a compare i pennelli e la pittura per reimbiancare o se opterà per altre soluzioni (io per primo non so se, quando sarà il momento di avere una casa mia, sarò il tipo da farlo), nè so se qualcuno continuerà ad ordinare cedrate (beh, su quello io sono più il tipo da farlo... e poi, qualcuno che beva una "Bicicletta" si trova sempre...) ma il fatto che quelle pubblicità perdurino e non tramontino mai, che quelle aziende e quei marchi che ci sono sempre stati, per quanto ricordi, ci siano ancora, da una speranza: tutto cambia, ma c'è sempre qualcosa o qualcuno pronto a darti una mano, a rassicurarti con una piccola ancora da mollare nel mare degli anni che corrono via e che ti portano sempre qualcosa di nuovo.

Ho deciso!
Questa sera, mentre tornerò a casa, visto che devo fermarmi a fare un minimo di spesa, nel supermercato le vado a prendere sei bottigliette di cedrata, le compro e me le porto a casa... e le bevo alla salute del mondo che cambia... per fortuna, non del tutto.

lunedì 4 agosto 2008

Nessuno si aspetta l'inquisizione spagnola!

Sono a casa da solo, è un lunedì sera e già un'ora fa avevo pensato di andare a letto, ma alla fine mi sono messo davanti al computer... cose che capitano... che faccio incredibilmente spesso.
C'è da dire che, ogni tanto, questa cosa porta qualcosa di buono (oltre a qualche pagina di tabelle per un gioco di ruolo di fantascienza o fantasy o qualche paginata di email) e questa sera è una di quelle volte.

Ho fatto una cosa banale: ho acceso la tv, e Canale5 era l'unico canale su cui ci fosse un qualcosa che potesse avere un senso, ossia un film: Spanglish (un film del 2004 in prima visione... se ha senso che una prima visione abbia già quattro anni... mah!).
Ho pensato che dovesse essere iniziato già da un po'... a dirla tutta, credevo che fosse ormai alla fine: erano già le undici!
Peccato che, alla prima pausa pubblicitaria sia apparso un cartello con su scritto "FINE PRIMO TEMPO".

"Primo tempo"!?!?!? Scherziamo o diciamo sul serio???
Resta che mi sono fermato a guardarlo... Non era poi malaccio: mi ha trattenuto la presenza di Adam Sandler nel cast, ma anche se non era una delle sue solite commedie, si lasciava guardare. Un film sentimentale, ma non male.

Finito quello, faccio per annaffiare le piante di mia madre in balcone, quindi torno dentro e vedo che è cominciato un altro film: Sliding doors.

Se c'era un modo per evitare che io andassi a letto, l'ho proprio preso al volo: io non riesco a "rifiutare" Sliding doors.
Sì, non ho problemi ad ammetterlo: non riesco a dire di no a quel film ed in generale i film sentimentali mi piacciono... e le commedie sentimentali mi piacciono anche di più.

Non so come sia possibile che Sliding doors mi piaccia tanto, probabilmente perchè è un ben bilanciato mix di film sentimentale, di commedia e di film "fantastico": un intero film che gira attorno ad un "what-if?", tenuto in piedi in modo mirabile dagli "incroci" della protagonista con se stessa ed il rimpallare tra le due linee temporali.
Il fatto che mi piacciano molto anche i due protagonisti, poi, non fa altro che rincarare la dose...

Oh, intendiamoci, nonostante ogni volta che la veda non riesca ad evitarlo, non penso che sia un film ingiustamente privato del premio Oscar, ma a me piace, tutto qua... In fin dei conti non è quella la cosa più importante?

mercoledì 18 giugno 2008

Plantae et circenses

Domenica sono andato a Genova in giornata, giusto per non perdere le buone vecchie abitudini, e facendo un giro alla Fiumara con Fhede siamo entrati da Sanguinetti (un posto che definire una cartoleria è decisamente riduttivo). Mentre giravamo per gli scaffali, ci siamo imbattuti in un espositore di vasetti con, ognuno, un fagiolo con su scritto qualcosa. "Coltiva un pensiero", il nome del prodotto, che una volta piantato ed adeguatamente annaffiato, produce una pianta di fagioli con la scritta che era sul fagiolo riportata su un paio di "foglie".
Non riuscivo a spiegarmi come una semplice incisione e colorazione del fagiolo potesse avere un'effetto del genere, e mi sono messo a fare delle ricerche (lo so, è assurdo farsi domande del genere, ma d'altronde...) scoprendo così che il fagiolo è una pianta che viola il primo principio che ti insegnano quando ti spiegano come crescono le piante alle elementari: il fagiolo (seme), quando genera le radici verso il basso, viene portato dalla crescita di queste al di fuori del terreno (invece che starsene sotto terra e sviluppare radici verso il basso e pianta verso la superficie) per poi "schiudersi" definitivamente e far sviluppare la pianta anche verso l'alto, dove cercherà appoggi da buon rampicante qual'è. Ecco quindi svelato l'arcano: il fagiolo cresciuto riporta la scritta sulle "foglie" perchè quelle foglie altro non sono che il fagiolo-seme che era stato scritto...

Fin qui, una bella scoperta che si potrebbe tranquillamente classificare tra le cose inutili di cui la mia testa straborda, se non fosse che, mentre cercavo informazioni sulla cosa, mi sono imbattuto in un'altra cosa altrettanto bizzarra e che sembra vada di moda (mah...): portachiavi-minipianta.
Si tratta, in pratica, di piccoli cilindretti trasparenti al cui interno si trova una minuscola pianticella con un'infima quantità di terriccio. A quanto pare, il cilindretto ha dei fori tramite i quali si può annaffiare la piantina (si poggia in un piattino d'acqua per qualche minuto al dì) fino a che non viene il momento di travarsa in un vaso più grande e lasciarla libera di crescere alla piena dignità di quella pianta grassa che è (infatti non è un bonsai: nasce con l'obiettivo di crescere tranquillamente).
Nulla di sconvolgente dal punto di vista "tecnico", in fin dei conti è tutto sommato quello che mia madre fa regolarmente quando si procura un rametto di una pianta e la fa diventare una pianta completa (da qualcuno devo non aver ereditato il pollice verde), è curiosa l'idea del portachiavi, ma che ci sia un decente tasso di sopravvivenza delle piantine non mi stupirebbe: si tratta di piante grasse, roba tosta che non si fa mica tanti problemi.

Il fantastico mondo delle piante e dei fiori, alla fine, ritorna anche nella cronaca, più o meno direttamente, sia a livello nazionale che a livello locale.

A livello locale perchè hanno cominciato a circolare le prime simulazioni su come l'architetto Botta propone di ripensare Piazza Roma, sostituendo il piazzale adibito a parcheggio con un'isola pedonale verde... In pratica un bel prato, di fronte all'Accademia, dove il monumento a Menotti si innalzi sulla distesa erbosa e dove (se i necessari accordi arriveranno a compimento) i cadetti si esibiscano, un paio di volte al giorno, in un cambio della guardia.
Ah, ed ovviamente, annesso sito archeologico per visionare le mura romane che hanno ritrovato un paio d'anni fa.
L'idea non mi dispiace, e sinceramente, questo architetto svizzero potrebbe anche candidarsi ad un avvicinamento, nelle mie (non numerose) simpatie relative agli archietti moderni/contemporanei, a Lloyd Wright.

Per quanto riguarda le piante che tornano a livello di cronaca nazionale... beh ci tornano perchè su tutte le prime pagine non si fa altro che parlare di Olanda da un paio di giorni. Non per questioni di politica internazionale, ovviamente, ma per semplici motivi calcistici.
Sia chiaro, io non sono uno che segue regolarmente il calcio (anzi seguo poco gli sport in generale, anche se non disdegno un gran premio di Formula1 o del Motomondiale), ma la nazionale la seguo. Ovviamente, anche se poi forse tanto ovvio non è, cerco di ricordarmi che non sono un esperto di calcio e che quelli che si improvvisano CT da bar sono piuttosto molesti, ma è inevitabile che, qualche commento, scappi anche a me.
Tutti non fanno altro che parlare della bella prestazione della nostra nazionale di ieri (che ha mandato a casuccia loro i cugini transalpini guidati da quel simpaticone di Domenech) e della lezione di correttezza data dalla non-biscottara Olanda.
Della nazionale dei paesi bassi, se devo essere sincero, ho apprezzato il gioco, la velocità e l'impressionante colpo d'occhio che i suoi tifosi sanno generare in uno stadio. Sarà che il colore delle maglie (che, tra l'altro, mi sembra cambi piuttosto di rado rimanendo sempre della stessa tonalità di arancio e con sempre pochi fronzoli) aiuta, ma sanno essere veramente una marea arancione, tutti uniformi e tutti compatti... I nostri supporter sono molto più variegati (con una maglia della nazionale nuova ogni anno o due, mi stupirei del contrario) e per questo molto meno "notevoli".
Al di là dell'impressione ottica, comunque, mi è piaciuta anche la nostra nazionale, ieri sera, che finalmente ha messo più testa, cuore e gambe in quello che faceva. Spiace per Toni, ancora a digiuno di goal nonostante abbia meritato, ma fa tanto piacere per Donadoni... Riuscirà a non essere più costantemente a rischio, ora che ha passato il primo turno?
Ovviamente no, ma in fin dei conti ci sta: noi italiani siamo così (purtroppo) ed i nostri giornalisti sportivi non potrebbero essere da meno.

Una cosa molto interessante da notare è che i notiziari, bene o male, sono chiusi per Europei: le notizie su quello che accade nel mondo ed in casa nostra (con il nostro innefabile premier, ed i suoi side-kick di governo, che ne combina una meglio dell'altra ogni giorno) filtrano a mala pena tra i commenti degli esperti della palla pezzata.
Per carità, ci sta tutto: qualche buona notizia dal rettangolo erboso è sicuramente meglio che qualche brutta notizia dall'emiciclo parlamentare... Sinceramente, chi si lamenta per come sono strutturati i TG ed i giornali, forse, dovrebbe ricordare dove sta... e chiedersi se altrove non è la stessa cosa.
Alla vigilia del "derby" Francia - Italia, il Cavaliere ed il Sarcò hanno lanciato, ognuno a casa sua, alcune belle trovate, probabilmente certi che l'attenzione di tutti fosse presa da altro (e anche certi di avere i numeri parlamentari per fare un po' quello che gli pare...), quindi viene da pensare, ancora una volta, che alla fine tutto il mondo è paese.
I politicanti, un po' ovunque, lo sanno come funziona e sanno bene che, in fin dei conti, siamo tutti un po' antichi romani: all'epoca dei cesari ci si distraeva, per dirla con Giovenale, con "Panem et circenses"... Ora che il pane costa troppo, ci accontentiamo dei "circenses"... E poco importa chi è l'imperatore sulle monete...

domenica 2 dicembre 2007

Il risveglio delle tenebre

Giovedì sera, quando ero a Genova, sono andato al cinema con la mia Fhede.
Siamo andati a vedere "Il risveglio delle tenebre" e mi è piaciuto.
Il film è un fantasy un po' particolare che mischia un po' di idee, ma non è sviluppato male.
Carino... Non lo definirei il nuovo "Signore degli Anelli", ma comunque caruccio.

Tra le perle più notevoli del film, quasi sicuramente, metterei l'interpretazione di Christopher Eccleston che interpreta "Il Cavaliere".
Eccleston è un genio scoppiato: è stato il nono "Doctor Who" e, con la sua capacità di assumere a comando un'espressione completamente aliena ed alienata, è assolutamente incredibile.
Non sono riuscito a trattanermi quando, con la faccia tipica de "Il Dottore" compare nel film interpretando "Il Dottore", il medico del paese in cui si svolge la vicenda che, per caso o per scelta, non ha un nome di battesimo.

A parte Eccleston, comunque, pregevoli alcune idee presenti nel film anche se, volendo, un venti minuti in più per dettagliare meglio alcuni aspetti della vicenda ci potevano stare, ma anche così è un gradevole passatempo: non una mattonata intellettualoide, ma un gradevole filmetto "fantasy" con uno scontro tra il bene ed il male senza troppe pretese. Un film caruccio che passa bene e che si lascia guardare senza la pretesa di essere un capolavoro, ma che alla fine ha comunque il suo bel perchè.

domenica 11 novembre 2007

Che tempo che fa!

Mi piace il programma di Fazio, mi piace veramente parecchio, ma uno dei momenti che più prediligo di quel programma è l'intervento settimanale di Luciana Littizzetto.
Ho visto la puntata di oggi ed ho realizzato, per l'ennesima volta, che quei minuti di pura ilarità sono un vero e proprio momento di esaltazione: molto di quello che lei dice è quello che a me capita di pensare settimanalmente. Certo, non tutto, però...
Ogni volta che, nel suo pezzo, la Littizzetto tira una sciabolata a qualcuno è uno dei bersagli cui punterei anche io se fossi nella sua stessa posizione.
E' incredibile... veramente incredibile quanto azzeccati siano i suoi commenti.
Oggi, per esempio, ha tirato una sciabolata fenomenale a quelle persone che seguono, quasi morbosamente, i processi del "Caso giudiziario" di turno.
Approvo, approvo, fortissimamente approvo!
A che cosa serve quel tipo di comportamento? A che pro seguire cosi' le vicissitudini giudiziare di qualcuno? Possibile che certe persone non abbiano una "vita vera" che richieda loro tempo ed attenzioni tanto da superare, in importanza, quel discutibile hobby?
Non ho una risposta, e tra l'altro oggi sono troppo stanco per provare a cercarne una, so solo che la Littizzetto ha centrato ancora una volta un bersaglio... adoro la sua mira!

giovedì 8 novembre 2007

Eroi e orari

Mi piace la serie televisivia Heroes.
Mi piace veramente tanto: la storia è ben costruita, i personaggi hanno spessore, la narrazione è ben articolata, le vicende non sono banali e lo spettatore è sempre lì in attesa del prossimo colpo di scena, del prossimo salto narrativo, del prossimo frammento di vicenda
Non sono neppure il solo a cui piace: un sacco di gente ormai si è appassionata alle vicende di questi supereroi che di supereroico hanno solamente i poteri ed i problemi, nel più classico stile Marvel "supereroi con super problemi". Un sacco di gente che si è appassionata alla serie prima ancora che venisse doppiata in italiano, prima ancora che passasse sulle emittenti del nostro paese.
Eppure...
Eppure qualche addetto commerciale di Italia1 ha fatto due conti ed ha spostato la serie da un'orario infelice ad uno improbabile

La serie era arrivata in Italia su Italia1 (l'emmittente giovane, l'emittente dei telefilm di successo) ed era approdata alla prima serata di domenica.
Fatico a concepire una fascia oraria più infelice, specie considerando l'immagine media dello spettatore di Italia1. Così, su due piedi, mi viene in mente giusto qualcosina che uno spettatore tipo di Italia1 potrebbe guardare la domenica sera. Qualcosina tipo calcio e posticipi. Come se non bastasse, la prima serata domenicale, su quella rete, comincia circa venti minuti prima di quella delle reti concorrenti.
Lo scenario era praticamente quello di una disfatta televisiva annunciata...
E nonostante questo, la serie era partita bene: 15% e rotti di share, grande soddisfazione, commerciali e palinsestisti felici. Tutti contenti, tranne i fan, che già non erano pochi, che cominciavano a mugugnare
Passa il tempo, le altre emittenti cominciano la programmazione autunnale (con Rai Uno che comincia con la stagione degli sceneggiati), la prima serata della domenica si fa un po' più combattuta e Heroes comincia a perdere colpi. Lentamente, ma inesorabilmente scende in ascolti fino al 5% di share
Conseguenza? Commerciali sul piede di guerra e palinsestisti che corrono ai ripari. Come? Sospendendo la serie
E tutto mentre una seconda serie, di successo fino alla scorsa stagione, come Gilmore Girls andava incontro al medesimo destino (partendo da una programmazione in prima serata il martedì... e non dirò altro...).
Un paio di settimane di silenzio: Italia1 non da notizie di un eventuale riposizionamento. Gente che si è appassionata alla serie si organizza e si scarica le quattro puntate mancanti pur di vedere come va a finire la stagione, fan che avviano petizioni on line, proteste, lamentele e mugugni...
Poi, all'improvviso, la riapertura: seconda serata del mercoledì (anche se faccio una fatica a chimarla "seconda": d'accordo, è il primo slot subito dopo la prima serata, ma le undici e mezzo passate sono terza serata, non prendeteci per i fondelli!).

Ieri sera (e chiamiamola sera) ho guardato le puntate. Sono rimasto soddisfatto come sempre. E dire che la trama della prima stagione la so già tutta. E dire che avrei potuto vedere quegli episodi mancanti quando volevo... eppure ho atteso pazientemente e sono rimasto soddisfatto
Oggi ho controllato i dati Auditel: 13,53% di share
Faccio due conti ed azzardo un pronostico: se anche la settimana prossima gli ascolti saranno gli stessi, vuoi vedere che mi piazzano anche Gilmore Girls in quella stessa fascia?